L'epitome di Abraham Ortelius

Il “Theatrum Orbis Terrarum” di Abraham Ortelius è la prima raccolta di carte geografiche che per omogeneità, formato e struttura possa definirsi “Atlante” secondo la concezione moderna.
Pubblicato nel 1570 ad Anversa, malgrado un costo che lo riservava ad un pubblico assai elitario, conobbe un successo incredibile tanto da richiedere nello stesso anno due ristampe per un totale di 325 volumi immessi sul mercato.

ritratto ortelius

Sette anni dopo apparve il suo condensato in formato tascabile intitolato Spieghel der Werelt, la prima epitome dell'Ortelius, nonché il primo di una lunghissima serie di atlanti editi in piccola dimensione. Antecedenti al 1577 possiamo incontrare rare opere geografiche analogamente di dimensione ridotta, tra le quali il “Rudimentorum Cosmographicorum libri III” di Johannes Honter va certamente ricordato, accanto all'edizione in-8° della “Geografia di Claudio Ptolomeo Alessandrino” del 1548 con le tavole di Jacopo Gastaldi e il testo di Pietro Andrea Mattioli.

L'epitome dell'Ortelius del 1577 nacque su idea del capace incisore Philip Galle, all'epoca quarantenne e da pochi anni giunto ad Anversa, città fiorente dove il Theatrum Orbis Terrarum veniva pubblicato presso la stamperia di Christophe Plantin, avendo già conosciuto dodici edizioni.
Il Galle teneva rapporti lavorativi con Plantin, se non di amicizia; abitava di fronte alla casa di Ortelio; si ritiene frequentasse il circolo religioso dei Familisti all'interno del quale lo stesso Ortelio aveva un ruolo attivo: è in base a queste considerazioni che sarebbe poco plausibile ciò che il Galle nella Prefazione dello Spieghel der Werelt fa trasparire in un dialogo tra lui e Pieter Heyns, ossia che l'Ortelio fosse all'oscuro della sua idea. Probabilmente il grande cartografo diede un tacito consenso, altrimenti non avrebbe incaricato il Galle di incidere il proprio ritratto che venne inserito nel “Theatrum Orbis Terrarum” dal 1579.
Il testo di questa prima epitome dell'Ortelius fu scritto da Pieter Heyns in olandese, traducendo il testo latino del Theatrum non in prosa come penseremmo, ma in versi, preferiti per dare alle parole una musicalità e grazia più accattivanti, soprattutto per gli studenti più elevati, categoria identificata come prima possibile clientela. Heyns, fervente calvinista, era tra gli uomini più conosciuti del suo tempo ad Anversa, in stretti rapporti di amicizia con Ortelio, frequentando la cerchia di artisti, intellettuali ed antiquari che gravitava attorno al sommo cartografo ed a Plantin.

mappamondo galle 1577
I disegni e le relative incisioni delle 72 piccole carte geografiche furono fatti da Philip Galle, riducendo le mappe in-folio dell'Ortelio ad un formato di circa 11 x 8 cm, tranne quelle con il Mappamondo, l'Europa, la Francia, la Germania, l'Olanda e l'Italia stampate su fogli piegati di circa 21,5 x 16 cm. Poiché sul Mappamondo vi è indicata la data del 1574, si ritiene che queste possano essere state le prime mappe incise e dunque che questo avrebbe dovuto essere il formato scelto; solo in un secondo momento sarebbe stato ridotto per questioni finanziarie. Inoltre, l'arco temporale di tre anni per intagliare i 72 rami è ragionevole ed implicherebbe maggiormente un appoggio diretto di Ortelio e non semplicemente di estraneità passiva al progetto.
Ogni mappa è racchiusa da una semplice cornice a torciglione e riporta nel bordo bianco superiore il nome dell'area geografica descritta con il numero di pagina.
mappa epitome 1577
Non c'è spazio per l'inserimento di quegli aspetti decorativi che possiamo trovare nelle corrispondenti mappe orteliane, se non un veliero che spesso appare nei mari, la cui rappresentazione preferita è con il puntinato.
L'orografia è indicata solo in quelle mappe ove possibile, mentre sempre ben evidente è l'idrografia; occasionalmente appaiono degli alberelli per i boschi. Le città hanno la forma di castellino ed i nomi sono scritti orizzontalmente o diagonalmente a seconda della necessità, con caratteri corsivi e profondamente incisi, tanto da trasmettere una sensazione caotica e di poca chiarezza.
I titoli dei territori sono inseriti in essenziali cartigli geometrici e riprendono, condensandoli e con abbreviazioni, quelli di Ortelio; la scala di miglia è composta da quadratini con all'interno un numero, solitamente fino ad 8, talvolta con una forma a scacchiera e raramente sovrastata da un compasso.

Al pari dell'atlante maggiore, anche questa prima epitome dell'Ortelius ottenne l'approvazione del pubblico, con la necessità di soddisfare anche i mercati stranieri a cominciare da quello francese, paese d'origine di Plantin, sicché nel 1579 venne pubblicata la traduzione in francese dello Spieghel der Werelt che divenne Le Miroir du Monde, reduict premierement en rithme Brabançonne, par M. P. Heyns; Et maintenant tourné en prose Françoise, edito ad Anversa sempre da Plantin con il riutilizzo dei 72 rami di Philip Galle e testi non in rima, ma in prosa non avendo avuto Heyns il tempo per lavorare ai versi.

Koeman elenca una edizione olandese anche nel 1579, ignorata da quasi tutta la bibliografia recente. Il solo esemplare rintracciato si trova presso la Bayerische Staatsbibliothek, ma è privo di frontespizio e solo una nota manoscritta lo data al 1579. Inoltre, il suo contenuto è perfettamente combaciante con l'edizione dello Spieghel der Werelt del 1583.

