L'Atlas minor di Gerardo Mercatore è stato l'ultimo ad apparire degli atlanti tascabili nati tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento, dopo l'Epitome dell'Ortelio del 1577 ed il Caert-thresoor dell'editore Barent Langenes del 1598.
Jodocus Hondius il vecchio (1563-1612), stimato incisore di mappe, riconosciuto tra i migliori del suo tempo, ebbe l'opportunità nel 1604 per il tramite di Cornelis Claesz, editore di libri e commerciante di stampe che funse da finanziatore, di partecipare all'acquisto delle 107 lastre costituenti l'Atlante in-folio di Mercatore, unitamente alle 28 relative alla Geographia di Tolomeo che Mercatore aveva utilizzato la prima volta nel 1578.
Queste seconde vennero già nel 1605 stampate ad Amsterdam all'interno del Claudii Ptolemaei Alexandrini: Geographiae Libri Octo Graeco-Latini, che divenne la terza edizione della geografia tolemaica curata da Gerardo Mercatore, mentre le prime, integrate con 37 rami descrittivi della penisola iberica, di altre regioni europee, dell'Africa, dell'Asia e delle Americhe, vennero pubblicate nel 1606.
Effettivamente, l'Atlas sive Cosmographicæ Meditationes de Fabrica Mundi et Fabricati Figura, titolo voluto da Mercatore per il suo atlante, confermato nell'edizione Hondius, anche nella pubblicazione finale, curata postuma dal figlio Rumold nel 1595, era deficitario di non poche parti della Terra, tanto da poter affermare che solo con la pubblicazione del 1606 e le successive edizioni di Hondius l'atlante raccolse carte geografiche tali da offrire una panoramica mondiale, divenendo a tutti gli effetti un atlante.
Con tale operazione Hondius iniziò ad orientarsi anche verso la produzione di atlanti, oltre le mappe singole, la costruzione di globi ed i lavori di incisione di lastre di cartografia che lo avevano reso celebre. Questa scelta sarà portata avanti con più convinzione dai figli dopo la sua morte nel 1612. Inoltre, contribuì in modo significativo all'affermazione nel XVII secolo di Amsterdam quale centro di riferimento nelle realizzazioni cartografiche.
Prima edizione dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore
All'inizio dell'anno seguente, il 1607, sarà pubblicata la prima edizione dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore, nato dalla collaborazione di Jodocus Hondius con Cornelis Claesz e Jan Jansz il vecchio, latinizzato in Johannes Janssonius, padre del più noto Johannes Janssonius il giovane destinato ad una fortunata carriera nell'editoria cartografica.
La riduzione del formato comportò uno sfoltimento dei toponimi, effettuato anche arbitrariamente, senza rispettare la reale importanza dei centri indicati o soppressi; l'idrografia dovette subire analoga riduzione, mentre l'orografia vide una semplificazione delle dorsali composte da cime indifferenziate di forma triangolare, raramente mantenendo quello slancio pittorico che Mercatore aveva a volte adoperato per evidenziare l'elevazione e la complessità di alcune catene montuose. Venne spesso replicata la maniera di indicare il mare attraverso un fitto puntinato piuttosto che un tratteggio a zig zag; allo stesso modo si rispettò il titolo originario, accorciandolo se indispensabile, e la forma del cartiglio che lo contiene, certamente rendendolo più elementare, ma senza stravolgerlo; pure l'orientamento originario della carta geografica fu replicato, come la struttura del riquadro esterno con le indicazioni latine dei punti cardinali.
Il frontespizio propone in grande risalto il titolo “Atlas minor Gerardi Mercatoris” inserito in una scenografia teatrale sormontata da un globo retto da Atlante; nel primo stato il globo è vuoto, solo in un secondo momento si darà forma alla Terra, inserendo una visione centrata sul nord Atlantico con parte dell'America, dell'Europa e dell'Africa disegnate e con i rispettivi nomi indicati.Allo stesso modo, i primi volumi furono pubblicati senza numerare le pagine, le carte geografiche e porre il nome delle stesse nel margine superiore, dimostrando un lavoro frettoloso e poco accurato, si ritiene per l'approssimarsi dell'appuntamento della fiera di Francoforte. Evidentemente, finita l'importante annuale manifestazione, si continuò con le stampe e l'assemblaggio dei volumi, ponendo maggiore attenzione ai dettagli. Il testo si presenta disposto su tutta la larghezza della pagina.
