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Le stampe antiche

Le stampe antiche sono il nostro oggetto di studio e vendita dagli inizi degli anni ottanta.
Tuttavia cerchiamo di comprendere cosa si intenda per stampe antiche, in quanto il quotidiano contatto con la clientela dimostra che il percepito non combacia con la definizione.

Vendita di stampe antiche a Treviso

Treviso, nostra città d'origine, è stata il luogo naturale d'inizio attività nella vendita di stampe antiche.

I Trevigiani meno giovani ricorderanno l'oggi scomparsa Galleria del Libraio dove al piano superiore nei primi anni ottanta allestivamo mostre di stampe antiche di Treviso e di incisioni di Antichi Maestri, coadiuvati dal professionale e simpatico Celio Perazzetta a cui era demandata in quella circostanza la vendita di stampe antiche.

La vendita di stampe antiche decorative

Le stampe antiche decorative rappresentano la parte numericamente più presente nell'ambito della vendita di stampe antiche per la nostra ditta.

Quando parliamo di stampe antiche decorative ci riferiamo a tutte quelle opere cartacee, qualsiasi soggetto raffigurino, che si prestano ad ornare ed abbellire; solitamente furono raccolte in libri e possono talvolta riportare qualche indicazione di chi le abbia ideate, create o pubblicate.

Tecniche nelle stampe antiche

Le tecniche nelle stampe antiche sono da oramai molti decenni la metodologia seguita per dare una classificazione alle stampe antiche. Più precisamente si dovrebbe parlare di tecniche incisorie per le stampe antiche.

Incisione a rilievo

L'incisione a rilievo è la tecnica incisoria che per prima fu adoperata nella creazione di stampe antiche. Consiste nel trattare il materiale di supporto in maniera tale da asportare quelle parti che si desidera in fase di stampa siano bianche.

La xilografia di testa

La xilografia di testa (o silografia di testa) è la variante, nell'incisione di legni per stampe antiche, alla datata e trascurata xilografia che si introdusse alla fine del Settecento, dandole nuovo vigore e interesse.

Incisioni ad incavo

Le incisioni ad incavo annoverano le tecniche incisorie maggiormente diffuse e preferite per la creazione di stampe antiche.

Per ottenere delle incisioni ad incavo l'artista utilizzava una tavoletta in metallo, solitamente in rame oppure in zinco, e la lavorava al fine di ricavarne l'incisione.

Il bulino

Il bulino era una delle tecniche dirette delle incisioni ad incavo per stampe antiche. Più propriamente si dovrebbe parlare di incisione a bulino, essendo il bulino uno strumento, ma indicandolo si allude alla tecnica.

L'acquaforte

L'acquaforte è la regina delle tecniche indirette di incisione ad incavo per stampe antiche. Si basa sull'idea che ad incidere la lastra sia la corrosione di un acido e non la punta di uno strumento gestito direttamente dall'uomo.

Nell'acquaforte vi è una prima fase di preparazione del supporto.

L'acquatinta

L'acquatinta è una tecnica incisoria giovane, essendo stata inventata nella seconda metà del Settecento.

Il procedimento di creazione di una lastra all'acquatinta per stampe antiche ha similitudini con l'acquaforte, rientrando tra le tecniche d'incisione ad incavo, e prevede l'abbinamento con il bulino.

La litografia

La litografia è una tecnica per le stampe antiche che rientra tra le stampe in piano; anzi la litografia ne è la principale rappresentante.

Si definivano stampe in piano poiché si prevedeva che l'inchiostro fosse né negli incavi, né nei rilievi, ma sulla superficie piatta del supporto, nella fattispecie una pietra calcarea da cui il termine "lito" (pietra) e "grafia" (scrittura). Inventata al lumicino del XVIII secolo, la litografia sfruttava l'incompatibilità dell'acqua con il grasso e la applicava in principio sui calcari estratti da cave bavaresi.