Nel 1583 Christophe Plantin stampò sia la seconda edizione dello Spieghel der Werelt con il testo di Pieter Heyns in versi, che la seconda di Le Miroir du Monde, quest'ultima con la traduzione confermata in prosa. Le carte geografiche furono aumentate a 83 con l'aggiunta di 11 rami che si distinguono immediatamente dagli altri per il notevole sfoltimento di toponimi e decorazioni, nonché per l'eliminazione del torciglione nel riquadro esterno che ora rimane formato da due semplici linee. Il risultato è una carta geografica più chiara e leggibile, anche se meno accattivante.

mappa lussemburgo 1583
Con la loro incisione Philip Galle diede inizio al processo di miglioria del suo primigenio lavoro attraverso l'integrazione e sostituzione dei rami originari con altri, oggi identificati come della "seconda serie". Questa rivisitazione comportò una crescita ed al contempo una variazione nel numero delle carte geografiche contenute nel susseguirsi delle diverse edizioni.
L'aggiunta riguarda territori francesi (Picardia, Anjou, Poictou, Auraicus Principatus, Burgundia, Artois, Henault, Lutzeburg, Namur, Leodiensis Diocesis, Insula Terçera), evidentemente pensati per “Le Miroir du Monde”; in effetti, in questo volume sono collocati correttamente nella parte dedicata alla Francia, mentre nello “Spieghel der Werelt” appaiono tutti a fine volume.

mappa sicilia 1585
Nel 1585 l'epitome dell'Ortelius venne nuovamente stampata senza alcuna variazione nel numero e tipologia di mappe inserite rispetto alle due pubblicazioni precedenti, ma il testo venne tradotto in versi latini da Hugo Favoli, medico e soprattutto poeta la cui famiglia era di origine italiana. A pubblicarla provvide sempre Plantin ad Anversa col titolo Theatri orbis terrarum enchiridion; l'edizione è riconoscibile per essere di dimensioni maggiori e dunque avere le carte geografiche inserite nel testo latino.


Chiaramente l'epitome dell'Ortelius era oramai un atlante tascabile di gran successo che richiedeva un continuo sviluppo nel numero e qualità delle carte geografiche, seguendo il simile percorso di ampliamento del “Theatrum Orbis Terrarum” di Ortelio che nel 1592 conterà 134 mappe dalle 53 della prima edizione del 1570.

È così che per l'edizione del 1588, la prima che riporti nel titolo il termine “epitome”, intitolandosi Epitome du theatre du monde d'Abraham Ortelius, il lavoro di incremento di tavole disegnate ed incise da Philip Galle proseguì con l'inserimento di 11 rami che portarono il totale a 94 territori descritti.

frontespizio epitome 1588
Si tratta della terza volta che Christophe Plantin pubblica l'atlantino con testo in francese, sempre con la traduzione che ne aveva fatto Pieter Heyns nel 1579.
La novità più significativa è rappresentata dalla incisione delle sei carte geografiche ripiegate (Mappamondo, Europa, Francia, Germania, Olanda, Italia), in quanto stampate su fogli più grandi, in lastre della medesima grandezza delle altre ed intagliate secondo i canoni dei rami che venivano aggiunti, comunemente classificati della seconda serie, facilmente riconoscibili per le due semplici linee del riquadro. Nella riduzione del mappamondo si aggiorna la mappa di Ortelio di riferimento; in effetti, fino ad ora si era stampato il rame che riduceva la mappa orteliana del Mondo del 1574, ora la si sostituisce con la versione della carta del 1587 la cui più appariscente variazione sta nella forma del sud America non più “a patata”.
Andaluzia; Valentia regnum; Gades; Guasconiae descriptio; Britannia; Normandia; Burgundiae Ducatus; Lotharingiae typus; Gallia Belgica; Brandeburgens Marcha; Tirolis Comitat.; China Regio Asie sono i territori nuovamente intagliati ad integrazione o sostituzione di quelli presenti nelle edizioni precedenti, tutti incisi secondo i crismi della seconda serie, ma con una superiore attenzione, visibile nell'introduzione di caratteri differenti e con grandezze diverse tra i nomi delle città e quelli delle regioni, nello sviluppo quasi sempre orizzontale degli stessi e nel puntinato ed ombreggiatura lungo le coste meglio eseguiti.

Nel 1590 questa Epitome du theatre du monde d'Abraham Ortelius venne riedita senza variazioni.

Plantin aveva stampato la seconda edizione in latino nel 1589, dopo quella del 1585, con titolo Epitome Theatri Orteliani. I testi descrittivi dei territori non sono più con i versi di Hugo Favoli, ma scritti, non sappiamo da chi, nella ormai abitudinaria prosa. Anche la sequenza descrizione testuale-mappa relativa, che permetteva di avere a volume aperto la carta geografica sulla pagina di destra ed il relativo racconto sulla pagina di sinistra, introdotta nell'epitome dell'Ortelius del 1588, resta immutata, al pari della giustificazione del testo che si presenta in un'unica colonna. Le carte geografiche sono le medesime che Plantin aveva utilizzato per la pubblicazione in francese dell'anno precedente.

testo giovanni paulet
L'Italia nel XVI secolo era un territorio tenuto nella massima considerazione, agognata meta per la formazione culturale di qualsiasi studioso o gentiluomo. Sorprende che la prima edizione col testo tradotto in italiano dell'epitome dell'Ortelius sia stata stampata solo nel 1593. Vi provvide la stamperia Plantiniana ora gestita da Jan Moretus, erede di Christophe Plantin venuto a mancare nel 1589, avvalendosi della traduzione di Giovanni Paulet, cittadino di Anversa che aveva vissuto nel Ducato di Urbino, imparando la lingua.
In questa edizione intitolata Theatro d'Abrahamo Ortelio ridotto in forma piccola le carte geografiche sono accresciute a 107 totali delle quali 63 sono le medesime apparse nella primissima edizione del 1577. L'opera riformatrice di Philip Galle si concentrò soprattutto sulle mappe delle regioni italiane per le quali la rappresentazione è rinnovata per il Larius lacus, la Tuscia, il Typus Regni Neapolitan., mentre vengono introdotte ex novo, incise seguendo i criteri della seconda serie, le descrizioni dei territori Cremonensis ager, Cremae ager, Bresciano, Veronensis ager, Patavinum, Siena, Perusia, Oropitum, Marca Anonitana, Campagna di Roma, Aprutium, Apulia, Ischia ins.