Si pensa che il lavoro di incisione dei rami dell'Atlas minor di Mercatore sia stato portato avanti da Hondius nella sua sede in Kalverstraat e, considerando la quantità di lastre da preparare, ciò implica la progettazione dell'Atlas minor subito dopo l'acquisizione dei rami in-folio del 1604. In effetti, lo stesso Hondius aveva già partecipato all'intaglio delle matrici del Caert-Thresoor, atlantino tascabile in vendita presso il negozio di Amsterdam dello stesso Cornelis Claesz, quindi aveva chiare le potenzialità del progetto che nel suo caso prevedeva l'offerta sul mercato sia dell'atlante maggiore che della sua versione ridotta, mettendolo sullo stesso piano di Johannes Baptista Vrients, storico editore di Anversa, che nel 1601 acquistò le lastre del Theatrum Orbis Terrarum di Ortelio e quelle della rispettiva Epitome.
Prima traduzione dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore
Nel 1608 venne immessa sul mercato la traduzione in francese dell'Atlas minor di Mercatore, col titolo volto in Atlas minor de Guerard Mercator. Traduict de Latin en François par le Sieur de la Popeliniere Gentihomme Francois. Anno 1608. Il luogo di edizione resta Amsterdam presso Iodocus Hondius con possibilità di acquisto da Cornelis Claesz o ad Arnhem, centro a sud-est di Amsterdam, da Johannes Janssonius il vecchio (“veneunt etiam apud Corneliu Nicolai item apud Ioannem Ianssoniu Arnhemi.”).
Si tratta di una edizione abbastanza rara, composta da 146 mappe, quindi meno della pubblicazione latina dell'anno precedente, mantenendo tuttavia la stessa impaginazione. Va precisato che identificare un'edizione standard valida per tutti i volumi è assai improbo e variazioni dovute agli accidenti più disparati sono possibili, come testimoniano i passaggi in asta di esemplari dichiarati completi secondo l'indice, ma con un numero di carte geografiche variabile tra 145 e 147. Inoltre, sono assai frequenti gli errori di numerazione delle pagine o di impaginazione, nonché mappe stampate rovesce rispetto al testo oppure inserite doppie in sostituzione di altre.
I territori assenti vanno ricercati tra Cambria sive Wallia; Moscovia; Varduloru sive Guipus Coae regionis typus; Lyonnois Forest et Beaujolois; Aegyptus; Marocchi Regnum; Congi Regnu[m].
Dopo la morte di Hondius nel 1612 i suoi eredi riproporranno altre due edizioni in francese negli anni 1613 e 1614, sostanzialmente senza apportare modifiche alla struttura della pubblicazione del 1608, malgrado nel titolo dopo la correzione della data in 1613 e 1614 si inserisca la precisazione “De nouveau reveu, et augmente”. Sono confermate le 146 mappe della prima edizione, occasionalmente portate a 147.
Altre edizioni dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore
Sarà affidata al medico ed editore di Francoforte sul Meno Peter Uffenbach la traduzione in tedesco dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore che vedrà la luce nel marzo del 1609.
Con la scomparsa di Iodocus Hondius nel febbraio del 1612, fu la vedova Colette van den Keere a proseguire l'attività di famiglia all'insegna "De Wackeren Hond", essendo i figli maggiori Iodocus Hondius iunior e Henricus Hondius troppo giovani, 19 anni il primo, circa 16 il secondo, per subentrare in pieno nella gestione. Fortunatamente, almeno nell'ambito dell'editoria di atlanti verso cui preferì concentrarsi, Colette si trovò in una situazione di quasi monopolio, poiché nello stesso anno si spense all'età di sessant'anni anche Jan Baptist Vrients, il concorrente principale, con la conseguenza che con lui cessarono le pubblicazioni del Theatrum orteliano e le relative dell'Epitome di cui possedeva i rami.