La cromolitografia

La cromolitografia come dice il nome stesso è semplicemente una litografia a colori. Le stampe antiche fino all'invenzione della cromolitografia andavano colorate a mano una per una o al massimo potevano contare su laboriose e costose tecniche che richiedevano la somma di più matrici ciascuna recante pigmenti diversi.

Bartolomeo Borghi

Bartolomeo Borghi è stato un geografo e cartografo di altissime capacità.
Nato nel 1750 sulle sponde del lago Trasimeno, Bartolomeo Borghi intraprese la carriera sacerdotale, prendendo gli ordini nel 1774 ed espletando il suo mandato fino all'età di 59 anni tra la diocesi di Perugia e quella di Cortona. Malgrado il suo ruolo in seno alla Chiesa, il Borghi si rivelò sensibile alla modernità costituita dalle idee illuministe, tanto da trovarsi talvolta in scontro con i suoi superiori.

Giovanni Battista da Cassine

Giovanni Battista da Cassine, latinizzato in Johannes Baptista a Cassinis, fu un frate minore cappuccino. Nato a Cassine nel Monferrato, è legato alla cartografia per essere stato l'intelligente autore della Chorographica descriptio Provinciarum, et Conventuum FF. Min. S. Francisci Capucinorum, affascinante atlante tematico.

Giovanni da Montecalerio

Con il nome Giovanni da Montecalerio, latinizzato in Ioannis a Montecalerio, in ambito cartografico si è usi indicare l'autore delle carte geografiche tratte da Chorographica descriptio provinciarum, et conventuum Fratrum Minorum S. Francisci Capucinorum.

Marco Sebastiano Giampiccoli

Marco Sebastiano Giampiccoli è stato uno tra gli ultimi incisori esponenti della scuola veneta, noto per una serie di stampe antiche su Venezia e soprattutto per alcune vedute di città e piazze di città venete.

Le stampe antiche botaniche

Le stampe antiche botaniche sono uno tra i soggetti maggiormente apprezzati e richiesti dalla clientela. Certamente è anche per questo motivo che nella vendita di stampe antiche si prevede una gamma di scelta ampia, che spazia dagli erbari più datati, fino alle opere più recenti.

Stampe antiche sugli agrumi

Vi è stato un periodo nel quale le stampe antiche con agrumi hanno conosciuto una moda inaspettata. A lanciarla fu il gesuita senese Giovan Battista Ferrari nel 1646 quando fece pubblicare a Roma l'Hesperides sive de malorum aureorum cultura, opera che riguardava la coltivazione degli agrumi, abbellita da numerose stampe antiche.

I primi erbari cinquecenteschi

Nella prima metà del Cinquecento vennero stampati una serie di erbari tanto innovativi da spazzare via la tradizione iconografica e testuale che si tramandava dai manoscritti medievali e perdurava fino ad allora nelle opere a stampa. Il successo e la conseguente diffusione dei loro contenuti furono sensibilmente agevolati dalle immagini appositamente preparate che ne accrescevano la godibilità estetica e l'applicazione nello studio.

The Herball di John Gerard

John Gerard (1545-1612), benché non fosse il primo, fu il più prestigioso studioso di piante in ambito inglese, insieme a William Turner (1508 ca.-1568) e a John Parkinson (1567-1650).

Il Florilegium Amplissimum et Selectissimum di Emanuel Sweert

Il Florilegium Amplissimum et Selectissimum di Emanuel Sweert, conosciuto anche col nome latinizzato in Swertius, è, tra le opere botaniche del primo Seicento olandese, quella a cui spetta particolare menzione.

Sweert era un floricoltore e commerciante di fiori attivo ad Amsterdam, città al principio del Seicento sempre più al centro dell'afflusso sui galeoni olandesi di piante esotiche sia dal Nuovo Mondo, sia dall'Asia orientale.