La terza pubblicazione in latino fu stampata nel 1595 ad Anversa da Arnoult Coninx e non da Moretus, forse perché questi era impegnato nell'edizione latina del “Theatrum Orbis Terrarum”, oramai arrivato a numerare 147 carte geografiche.
Anche l'Epitome Theatri Orteliani del 1595 è accresciuta nel numero di mappe contenute, contandone ben 109, delle quali sono solamente 39 quelle ottenute dai rami della primissima edizione del 1577, essendo tutte le restanti disegnate ed incise da Philip Galle secondo i crismi della seconda serie.
È interessante evidenziare, comunque, come il lavoro del Galle proseguisse imperterrito anche durante la stampa dei volumi, come dimostrano esemplari di questa medesima edizione nei quali troviamo i territori della Provenza, delle Fiandre e dell'Ungheria sia ottenuti dalle matrici originarie, sia da quelle rifatte.

Tre anni dopo nel 1598 si giunse a quello che oggi sappiamo essere stato l'approdo finale del lavoro di Philip Galle: la quinta edizione in francese intitolata Epitome du theatre du monde, d'Abraham Ortelius. […] Reveu, corrigé, & augmenté de plusieurs Cartes, pour la derniere fois pubblicata dalla Stamperia Plantin, ancora guidata da Jan Moretus, arricchita di ben 123 carte geografiche.

mappa giappone
Si tratta, tra gli atlantini tascabili curati dal duo Galle-Plantin, dell'edizione più corposa per numero di incisioni contenute fino ad ora stampate; le novità concernono soprattutto i territori francesi, ampliati con 8 tavole, accanto ad altre 6 lastre, tutte ovviamente della seconda serie, tra le quali Giappone ed Islanda sono le mappe più interessanti. Delle originarie 72 piccole carte geografiche del 1577 intagliate secondo i criteri degli albori ne sono sopravvissute 19, essendo tutte le altre nell'arco del tempo state sostituite dal Galle.
Nel titolo dell'opera si dichiara che questa ristampa è “pour la dernière foi”. La frase all'acquirente dell'epoca sarebbe suonata come garanzia di avere la versione più aggiornata dell'epitome dell'Ortelius, l'ultima uscita; tuttavia, considerando le vicissitudini future, potrebbe oggi essere interpretata come la decisione di Galle di interrompere il suo lavoro e, dunque, la stampa di questa edizione in francese avrebbe dovuto essere “pour la dernière foi”.

Ulteriori edizioni dell'epitome dell'Ortelius

In seguito alla capitolazione di Anversa nel 1585, assediata dalle truppe spagnole, il calvinista Pieter Heyns dovette abbandonare la città, migrando in Germania, prima a Francoforte, quindi vicino ad Amburgo; suo figlio Zacharias, all'epoca ventenne, invece, rimase, entrando come apprendista libraio presso la stamperia Plantin, dove da Jan Moretus fu considerato come un figlio.
Intorno al 1593 dopo varie esitazioni Zacharias Heyns si stabilì ad Amsterdam, aprendo una propria libreria ed editoria, forte delle conoscenze ed esperienze acquisite presso i Plantin e dei rapporti con la ricca clientela mercantile che aveva frequentato.
In questi primi anni pubblicò molte opere del padre che risalivano al periodo di Anversa, tra cui nel 1596 anche lo Spieghel der Werelt ghestelt in ryme, ulteriore edizione olandese dell'epitome dell'Ortelius basata su quella del 1583, spacciata come sua.
Non ci è stato possibile consultarne un esemplare, sicché non ne conosciamo la struttura, ma non ci stupiremmo se fosse un'edizione priva di carte geografiche.

Il 1598 vide la scomparsa del settantenne Ortelio, quella di Pieter Heyns di dieci anni più giovane e la stampa sempre ad Amsterdam a cura di Zacharias Heyns de Le Miroir du Monde, ou Epitome du Theatre d'Abraham Ortelius, dal padre appena iniziata.

mappa marca trivigiana
Il legame col filone degli atlanti che riducono il “Theatrum Orbis Terrarum” di Ortelio in una veste tascabile, tuttavia, per questa edizione in francese del 1598 si interrompe al titolo; in effetti, delle 78 carte geografiche, a cui si aggiunge la veduta di Castel Sant'Angelo a Roma e l'Arx Britannica, poche hanno da spartire derivazioni dalle mappe orteliane. Non sono ottenute da incisioni in rame, ma da xilografie che misurano circa 14 x 17 cm; non se ne conosce l'origine, ipotizzando che Heyns padre ne sia entrato in possesso o le abbia commissionate durante la sua permanenza in Germania, forse immaginandone l'inserimento all'interno di una futura pubblicazione dello Spieghel der Werelt di cui avrebbe provveduto alla traduzione in francese, progetto poi concluso dal figlio in seguito alla sua morte.
Le 36 matrici lignee concernenti i territori dei Paesi Bassi e delle Fiandre saranno riutilizzate l'anno seguente nell'atlantino incentrato sull'Olanda Den Nederlandtschen landtspiegel in ryme gestelt di cui Zacharias Heyns curò sia l'edizione che la stesura dei versi, sulla tradizione del padre.

Le bibliografie indicano come le xilografie vennero in seguito in mano a Jan Jansson il quale le avrebbe riutilizzate nel 1615 per un nuovo atlante tascabile di cui sopravviverebbe un unico esemplare.

Ma è altrove che le edizioni dell'epitome dell'Ortelius conobbero un ulteriore ed interessante sviluppo.