Questa situazione spiegherebbe lo scarso sviluppo delle edizioni dell'atlante di Mercatore in folio, e dell'Atlas minor, che conobbero unicamente ristampe in latino e francese senza variazioni rilevanti.
Oltre alle stampe dell'atlante tascabile in francese già ricordate del 1613 e 1614, sono recensite quelle in latino del 1620 e 1621, essenzialmente immutate rispetto all'Atlas minor di Gerardo Mercatore iniziale, benché in quella del 1621 nel retro della carta geografica “Aeneae Troiani navigatio” si precisi sotto la marca tipografica come l'edizione sia stata curata a “Arnhemiae, Ex Officina Ioannis Ianssonii, Bibliopolae. Anno M. DC. XXI.”, cioè si tratta di una iniziativa del solo libraio di Arnhem Johannes Janssonius, unico ancora in vita dei tre che lanciarono l'Atlas minor sul mercato nel 1607, nella sua sede in Turfstraat sotto l'insegna "In den Vergulden Bibel". Anche il frontespizio appare aggiornato con la sostituzione dell'ormai imprecisa “Excusum in aedibus Iudoci Hondij. veneunt etiam apud Corneliu Nicolai, item apud Ioannem Ianssoniu Arnhemi.” con un laconico “Arnhemii Apud Ioannem Ianssonii. 1621”.
Questa sarà l'ultima edizione dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore stampata dai tre originari autori.
Ultime edizioni coi rami del 1607 dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore
Intorno al 1622 – 1623 i rami dell'Atlas minor furono venduti ad Henry Featherstone, tra i maggiori editori e librai londinesi del tempo.
Non si conosce la data precisa di morte di Jan Jansz il vecchio, che dovrebbe collocarsi verso la fine degli anni venti del Seicento, forse nel 1629, ma è possibile che nel 1622/1623 stesse valutando il ritiro dalla scena lavorativa giacché nel 1625 vendette la cartiera che aveva fondato a supporto della propria libreria. Forse questa decisione e l'alienazione delle lastre possono essere collegate. Potrebbero essere una conseguenza anche del matrimonio alla fine del 1621, raggiunta la maggiore età che all'epoca era di 25 anni, di Jodocus Hondius Jr. con Anna Stafmaeker, in seguito al quale Hondius II si staccò dalla ditta di famiglia, aprendo una propria casa editrice in piazza Dam. I rami dell'Atlas minor evidentemente non erano più considerati una opportunità commerciale da Colette van den Keere e dal figlio maggiore, oppure giunse una offerta invitante.
In ogni caso, le lastre arrivarono a Londra dove furono ringiovanite, reincidendo le scritte ed il tratteggio dei mari, talvolta comportando lievi modifiche in alcuni toponimi od indicazioni geografiche, quindi vennero in ampia parte riutilizzate all'interno della quarta edizione del “Purchas his Pilgrimes” del 1625, raccolta di viaggi e di storia dell'esplorazione scritta dall'ecclesiastico Samuel Purchas, il più importante compendio sul tema in lingua inglese, nonché il più grande libro mai pubblicato in Inghilterra all'epoca.
Per arrivare ad una nuova edizione dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore con i rami del 1607, la prima rivolta al mercato inglese, sarà necessario attendere altri dieci anni, fino al 1635 quando venne stampata la Historia Mundi or Mercator's Atlas. Containing his Cosmographicall Descriptions of the Fabricke and Figure of the World, opera edita a Londra da Thomas Cotes a spese di Michael Sparke e Samuel Cartwright con traduzione del testo dal latino in inglese del poeta Wye Saltonstall. Evidentemente Sparke, controverso editore londinese, era venuto in possesso dei rami di Henry Featherstone.L'atlante ha un formato di circa 18 x 29 cm, maggiore rispetto agli Atlas minor dell'Hondius; presenta carte geografiche stampate in verticale, comportando la necessità di ruotare il volume per osservare i territori, scelta evidentemente preferita per assecondare le maggiori dimensioni di quelle lastre non originarie del 1607 che furono inserite quali ampliamento o, a volte, sostituzione di rami ritenuti superati.