La Phytanthoza Iconographia di Johann Wilhem Weinmann

Le stampe antiche con fiori di Johann Wilhem Weinmann sono giudicate tra le più affascinanti del settecento. Riconoscibili per la magnifica coloritura e per l'incisione tanto attenta da farle apparire quali disegni, le stampe antiche del Weinmann raffigurano fiori e piante di ogni tipologia e continente.

Johannes Gutenberg

Johannes Gutenberg è stato l'inventore della stampa a caratteri mobili, ossia egli ebbe l'intuizione di incidere le lettere dell'alfabeto su singoli appositi punzoni così da poterli ricombinare infinite volte formando tutte le parole di un'intera pagina a stampa.

Johannes Gutenberg: le radici culturali

Johannes Gutenberg, l'inventore della stampa a caratteri mobili, è l'artefice della rivoluzione nella comunicazione che nel XV secolo conobbe la società europea. La stampa è riconosciuta a pieno titolo come la più importante invenzione del secondo millennio; Gutenberg oggi viene, dunque, considerato uno dei grandi personaggi dell'epoca rinascimentale.

Johannes Gutenberg: imprenditore a Strasburgo

Johannes Gutenberg deve aver condotto una vita complessivamente riserbata considerando i vari vuoti che nella sua biografia vi sono. Possiamo affermare che nel 1430 Gutenberg non era più a Magonza, ma è solamente nel 1434 che appare a Strasburgo.

Johannes Gutenberg: la Sacra Bibbia

Johannes Gutenberg, dovendo ricominciare nuovamente a Magonza, sua città natale, aveva come prima cosa bisogno di finanziamenti. Era conscio che non sarebbe stata una impresa facile stampare un volume intero, ma era ormai determinato ad intraprendere l'ambizioso progetto.

Johannes Gutenberg: gli ultimi anni

Negli ultimi anni di vita di Johannes Gutenberg, persa la sua tipografia, rimase solo da provare a ricominciare attraverso l'avvio di una piccola stamperia presso la sua casa, la corte di Gutenberg. Non si sa con certezza che cosa stampò dopo la Bibbia, forse un dizionario di latino.

La stampa dopo Gutenberg

La stampa dopo Gutenberg fu come un salice piantato in riva ad un fiume: crebbe rapida e forte. In particolare con la diaspora, seguita alla presa e distruzione di Magonza da parte de Adolfo di Nassau, degli artigiani che lavoravano per la tipografia Fust – Schöffer.

 L'editoria a Venezia nel quattrocento

L'editoria a Venezia nel quattrocento trovò un terreno straordinariamente felice per svilupparsi: una politica avveduta, degli imprenditori sensibili, una clientela abbondante.
L'editoria era approdata a Venezia nel quattrocento seguendo i flussi commerciali e la città lagunare era a metà del secolo un punto di passaggio obbligato. La via degli scambi e dei traffici faceva capo a Venezia, principalmente per i flussi da e per l'Oriente.

Anversa nel cinquecento

Lo Zwyn era un braccio di mare del Nord da cui partiva un canale navigabile che conduceva a Bruges. Molti mercanti si erano stabiliti nella bellissima città fiamminga e da qui portavano a termine i loro affari.

Verso la fine del XV secolo, tuttavia, il progressivo interramento del canale unitamente alla perdita, nel 1488 per ordine di Massimiliano I come vendetta all'ostilità dimostratagli, dei privilegi commerciali di cui Bruges godeva, spinse il tessuto produttivo a migrare nella non lontana Anversa, collegata al mare non da un artifizio umano, ma dall'ampio estuario della Schelda.

Amsterdam nel seicento

Nel 1585 con il blocco del traffico navale dell'estuario della Schelda si sancì il definitivo sorpasso di Amsterdam ai danni di Anversa quale principale scalo portuale europeo.