Nello stesso 1598 in Italia, per la prima volta fuori dei confini olandesi, precisamente a Brescia fu preparata la riduzione “dalla forma grande in questa piccola, per maggior comodità di ogniuno” del Theatrum Orbis Terrarum di Ortelio. Alla traduzione dal latino all'italiano provvide Pietro Maria Marchetti, esponente della Compagnia Bresciana che ne curava la pubblicazione; il titolo divenne Theatro del Mondo di Abraamo Ortelio. nel quale distintamente si dimostrano in Tavole tutte le Provincie, Regni, & Paesi del Mondo, al presente conosciuti.

padovano marchetti
Il volume è in-4°, quindi di grandezza maggiore rispetto alle comuni edizioni dell'epitome dell'Ortelius di Anversa, con le carte geografiche stampate nella parte superiore delle pagine al recto, avendo il testo descrittivo nella metà inferiore ed al verso del foglio. Se ne contano in tutto 109, grandi circa 10,5 x 8 cm; tutte, tranne due, sono copiate da quelle dell'edizione del 1593 col testo in italiano di Giovanni Paulet. Le differenze stanno nell'aggiunta di una carta marina, che riprende l'analoga di Giacomo Gastaldi, e di una dedicata alla Lombardia, ancora ispirata ad uno tra i lavori più importanti del Gastaldi.
Nel copiare i rami del Galle furono ripresi anche gli elementi di decoro, la forma dei cartigli e delle scale di miglia; nel riscrivere i nomi ci si avvalse di una miniaturizzazione dei caratteri ed eliminazione degli abbellimenti grafici presenti nelle lastre della prima serie; i corsi dei fiumi divengono meno sinuosi; sono aboliti i riquadri a torciglione delle carte geografiche della prima serie e i doppi riquadri della seconda serie, sostituiti da un unico filo con l'aggiunta del nome del territorio in latino al centro spesso in basso.
Poiché Pietro Maria Marchetti non chiese mai l'autorizzazione a Moretus o a Galle per procedere nella realizzazione di questo progetto, il suo Theatro del Mondo di Abraamo Ortelio è a tutti gli effetti un'opera pirata.

Edizioni seicentesche dell'epitome dell'Ortelius

A cavallo tra Cinque e Seicento Philip Galle decise o accettò di vendere le proprie lastre ed i diritti di utilizzo a Johannes Baptista Vrients (anche Vrints o latinizzato Vrientius), uno storico editore di Anversa che in quegli anni stava notevolmente investendo. In effetti, dopo essere stato l'esecutore testamentario di Ortelio, acquistò dai suoi eredi le lastre del Theatrum Orbis Terrarum curandone le edizioni postume degli anni 1602-1609, essendo scomparso nel 1612; anche i rami dello Speculum Orbis Terrarum del De Jode finirono in suo possesso, senza, tuttavia, che questo raro atlante venisse ripubblicato.

Pertanto, già nel 1601 Vrients poté stampare la prima delle edizioni seicentesche dell'epitome dell'Ortelius.

mappamondo vients 1601
La pubblicazione latina intitolata Epitome Theatri Orteliani risulta essere ampiamente una ristampa dell'edizione in latino del 1595 di Galle-Coninx, ripresa completamente nei testi descrittivi, ma aumentata nel numero delle carte geografiche grazie all'aggiunta di una carta celeste, di un secondo mappamondo e della veduta dell'Escurial, il palazzo reale di Filippo II re di Spagna. Queste tre incisioni sono poste in testa nell'atlantino, a seguire vi sono le 123 carte geografiche che già appaiono nella quinta edizione francese dell'epitome dell'Ortelius del 1598, con la riduzione del numero di rami della prima serie del Galle da 19 a 13, sostituiti da copie incise appositamente secondo i crismi di tutte le altre lastre della seconda serie. Sopravvivono ancora le mappe relative a Scotia; Bituriges; Limania; Pomerania; Forum Iulii; Sicilia; Sardinia; Melita; Corcyra vel Corfu; Candia olim Creta; Cyprus; Prussia; Abissinorum Regio. Le sei lastre, invece, sostituite riguardavano Carthaginensis Portus; Ægyptus; Pedemontium; Mediolanensis Ducatus; Thietmarsia; Zelandia.

Ma se Johannes Baptista Vrients con l'acquisizione delle lastre da Philip Galle ebbe una solida base da cui iniziare, sorprende come nello stesso 1601 apparve una totalmente nuova edizione seicentesca dell'epitome dell'Ortelius stampata forse ad Amsterdam, benché nei frontespizi si indichi sempre Anversa, la quale da città dinamica, stava declinando, cedendo il passo in ambito cartografico ad Amsterdam.

epitome keerbergen
L'Epitome Theatri Orbis Terrarum Abrahami Ortelij De novo recognita fu stampata a spese del libraio Johannes van Keerbergen con i testi scritti in latino dal poliedrico Michel Coignet e le lastre appositamente incise ex novo in una misura di circa 12 x 8 cm dai fratelli Ambrose e Ferdinand Arsenius, i quali avevano già lavorato presso la stamperia Plantin, partecipando alla preparazione di alcune delle lastre in-folio del Theatrum Orbis Terrarum orteliano.
Il loro lavoro di intaglio fu fatto per tutte le 123 carte geografiche già presenti nelle edizioni di Philip Galle e quindi anche di Johannes Baptista Vrients, ma non fu di semplice copia, bensì con alcune significative variazioni ed una sensibilità maggiore. Ad esempio, il mare ha un puntinato meno fitto; il tratteggio lungo le coste appare più diradato; l'orografia ha più sfumature; le scale di miglia e le cartelle con i titoli sono riorganizzate e reinventate. Ma l'aspetto che immediatamente balza all'occhio è il riquadro esterno, ora formato da due larghe linee con doppio filetto ove si leggono le scale di latitudine e longitudine e l'orientamento “Septentrio”, “Oriens”, “Meridies”, “Occidens”.
L'unica carta geografica che non venne copiata è il mappamondo, ora dissimile dall'orteliano, essendo ispirato a quello in proiezione Mercatore inciso da Jodocus Hondius nel 1596 o 1597 conosciuto come del “Cavaliere Cristiano” dalle figure allegoriche che lo contraddistinguono.

bresciano vrients 1602
L'anno seguente, il 1602, Johannes Baptista Vrients stampò anche la versione in francese col titolo Abrege du theatre d'Ortelius: contenant la description des principales parties & regions du monde. Questa edizione seicentesca dell'epitome dell'Ortelius fu gestita da Vrients nel medesimo modo della sua versione latina precedente, ossia riproponendo la traduzione di Pieter Heyns che appariva nelle edizioni con testo francese di Galle-Plantin ed inserendo i 126 rami in suo possesso, con l'accortezza di completare la sostituzione dei 13 ancora della prima serie, così da ottenere per la prima volta quella uniformità stilistica perduta dopo la primissima edizione dell'epitome dell'Ortelius del 1577.
Va precisato come talvolta nelle bibliografie questa edizione sia per errore sdoppiata così da indicarne una in francese anche nel 1601.