Ciascuna carta geografica porta in caratteri cubitali il titolo nel margine, a volte tale da apparire anche all'interno della mappa, ed il numero di pagina; nel retro il testo è disposto su una unica colonna.
Nel complesso, vi sono tra le 180 e 183 carte geografiche ottenute dal riutilizzo di 138-141 lastre risalenti al 1607, integrate da 42 nuove incisioni di mappe, riconoscibili non solo per i diversi stili nell'intaglio e le accresciute misure, ma anche per avere sovente la cornice esterna composta da tasselli bianchi e neri.
Tranne alcuni, i nuovi territori non sono firmati; quelli in cui appare l'attribuzione sono di Jacob van Langren; Petrus Kaerius; Ralph Hall ed uno di Jocodus Hondius. Si tratta di incisori all'epoca attivi tra Amsterdam, Bruxelles e Londra, dimostrando come il lavoro sia stato svolto negli anni affidandolo ad una cerchia di conoscenze consolidata, distribuita tra Inghilterra e Paesi Bassi, i cui contatti potevano essere tenuti attraverso quella sede che i librai di Londra avevano ad Anversa.
Come modelli di riferimento furono scelte le carte geografiche che nel 1630 erano state approntate per una nuova pubblicazione dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore stampata ad Amsterdam da Jan Evertsz Cloppenburgh, di cui in seguito si dirà nell'apposito capitolo dedicato al filone Cloppenburgh dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore, evidentemente in quanto ritenute più aderenti all'originale in-folio di Mercatore, oppure più gradevoli rispetto alle mappe presenti nell'Atlas minor apparso nel 1628 presso l'officina cartografica di Johannes Janssonius, figlio dell'omonimo editore di Arnhem, che idealmente costituiva la reale prosecuzione delle pubblicazioni Hondius iniziate nel 1607 e le cui vicende sono raccontate nel filone Janssonius dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore. Curiosamente, i primi esemplari editi contenevano la carta geografica della Hispania nova in coda alla descrizione della Nuova Virginia, quindi riproposta subito dopo per descrivere i territori corretti della Nuova Spagna. La scelta era dettata dall'avere pronti i testi, ma non ancora la raffigurazione della Virginia, il cui rame verrà completato da Ralph Hall nel 1636: la carta geografica sarà offerta dall'editore dopo l'uscita del volume affinché, incollandola sopra la prima Hispania nova, lo si potesse completare.
La Virginia è la prima carta geografica ottenuta da un modello non legato né alle mappe Hondius, né a quelle Cloppenburgh, essendo stata ricavata dalla raffigurazione della Virginia eseguita dal colono inglese Capitano John Smith, stampata la prima volta nel 1612.
Anche la carta geografica intitolata New England, presente solo in alcune copie, deriva dai disegni di John Smith preparati in occasione del suo ritorno in America nel 1614.
Non appare più la stampa con le tre Parche che era sempre posta in apertura dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore.Intitolata “Nascentes morimur finisque ab origine pendet”, iscrizione presa dal quarto libro delle “Astronomica” attribuite al poeta ed astrologo latino Marco Manilio. L'illustrazione riproponeva il tema delle Parche che filano il filo della vita, lo misurano ed infine lo tagliano, popolare nei Paesi Bassi del XVII secolo, ma non ugualmente sentito in Inghilterra.
Allo stesso modo, quella sezione di chiusura dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore dedicata alle sette carte geografiche di carattere storico e biblico è soppressa, con il riutilizzo di due mappe, la “Peregrinatio Israelitaru[m] in deserto” e la “Peregrinatio Pauli” nel corpo dell'atlante per descrivere la Terra Santa e l'Asia minore.