I Paesi Bassi erano un'area geografica finita nell'asse ereditario del cattolicissimo ramo spagnolo degli Asburgo sul cui trono sedeva Filippo II. Costui aveva adottato una politica economica e religiosa bigotta, che nell'arco di pochi decenni aveva condotto alla spaccatura del paese in due realtà: una a sud intransigentemente cattolica e fedele al regnante, una a nord calvinista, più tollerante, in piena rivolta.

Parigi nel Settecento

Parigi nel Settecento è l'esempio di una egemonia di rendita, frutto delle scelte del secolo precedente e destinata a concludersi tragicamente.

Parigi nel Settecento è il modello per l'Europa, detta le regole della moda, del gusto, delle buone maniere. Il francese diventa la lingua parlata nelle ambasciate e scritta nei trattati. Versailles si afferma come il palazzo a cui ispirarsi e la sua anima Luigi XIV il modello politico di riferimento.

Edizioni dell'Itinerario d'Italia di F. Scoto

Senza alcuna pretesa di esaustività diamo l'elenco delle edizioni dell'Itinerario d'Italia di Francesco Scoto citate dalle fonti.
L'opera è composta da tre parti, corrispondenti alla descrizione del centro-nord Italia, a Roma e al tragitto tra Roma e Napoli, le quali sovente hanno datazioni autonome e non corrispondenti, creando un po' di aleatorietà sulla data da indicare.

Ulisse Aldrovandi

Ulisse Aldrovandi fu uno dei maggiori naturalisti della seconda metà del cinquecento e la sua attività incessante diede avvio al rinnovamento delle scienze naturali.

Formazione di Ulisse Aldrovandi

La fonte prima sulla biografia di Ulisse Aldrovandi è l'Aldrovandi stesso.

Egli nacque a Bologna l'11 settembre del 1522 da una antichissima famiglia. Suo padre era notaio, ma morì prematuramente costringendo la madre Veronica Marescalchi a provvedere da sola ai quattro figli.

Il bolognese Ulisse Aldrovandi

Il bolognese Ulisse Aldrovandi nel settimo decennio del XVI secolo raggiunse quella piena maturità professionale che gli consentì di ottenere il completo riconoscimento quale massimo personaggio tra le autorità cittadine.

La cattedra bolognese di scienze naturali da straordinaria diviene ordinaria; Ulisse Aldrovandi ebbe modo di spostarsi nei periodi primaverili ed estivi in cerca di curiosità della Natura in numerosi centri degli Stati italiani, accolto dai maggiori naturalisti locali; lo scienziato trovò il tempo di sposarsi due volte e di generare tre figli, compreso uno illegittimo, tutti scomparsi in tenera età o giovani.

Ultimi anni di Ulisse Aldrovandi

Ulisse Aldrovandi gli ultimi trent'anni di vita li dedicò al progetto che lo renderà celebre fino ai giorni nostri.

Nell'ottobre del 1578 incominciò la stesura della sua Historia Naturalis, ma sarà solo nel 1594 che, accorgendosi del tempo trascorso, Aldrovandi decise di fissare con la stampa la parte principale del suo lavoro.

Historia Naturalis di Ulisse Aldrovandi

La "Historia Naturalis" di Ulisse Aldrovandi è una raccolta in tredici tomi che descrivono e illustrano l'indagine complessiva sul mondo dello studioso ed insegnante bolognese.
Di questi noi ci occuperemo soprattutto degli undici che raccontano del regno animale, lasciando sullo sfondo i due dedicati alle rocce e alle piante.

Fonti di Ulisse Aldrovandi

Le fonti di Ulisse Aldrovandi per la "Historia Naturalis" sono state ben identificate, tanto che taluni accusano ingiustamente lo studioso bolognese di averci messo poco di suo e molto di altrui per riuscire a scrivere tutte le migliaia di pagine che compongono i suoi libri.

Le xilografie del Trionfo di Massimiliano I

Le xilografie facenti parte della serie "Trionfo di Massimiliano I", opera curata da Hans Burgkmair, sono da annoverare tra i grandi capolavori del Cinquecento tedesco sia per la loro qualità, quanto per il lavoro corale che comportarono e per le dimensioni che, raggruppate, raggiunsero.

