Le stampe antiche botaniche sono uno tra i soggetti maggiormente apprezzati e richiesti dalla clientela. Certamente è anche per questo motivo che nella vendita di stampe antiche si prevede una gamma di scelta ampia, che spazia dagli erbari più datati, fino alle opere più recenti.
Vi è stato un periodo nel quale le stampe antiche con agrumi hanno conosciuto una moda inaspettata. A lanciarla fu il gesuita senese Giovan Battista Ferrari nel 1646 quando fece pubblicare a Roma l'Hesperides sive de malorum aureorum cultura, opera che riguardava la coltivazione degli agrumi, abbellita da numerose stampe antiche.
Nella prima metà del Cinquecento vennero stampati una serie di erbari tanto innovativi da spazzare via la tradizione iconografica e testuale che si tramandava dai manoscritti medievali e perdurava fino ad allora nelle opere a stampa. Il successo e la conseguente diffusione dei loro contenuti furono sensibilmente agevolati dalle immagini appositamente preparate che ne accrescevano la godibilità estetica e l'applicazione nello studio.
John Gerard (1545-1612), benché non fosse il primo, fu il più prestigioso studioso di piante in ambito inglese, insieme a William Turner (1508 ca.-1568) e a John Parkinson (1567-1650).
Il Florilegium Amplissimum et Selectissimum di Emanuel Sweert, conosciuto anche col nome latinizzato in Swertius, è, tra le opere botaniche del primo Seicento olandese, quella a cui spetta particolare menzione.
Sweert era un floricoltore e commerciante di fiori attivo ad Amsterdam, città al principio del Seicento sempre più al centro dell'afflusso sui galeoni olandesi di piante esotiche sia dal Nuovo Mondo, sia dall'Asia orientale.
Le stampe antiche con fiori di Johann Wilhem Weinmann sono giudicate tra le più affascinanti del settecento. Riconoscibili per la magnifica coloritura e per l'incisione tanto attenta da farle apparire quali disegni, le stampe antiche del Weinmann raffigurano fiori e piante di ogni tipologia e continente.
Pietro Andrea Mattioli è certamente la figura nell'ambito della botanica più nota al pubblico. Mattioli nacque a Siena nel 1501 e ben presto iniziò i suoi pellegrinaggi tra le città della Penisola.
Laureatosi in medicina a Padova a soli 22 anni, seguendo le orme del padre medico, esercitò la professione tra lo Stato della Chiesa e il Vescovado di Trento.
L'erbario I Discorsi di Pietro Andrea Mattioli si fregia di essere una tra le opere botaniche più conosciute dal pubblico; in effetti fin dal suo apparire a metà del Cinquecento conobbe un successo senza eguali che si è mantenuto nei secoli, certamente anche in virtù della bellezza delle illustrazioni di piante che lo impreziosiscono, tutte in xilografia e tali da mostrare l'essenza in ogni sua parte - dalle radici ai fiori - con l'intento di permettere un facile riconoscimento.
Dioscoride Pedanio fu un amante delle scienze botaniche applicate alla medicina vissuto nel I secolo, probabilmente tra il 40 e il 90 d.C. Nato in Anatolia, ossia nella parte greca dell'Impero Romano, Dioscoride è passato alla storia per il suo De Materia Medica, opera che descrive ed analizza l'utilizzo di più di 620 Semplici, sostanze elementari del mondo vegetale.
I semplici nella medicina medievale erano tutte le sostanze di natura vegetale, animale e minerale che non si potessero scomporre e che non fossero mescolate.
Ben presto, tuttavia, il termine semplici passò a designare in maniera esclusiva il mondo botanico.
L'Hortus Eystettensis di Basilius Besler è un volume talmente splendido da meritare una narrazione e descrizione approfondita.
Basilius Besler sarebbe rimasto un oscuro farmacista di Norimberga se non fosse stato l'organizzatore dell'Hortus Eystettensis, il quale a sua volta, senza l'acume e le capacità organizzative del Besler, avrebbe potuto diventare solo un bel libro botanico illustrato e non il documento che attestasse la realizzazione di un grande progetto rinascimentale tedesco.
Il castello di Willibaldsburg sorge sopra il borgo di Eichstätt, cittadina poco più a sud della Franconia, a metà strada tra Augsburg e Norimberga.
La Diocesi di Eichstätt risale al 741 e il suo primo vescovo fu il benedettino di origine anglosassone Willibald di Eichstätt, oggi venerato quale santo, le cui spoglie si trovano nel Duomo della cittadina.
I giardini progettati da Basilius Besler nel palazzo vescovile di Willibaldsburg ad Eichstätt su commissione del principe vescovo Johann Konrad von Gemmingen erano formati da otto giardini più piccoli.
Non si conosce con precisione dove fossero collocati all'interno del Willibaldsburg, né come fossero articolati. Certamente nascevano all'interno delle fortificazioni del castello in cortili interni, forse raggruppati a semicerchio.
Hortus Eystettensis è il titolo scelto da Basilius Besler per l'opera descrittiva dei giardini del castello di Willibaldsburg ad Eichstätt.
Compiutamente il frontespizio della prima edizione recita: Hortvs Eystettensis, sive Diligens et accvrata omnivm Plantarvm, Florvm, Stirpivm, ex variis orbis terræ partibvs, singvlari stvdio collectarvm, quæ in celeberrimis viridariis arcem episcopalem ibidem cingentibvs, hoc tempore conspicivntvr delineatio et ad vivvm repræsentatio opera Basilii Besleri Philiatri et pharmacopoei. M.D C. XIII.
La prima edizione dell'Hortus Eystettensis risale al 1613 ed è la più interessante, quella maggiormente studiata, ma anche l'edizione che presenta ancora interrogativi non risolti che non sempre concernono aspetti secondari.
Le altre edizioni dell'Hortus Eystettensis hanno storie più lineari e ricostruite, benché sempre con qualche lato da chiarire.
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Il prossimo appuntamento sarà ad ottobre con l'edizione di autunno del Mercanteinfiera di Parma
Inseriremo ogni informazione nella pagina dedicata al Mercanteinfiera autunno 2026.