Sempre nel 1602 per completare l'offerta Vrients stampò anche la versione in italiano dal titolo Breve compendio dal Theatro orteliano, con i testi ripresi dal lavoro che fu di Giovanni Paulet e le 126 incisioni già usate per l'edizione francese dello stesso anno.

Van Keerbergen non fu meno attivo, tanto che fece stampare la quinta edizione seicentesca dell'epitome dell'Ortelius. La volle tradotta in francese, ancora da Michel Coignet, con le medesime lastre dei fratelli Arsenius, pubblicata nel 1602 col titolo L'Epitome du Theatre de l'Univers d'Abraham Ortelius.

mappa lombardia 1602
La concorrenza tra le versioni Vrients e Van Keerbergen dell'epitome dell'Ortelius si spostò anche in Inghilterra con le edizioni seicentesche dei due atlantini.
Infatti, plausibilmente nel 1601 lo stampatore di Anversa Hendrik Swingen, latinizzato in Henricus Swingenius, ebbe l'incarico di stampare le 125 lastre (fu esclusa quella non cartografica dell'Escurial) in possesso di Johannes Baptista Vrients. I fogli in seguito vennero inviati a Londra presso il noto editore e libraio John Norton il quale, inserita la traduzione in inglese, assemblò i volumi si ritiene nel 1602 traducendo il titolo in An Epitome of Ortelius His Theatre of the World.

milanese coignet
Un'analoga operazione fu eseguita da Van Keerbergen. Anch'egli si rivolse a Hendrik Swingen per stampare i suoi 123 rami, quindi inviò i fogli delle mappe al negozio di Ludgate a Londra del poco conosciuto James Shawe il quale, inserita la lunga traduzione in inglese del testo originario di Michel Coignet, propose in vendita i piccoli volumi nel 1603 col titolo Abraham Ortelius His Epitome of the theatrer of the worlde.

Queste due operazioni commerciali non sono completamente conosciute, lasciando margini di incertezza e supposizioni. Ad esempio, in quella di Vrients non si è certi delle date; in quella di Van Keerbergen chi tradusse e se furono inviati volumi già pronti oppure i più comodi fogli delle carte geografiche.

Fino ad ora nessuno aveva provveduto ad una traduzione in tedesco dell'epitome dell'Ortelius. Ci pensò Johannes van Keerbergen in collaborazione con lo scrittore tedesco Levinus Hulsius: furono loro a curare a Francoforte sul Meno nel 1604 l'Ausszug auss des Abrahami Ortely Theatro Orbis.

frontespizio tedesco 1604
L'atlantino non deve aver avuto molto successo, in quanto oggi è assai raro, tuttavia è interessante in quanto le 123 carte geografiche del libraio di Anversa incise dai fratelli Arsenius furono aumentate fino a 128 grazie all'aggiunta di un grande mappamondo ripiegato, misurando 24 x 16 cm, di una mappa di Giava “Iava maior”, della penisola di Kola, del Madagascar “Die insul Madagascar Laurenti genand” e della Nuova Zembla, tutte e cinque tratte da incisioni che Hulsius aveva adoperato in precedenti sue opere di viaggi, pertanto non riduzioni delle carte geografiche dell'Ortelio, essendo estranee al suo lavoro.
Inoltre, qualche accidente doveva essere capitato alla matrice della carta geografica dell'Inghilterra “Anglia”, in quanto fu sostituita da un rame inciso, forse frettolosamente, secondo canoni più vicini allo stile del tardo Cinquecento, ben lontano dalla grazia della mappa degli Arsenius.

zembla 1604
Questa resterà l'ultima delle edizioni seicentesche dell'epitome dell'Ortelius firmate da Johannes van Keerbergen, in quanto successivamente ricevette dal Vrients una offerta per l'acquisto dei rami alla quale non seppe rifiutarsi. Pertanto alla metà della prima decade del XVII secolo Johannes Baptista Vrients aveva in mano sia le matrici dell'atlante in-folio dell'Ortelio, sia i rami della seconda serie di Philip Galle, sia quelli incisi da Ambrose e Ferdinand Arsenius, ossia tutti quelli per le pubblicazioni degli atlantini basati sulle mappe orteliane. In pratica aveva ottenuto il monopolio delle pubblicazioni cartografiche di Anversa.
Ritenendoli qualitativamente superiori, scelse di accantonare gli intagli di Philip Galle e di puntare solo su quelli dell'Arsenius.

I volumi curati da van Keerbergen avevano il frontespizio ottenuto da un'incisione in rame composta da una quinta architettonica con in alto i volti di Strabone, Plinio, Solino, Tolomeo, Volterrano, Mercatore ed Ortelio; il titolo in francese campeggiava al centro entro un tondo simile ad una conchiglia aperta con nastri leggiadri, affiancato da due figure collocate in una nicchia, allegorie della Geografia e dell'Idrografia, le quali puntano un'asta verso un globo celeste ed uno terrestre posti in basso.

Fu così che nel 1609 Vrients pubblicò col testo latino, a dispetto del frontespizio adoperato col titolo francese, L'Epitome du Theatre de l'Univers d'Abraham Ortelius accresciuto a 137 carte geografiche. In effetti, alle 123 mappe intagliate dai fratelli Arsenius ci affiancò la sua carta celeste, il suo secondo mappamondo, l'Escurial e 11 nuove rappresentazioni di territori, in particolare la Galizia “Galitiae Regnum”; la Catalogna “Cataloniæ Principatus”; il Limburgo “Limburgensis Ducatus”; il Lago di Ginevra “Lacus Lemani vicinorumque locorum descrip.”; il Vicentino “Vicentinum territorium”; il Ferrarese “Ferrariensis Ducatus”; il Bolognese “Bononiense territorium”; la Romagna “Romagna olim Flaminia”; il territorio di Urbino “Urbini Ducatus”; la Liguria “Liguria sive Genuensis Ducatus” ed il Parmense “Parmae et Placent. Ducatus”. Sono tutte carte geografiche descritte mutuando la struttura ideata da Ambrose e Ferdinand Arsenius e riducono altrettante mappe dell'atlante maggiore dell'Ortelio inserite dal Vrients nelle sue edizioni postume stampate dal 1602.