Gli incisori delle xilografie del Trionfo di Massimiliano I

Gli incisori delle xilografie del "Trionfo di Massimiliano I" furono scelti tra i migliori artigiani attivi prevalentemente ad Augsburg (Augusta in Baviera). In parte sappiamo i loro nomi in quanto li si trovano inscritti a penna nel retro delle tavole per esteso, oppure attraverso monogrammi, accanto alla data di consegna, che va dal novembre 1516 ai primi del 1519.

Le incisioni del Trionfo di Massimiliano I

Le incisioni del "Trionfo di Massimiliano I" raffigurano un lungo corteo aperto da un araldo e seguito da musici, falconieri, cacciatori, buffoni, menestrelli, fanti armati, maestri di torneo a cavallo, cavalieri con stendardi dei paesi asburgici, pifferai, cavalieri con stendardi di Borgogna, lanzichenecchi, statue dei più illustri re dell'impero, prigionieri, trombettieri, soldati valorosi, guerrieri di Calcutta, carri delle vettovaglie.

I cavalieri nel Trionfo di Massimiliano I

Sono mostrate in questa sezione le incisioni con i cavalieri del "Trionfo di Massimiliano I" che sfilano per manifestare la magnanimità dell'imperatore nello sviluppo dei giochi di cavalleria, dei tornei e dei duelli. Tutte queste tavole furono disegnate da Hans Burgkmair, principale artefice dell'opera.

I paesi ereditari della casa d'Austria

I paesi ereditari della casa d'Austria sfilano in questa parte del "Trionfo di Massimiliano I". Gli stendardi con l'araldica di ogni singolo paese sono portati da cavalieri che possono essere in corazza se in quella regione l'imperatore ha portato guerra, oppure essere in abiti locali se colà Massimiliano non ha guerreggiato. Tutte queste tavole furono disegnate da Albrecht Altdorfer, celeberrimo pittore del Cinquecento tedesco.

La Borgogna

In questa sezione sono mostrate le incisioni del "Trionfo di Massimiliano I" relative alla Borgogna, aperte da una fila di musici a cui seguono i cavalieri con gli stendardi di tutti i territori appartenenti al ducato di Borgogna. Ogni cavaliere è vestito in abiti tipici del suo territorio e non in armatura, non avendo l'imperatore occupato con la forza quelle terre. Tutte queste tavole furono disegnate da Albrecht Altdorfer, celebre pittore del primo Cinquecento tedesco.

Vittorie e conquiste nel Trionfo di Massimiliano I

Questa sezione con le incisioni del "Trionfo di Massimiliano I", tutte disegnate da Hans Springinklee, forma il corpus dedicato alle vittorie e conquiste di Massimiliano I, chiuso dal carro del trionfo e dal matrimonio di re Filippo, figlio dell'imperatore, con l'ereditiera di Spagna.

I grandi personaggi dell'Impero di Massimiliano I

In queste xilografie vengono portate in trionfo le statue dei grandi personaggi dell'Impero di Massimiliano I. I più illustri imperatori, re, marchesi e duchi sfilano, raggruppati all'interno del "Trionfo di Massimiliano I", come li volle disegnare Hans Springinklee, bravo allievo di Albrecht Dürer.

 Incisioni diverse del Trionfo di Massimiliano I

Questa parte del "Trionfo di Massimiliano I" è formata da incisioni diverse: vi sono i prigionieri, un corteo di uomini con statue e palme, musici imperiali e un folto gruppo di araldi. I disegni preparatori furono elaborati per una parte da Hans Burgkmair e per un'altra da Leonard Beck, che fu pittore di corte di Massimiliano I.