mappa liguria 1609
I territori italiani sono numerosi in quanto nel 1608 Vrients aveva appena stampato l'edizione tra le più complete dell'opera orteliana con il testo in italiano ed il titolo tradotto in “Teatro del Mondo di Abrahamo Ortelio”. Per favorire la domanda, aveva voluto sopperire alle lacune ampliando quanto possibile l'offerta di territori della Penisola descritti nell'atlante.
Infine, va notato come la lastra degli Arsenius con l'Inghilterra, che già van Keerbergen non aveva adoperato nel lontano 1604, venne sostituita da un rame nuovo intitolato “Angliæ Regnum” con la regione non più distesa, ma verticale ed incisa riducendo l'analoga apparsa dal 1602 nell'edizione spagnola del Theatrum orteliano.

Sempre nel 1609 nella sua officina di Anversa Vrients stampò anche una seconda edizione in latino, immutata nella struttura, sempre con i testi basati sul lavoro di Michel Coignet questa volta adoperando il rame del frontespizio di van Keerbergen con il titolo corretto Epitome Theatri Orbis Terrarum Abraham Ortelij.

Questa resterà l'estrema sua edizione seicentesca dell'epitome dell'Ortelius in quanto nel 1612 Jan Baptist Vrients si spegnerà all'età di sessant'anni; ma non l'ultima in assoluto in quanto il suo patrimonio di lastre e carte stampate fu acquisito all'asta dai fratelli Balthasar I e Jan Moretus II, figli di Jan Moretus, erede della stamperia Plantin, scomparso nel 1610.

Furono loro a curare le due finali edizioni dell'epitome dell'Ortelius, entrambe uscite nel 1612 presso l'officina Plantiniana, una con l'abituale titolo latino Epitome Theatri Orbis Terrarum Abraham Ortelij, l'altra col testo italiano di Giovanni Paulet intitolata Compendio dal Mondo di A. Ortelio. La postrema editione. Le lastre adoperate per descrivere i territori furono sempre quelle dei fratelli Arsenius.

Ultime edizioni dell'epitome dell'Ortelius

L'affermarsi in quell'inizio del XVII secolo di altri atlantini tascabili, ad iniziare dal Caert-Thresoor, e degli atlanti maggiori del filone Mercatore-Hondius, accanto ai relativi Atlas Minor, fu una concorrenza sufficiente per far desistere i Moretus dall'insistere in ulteriori pubblicazioni che non avrebbero potuto aggiornarsi.
Pertanto, sarà fuori Anversa che vedranno la luce le ultime edizioni dell'epitome dell'Ortelius e precisamente in Italia a Venezia.

Il primo a rilanciare l'opera tascabile fu Giovanni Maria Turrini, editore veneziano alla metà del Seicento tra i più affermati nella città di San Marco.

mappa apulia 1655
Ripropose l'epitome dell'Ortelius nel 1655 col titolo Theatro del Mondo di Abraamo Ortelio. […] Ridotto à intiera perfetione, & in questa piciol forma, per maggior commodità de' Viaggianti. Il testo riprende pedissequamente quello già tradotto da Pietro Maria Marchetti nel 1598 ed anche le lastre sono le medesime. Il formato, tuttavia, è proprio quello di un atlantino, avendo su ogni pagina inciso esclusivamente un territorio e nel retro il testo.
Pietro Maria Marchetti era stato tra gli editori che nel 1595 aveva dato vita alla Compagnia Bresciana, sollecitato da Bartolomeo Fontana, assieme ad altri editori di Brescia di contrada Sant'Agata come Policleto Turlini o Vincenzo Sabbio, con l'intento di cooperare nelle pubblicazioni librarie. Non stupisce, quindi, che l'edizione delle “Relationi universali. Novamente reviste, corrette & ampliate” del celebre gesuita Giovanni Botero stampata dalla Compagnia Bresciana nel 1599 contenesse le carte geografiche incise per il Theatro del Mondo di Abraamo Ortelio del Marchetti (l'edizione precedente del 1595 sempre della Compagnia Bresciana è corredata in tutto di 4 carte geografiche diverse).
La compagnia restò in attività per dieci anni durante i quali pubblicò numerosi titoli, quindi fu sciolta nel 1605 per essere immediatamente rilanciata con un maggior numero di partecipanti come “Nuova Società Bresciana”, tuttavia senza molta fortuna.
Giovanni Maria Turrini veniva da una famiglia originaria di Brescia e intratteneva rapporti commerciali con Marco Antonio Marchetti, nipote ed erede dell'attività di Pietro Maria Marchetti; è plausibile pertanto che le lastre siano passate da Brescia a Venezia dove verranno riutilizzate non solo dal Turrini, ma anche alcuni anni dopo da Scipion Banca.

mappa marche 1667
In effetti, nel 1667 con il solito titolo Theatro del Mondo di Abraamo Ortelio e dedica all'illustrissimo Signor Pietro Querini, nobile veneto, Scipion Banca stampò la sua edizione dell'epitome dell'Ortelius del tutto conforme a quella del Turrini nei testi del Marchetti e nelle carte geografiche, tranne che nella carta marina ora esclusa.

Il Theatro del mondo di Abraamo Ortelio. [...] Con la tavola delle cose più degne, che nell'opera si contengono fu licenziato a Venezia da Stefano Curti nel 1679 con la novità del numero e tipologia di carte geografiche. In effetti, se per i testi di descrizione sono confermati i 108 del Marchetti, l'atlantino non presenta le consuete mappe, ma solo le quattro dei continenti ottenute dagli stessi rami di dimensione 18 x 14 cm incisi da Girolamo Porro su disegni di Antonio Magini per la “Geografia di Claudio Tolomeo”, opera stampata a Venezia ripetutamente e da differenti editori dal 1596 al 1621.

Nel 1683 il Curti provvide ad una seconda edizione del suo Theatro del mondo di Abraamo Ortelio, in tutto conforme a quella del 1679.

L'anno seguente sarà Giovanni Battista Brigna a ristampare l'epitome dell'Ortelius. Il titolo viene confermato in Theatro del mondo di Abraamo Ortelio, così come invariati sono i testi e le quattro carte geografiche; nel frontespizio muta solo l'anno 1684 e l'editore “Apresso il Brigna”.

Ancora nel 1684 il Teatro del mondo di Abraamo Ortelio nel quale si dà notizia distinta di tutte le provincie, regni,& paesi del mondo fu pubblicato a Bologna per gli eredi di Giovanni Recaldini composto dal solo testo.

Nel 1686 a Macerata da Giacomo Filippo Pannelli fu stampata una nuova edizione dell'epitome dell'Ortelius formata dal solo testo del Marchetti e col titolo confermato in Theatro del mondo di Abraamo Ortelio. Nel quale si da notitia distinta di tutte le province, regni, e paesi del mondo.

Più interessanti sono le ultime edizioni dell'epitome dell'Ortelius. La prima del 1697 fu curata sempre a Venezia da Domenico Lovisa senza novità nell'apparato testuale, né nel titolo confermato in Teatro Del Mondo Di Abraamo Ortelio. Tuttavia, il volume tascabile è custode di un mappamondo e di una carta geografica dell'Italia entrambe ripiegate e rare.

mappamondo lovisa 1697
Il mappamondo misura 31 x 25 cm circa, in alto reca la scritta “Universale descrittione di tutto il Mondo del ecc.te Gioseppe Rosaccio” ed è il secondo stato della lastra di Luigi Rosaccio incisa per illustrare un'opera del padre dal titolo “Discorso di Gioseppe Rosaccio cosmografo, e dottore in filosofia, et medicina” edito a Firenze nel 1610. La variazione nel rame che genera il secondo stato è solo l'aggiunta di baffi e pizzetto al ritratto di Cosimo II de' Medici.
L'intensa attività diede a Giuseppe Rosaccio massima fama in vita, che si accrebbe, anche dopo la scomparsa verso il 1620, grazie ai lavori dei suoi discendenti, figli e nipoti. È dovuto a questi ultimi se la lastra arrivò a Venezia nella disponibilità del Lovisa.
La seconda carta geografica, anch'essa ripiegata, è una “Italia con La Descritione Delle Provincie Regni, Città, Castelli, Monti […] Pietro Bertelli Fecce” della misura di 26 x 21 cm circa che fu stampata ai primi del Seicento a Venezia da Leonardo Pittoni riadoperando la lastra che Pietro Bertelli aveva pubblicato alcuni anni prima. La forma arcaica della Penisola è pienamente cinquecentesca, essendo una discendente del lavoro del Gastaldi filtrato da Domenico Zenoi.

Infine, la bottega dei Lovisa, ora guidata da Giuseppe, figlio di Domenico scomparso nel 1721, licenzia una estrema edizione dell'epitome dell'Ortelius nel 1724 riproponendo l'abituale titolo Teatro del Mondo di Abraamo Ortelio

epitome lovisa 1724
È una pubblicazione che si rivolge chiaramente al mercato italiano; in effetti la parte testuale riprende il racconto che fu del Marchetti, ad esclusione della descrizione relativa all'Italia ove troviamo piccole modifiche od integrazioni anche sostanziose, come ad esempio per l'Italia, il Piemonte, la Campagna di Roma (totalmente riscritta), il Regno di Napoli, la Puglia e Terra d'Otranto, la Sicilia.
Inoltre, l'atlantino torna ad essere corredato da 109 piccole carte geografiche sul modello di quelle che si incontravano all'interno della pubblicazione di Pietro Maria Marchetti, riproposte in seguito nelle riedizioni del Turrini e del Banca. Tuttavia non sono ottenute dalle medesime lastre, ma da altre appositamente incise, della dimensione di circa 10,5 x 8 cm, quindi conformi a quelle del Marchetti.
Benché i Lovisa potessero contare sulla collaborazione di validi incisori, i rami nel complesso appaiono copiati con una qualità più scarsa, talvolta, come per l'Asia, apparendo ampiamente incompleti; troviamo la dimenticanza di qualche elemento di decoro o del titolo del territorio nel basso; i titoli nelle cartelle sono formati da lettere mal allineate e di grandezza non costante. La sensazione nel complesso è di un lavoro se non frettoloso, almeno a cui non servisse dare importanza ed in effetti l'idea di immettere nel 1724 nel mercato veneziano la riduzione di un atlante della massima rilevanza, ma legato alle conoscenze cartografiche di un secolo e mezzo prima non poteva che apparire anacronistica.

L'epitome dell'Ortelius non sarà più ristampata.



Riassunto delle edizioni dell'Epitome di Abraham Ortelius:

— 1577: Spieghel der Werelt 1° ed. olandese. Testo di Pieter Heyns; lastre di Philip Galle; editore Christophe Plantin
— 1579: Le Miroir du Monde, reduict premierement en rithme Brabançonne 1° ed. francese. Testo di Pieter Heyns; lastre di Philip Galle; editore Christophe Plantin
— 1583: Spieghel der Werelt 2° ed. olandese. Testo di Pieter Heyns; lastre di Philip Galle; editore Christophe Plantin
— 1583: Le Miroir du Monde 2° ed. francese. Testo di Pieter Heyns; lastre di Philip Galle; editore Christophe Plantin
— 1585: Theatri orbis terrarum enchiridion 1° ed. latina. Testo di Hugo Favoli; lastre di Philip Galle; editore Christophe Plantin
— 1588: Epitome du theatre du monde d'Abraham Ortelius 3° ed. francese. Testo di Pieter Heyns; lastre di Philip Galle; editore Christophe Plantin
— 1589: Epitome Theatri Orteliani 2° ed. latina. Testo di ?; lastre di Philip Galle; editore Christophe Plantin
— 1590: Epitome du theatre du monde d'Abraham Ortelius 4° ed. francese. Testo di Pieter Heyns; lastre di Philip Galle; editore Christophe Plantin
— 1593: Theatro d'Abrahamo Ortelio ridotto in forma piccola 1° ed. italiana. Testo di Giovanni Paulet; lastre di Philip Galle; editore Jan Moretus
— 1595: Epitome Theatri Orteliani 3° ed. latina. Testo di ?; lastre di Philip Galle; editore Arnoult Coninx
— 1596: Spieghel der Werelt ghestelt in ryme ed. olandese di Amsterdam. Testo di Pieter Heyns; lastre assenti ?; editore Zacharias Heyns
— 1598: Epitome du theatre du monde, d'Abraham Ortelius. […] Reveu, corrigé, & augmenté de plusieurs Cartes, pour la derniere fois 5° ed. francese. Testo di Pieter Heyns; lastre di Philip Galle; editore Jan Moretus
— 1598: Le Miroir du Monde, ou Epitome du Theatre d'Abraham Ortelius 2° ed. di Amsterdam. Testo di Pieter Heyns; xilografie di ?; editore Zacharias Heyns
— 1598: Theatro del Mondo di Abraamo Ortelio. nel quale distintamente si dimostrano in Tavole tutte le Provincie, Regni, & Paesi del Mondo, al presente conosciuti ed. italiana (pirata) di Brescia. Testo di Pietro Maria Marchetti; lastre copiate ed. 1593; editore Compagnia Bresciana
— 1601: Epitome Theatri Orteliani ed. latina (riprende la 1595). Testo di ?; lastre di Philip Galle; editore Johannes Baptista Vrients
— 1601: Epitome Theatri Orbis Terrarum Abrahami Ortelij De novo recognita ed. latina di Amsterdam. Testo di Michel Coignet; lastre di Ambrose e Ferdinand Arsenius; editore Johannes van Keerbergen
— 1602: Abrege du theatre d'Ortelius: contenant la description des principales parties & regions du monde ed. francese. Testo di Pieter Heyns lastre di Philip Galle; editore Johannes Baptista Vrients
— 1602: Breve compendio dal Theatro orteliano ed. italiana. Testo di Giovanni Paulet; lastre di Philip Galle; editore Johannes Baptista Vrients
— 1602: L'Epitome du Theatre de l'Univers d'Abraham Ortelius ed. francese di Amsterdam. Testo di Michel Coignet; lastre di Ambrose e Ferdinand Arsenius; editore Johannes van Keerbergen
— 1602: An Epitome of Ortelius His Theatre of the World ed. inglese di Londra. Testo di ?; lastre di Philip Galle; editore John Norton
— 1603: Abraham Ortelius His Epitome of the theatrer of the worlde ed. inglese di Londra. Testo di ?; lastre di Ambrose e Ferdinand Arsenius; editore James Shawe
— 1604: Ausszug auss des Abrahami Ortely Theatro Orbis 1° ed. tedesca di Francoforte sul Meno. Testo di Levinus Hulsius; lastre di Ambrose e Ferdinand Arsenius; editore Johannes van Keerbergen
— 1609: L'Epitome du Theatre de l'Univers d'Abraham Ortelius ed. latina. Testo di Michel Coignet; lastre di Ambrose e Ferdinand Arsenius; editore Johannes Baptista Vrients
— 1609: Epitome Theatri Orbis Terrarum Abraham Ortelij ed. latina. Testo di Michel Coignet; lastre di Ambrose e Ferdinand Arsenius; editore Johannes Baptista Vrients
— 1612: Epitome Theatri Orbis Terrarum Abraham Ortelij ed. latina. Testo di Michel Coignet; lastre di Ambrose e Ferdinand Arsenius; editore Balthasar I e Jan Moretus II
— 1612: Compendio dal Mondo di A. Ortelio. La postrema editione ed. italiana. Testo di Giovanni Paulet; lastre di Ambrose e Ferdinand Arsenius; editore Balthasar I e Jan Moretus II
— 1655: Theatro del Mondo di Abraamo Ortelio. […] Ridotto à intiera perfetione, & in questa piciol forma, per maggior commodità de' Viaggianti ed. italiana di Venezia. Testo di Pietro Maria Marchetti; lastre copiate ed. 1593; editore Giovanni Maria Turrini
— 1667: Theatro del Mondo di Abraamo Ortelio ed. italiana di Venezia. Testo di Pietro Maria Marchetti; lastre copiate ed. 1593; editore Scipion Banca
— 1679: Theatro del mondo di Abraamo Ortelio ed. italiana di Venezia. Testo di Pietro Maria Marchetti; lastre di Girolamo Porro; editore Stefano Curti
— 1683: Theatro del mondo di Abraamo Ortelio ed. italiana di Venezia. Testo di Pietro Maria Marchetti; lastre di Girolamo Porro; editore Stefano Curti
— 1684: Theatro del mondo di Abraamo Ortelio ed. italiana di Venezia. Testo di Pietro Maria Marchetti; lastre di Girolamo Porro; editore Giovanni Battista Brigna
— 1684: Teatro del mondo di Abraamo Ortelio nel quale si dà notizia distinta di tutte le provincie, regni,& paesi del mondo ed. italiana di Bologna. Testo di Pietro Maria Marchetti; lastre assenti; editore eredi Giovanni Recaldini
— 1686: Theatro del mondo di Abraamo Ortelio. Nel quale si da notitia distinta di tutte le province, regni, e paesi del mondo ed. italiana di Macerata. Testo di Pietro Maria Marchetti; lastre assenti; editore Giacomo Filippo Pannelli
— 1697: Teatro Del Mondo Di Abraamo Ortelio ed. italiana di Venezia. Testo di Pietro Maria Marchetti; lastre presenti: 2; editore Domenico Lovisa
— 1724: Teatro del Mondo di Abraamo Ortelio ed. italiana di Venezia. Testo di Pietro Maria Marchetti; lastre nuove copiate dall'ed. 1598 (Marchetti); editore Giuseppe Lovisa




Appuntamenti

Il prossimo appuntamento sarà ad ottobre con l'edizione di autunno del Mercanteinfiera di Parmastand mercanteinfiera 2025
Inseriremo ogni informazione nella pagina dedicata al Mercanteinfiera autunno 2026.