Soldati e guerrieri nel Trionfo di Massimiliano I

In questa parte del "Trionfo di Massimiliano I" procedono per righe i più valorosi soldati di corte, seguiti dai caotici guerrieri delle Indie e dai pittoreschi nativi dell'Africa. Le matrici furono disegnate da Hans Burgkmair, Leonard Beck e Hans Leonard Schäufelein, autore di solo le due tavole qui mostrate in tutto il Trionfo di Massimiliano I.

Le vettovaglie del Trionfo di Massimiliano I

Queste cinque xilografie con le vettovaglie del "Trionfo di Massimiliano I" originariamente erano sei, ma la prima è andata perduta e manca nell'edizione del 1796 curata da Adam Bartsch. L'ordine che qui proponiamo è quello dell'Albertina di Vienna, benché non sia l'ordinamento corretto, dovendosi porre la 126 come prima, seguita dalla tavola 127, dalla 125, dalla 129 e la 128 a chiudere la processione.

Ultime incisioni del Trionfo di Massimiliano I

L'ultimo blocco di incisioni del "Trionfo di Massimiliano I" è costituito da due parti eterogenee: la processione è aperta e chiusa dalle figure della famiglia di Massimiliano I, mentre nel mezzo sono collocati i nobili delle nazioni vinte dall'imperatore.

epitome ortelius

Il “Theatrum Orbis Terrarum” di Abraham Ortelius è la prima raccolta di carte geografiche che per omogeneità, formato e struttura possa definirsi “Atlante” secondo la concezione moderna.
Pubblicato nel 1570 ad Anversa, malgrado un costo che lo riservava ad un pubblico assai elitario, conobbe un successo incredibile tanto da richiedere nello stesso anno due ristampe per un totale di 325 volumi immessi sul mercato.

La cartografia nella pittura di Johannes Vermeer

Le carte geografiche fin dal loro apparire hanno avuto una doppia valenza. La prima concerne l'utilizzo al quale tutti noi pensiamo quando abbiamo tra le mani delle carte geografiche: trovare delle indicazioni sul territorio.
Tuttavia la vendita di stampe antiche non esisterebbe se la cartografia avesse da sempre avuto solo questa angolazione.

Cartografia antica

Per cartografia antica ci si riferisce a quella produzione a stampa di carte geografiche che vanno dai primi del Cinquecento alla fine dell'Ottocento. Si obietterà che la cartografia antica non ha questi margini temporali.

Mappe antiche

Mappe antiche così si intitola uno splendido libro di alcuni anni fa scritto da Tony Campbell. Vi si illustrano alcune mappe antiche, approfondendo aspetti che concernono la cartografia, la geografia, la storia, la storia dell'arte, la politica.

Le carte geografiche antiche

Le carte geografiche antiche sono diventate ben presto il fulcro nella nostra vendita di stampe antiche.

La passione per la cartografia antica, ossia per la rappresentazione indubbiamente reale, ma principalmente ideale di un territorio attraverso le carte geografiche antiche, ha contagiato, principalmente dagli anni settanta/ottanta, numerosi italiani, tanto da divenire una moda, come tutto il settore dell'antiquariato.

 Perché collezionare carte geografiche

Perché collezionare carte geografiche?
Molti anni fa un cliente raccontò d'aver cominciato a raccogliere cartografia attinente alla sua zona in quanto un medico collega di lavoro, vecchio collezionista, aveva suscitato in lui sensi di colpa per non essere egli stesso un attento cultore di carte geografiche del suo territorio.

Vendita stampe antiche di cartografia

La vendita di stampe antiche di cartografia si rivolge tanto all'amatore estemporaneo, quanto al collezionista; il primo ricercherà un oggetto gradevole e di arredo, il secondo quella mappa antica o quella variante che ancora manca alla sua raccolta.

Appuntamenti

Il prossimo appuntamento sarà ad ottobre con l'edizione di autunno del Mercanteinfiera di Parmastand mercanteinfiera 2025
Inseriremo ogni informazione nella pagina dedicata al Mercanteinfiera autunno 2026.