Oltre alle rimanenti cinque carte geografiche storiche (Paradisus; Designatio Orbis Christiani; Aeneae Troiani navigatio; Romani Imperii imago; Alexandri Magni expeditio) non abbiamo più ritrovato in entrambe i volumi consultati Varduloru sive Guipus Coae regionis typus; Pedemontana Regio, cum Genuensium territorio et Montisferrati Marchionatu.; Forum Iulim, Karstia, Carniola, Histria etc.; Fessae Regnum; Congi Regnu[m]; Tabula Cananaeae prout tempore Christi et Apostolorum divisa fuit; Natolia.
Le nuove lastre aggiunte sono:
1) Gallicia
2) Catalonia
3) Totius Lemovici et
4) Xaintonge
5) Picardia
6) Champagne comitatus Campania
7) Belovacium comitatus
8) Biturigum Ducatus
9) Borbonium Ducatus
10) Bourdelois Pais de Medoc et la Prevoste de Born
11) Perchensis Comitatus Le Perche Comte
12) Tourame Turonensis ducatus
13) Cadurcium
14) Bresse
15) La Partie Septentrionale du Langue doc
16) Dauphine
17) Sabaudia ducatus La Savoie
18) Rhaetia
19) Flandria Septentrionalis
20) Zutphannia comitatus
21) Ultra Iectum dominium
22) Mechlinia dominium
23) Groeninga domini
24) Ditio Trans isulana
25) Naumurcum Comitatus
26) Limburgensis ducatus Nova descriptio
27) Monasteriensis Episcopatus.
28) Coloniensis Archiepiscopatus
29) Westphalia Ducatus
30) Nassovia Comitatus
31) Marca Brandenburgensis Pomerania
32) Polonia
33) Pedemontana regio cum Genuensium territorio Montisfernati Marchionatu
34) Genovesxio
35) Mediolanum Ducatus
36) Forum Iulium Karstia, Carniola, Histria et Windorum Marchia
37) The Ylandes of the Westindies
38) Virginia [apparirà dal 1636]
39) Terra firma et Novum regnum Granatense et Popaian.
40) Peru
41) Mappa Aestivarum Insularum
42) New England [presente solo in alcune copie]
La Historia Mundi or Mercator's Atlas conobbe altre due edizioni: nel 1637, stampata dal solo Michael Sparke, e nel 1639 senza variazioni degne di nota, se non il numero di mappe portato talvolta a 184, dimostrando un uso libero delle lastre Hondius.
Manoscritto turco dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore
Nel 1653 il noto studioso Katib Çelebi acquisì una copia dell'Atlas minor di Mercatore stampata ad Arnhem da Johannes Janssonius nel 1621 e, con l'aiuto di Mehmed Ihlas, un prete francese convertito, provvide alla traduzione dal latino al turco ottomano.Il titolo divenne Levâmiʻu’n-Nûr Fî Zulmet-i Atlas Minor e fu corredato da 148 mappe, talune disegnate compiutamente, ma la maggior parte formate da pochi semplici indicazioni, forse a causa del poco tempo a disposizione. Sono presenti solo due delle prime tre carte geografiche della sezione storica, la Designatio Orbis Christiani e la Peregrinatio Israelitaru[m] in deserto, non sappiamo se in quanto le altre quattro non fossero presenti nell'edizione da copiare del 1621, oppure se vi siano state altre cause; certo è che la mappa con il Paradiso, prima delle sette carte bibliche, può aver creato dei problemi tali da scegliere di escluderla.
Il manoscritto fu terminato nel luglio del 1655 e l'originale è oggi conservato ad Istanbul presso la Biblioteca Nuruosmaniye.
Filone Janssonius dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore
Jan Jansz junior (1588–1664), latinizzato in Johannes Janssonius, figlio dell'omonimo editore e venditore di libri di Arnhem, nel 1612, anno della morte di Iodocus Hondius senior, ne sposò la primogenita Elisabeth, continuando a lavorare nella editoria in Kalverstraat ora guidata dalla suocera Coletta van den Keere, accanto ai giovani figli Iodocus II ed Henricus Hondius.
Nel 1616 ritroviamo la precisazione “Amstelodami excudebat Joannis Janssonius anno 1616” posto sotto la Sardegna nel secondo stato di una carta d'Italia che diviene il suo primo lavoro autonomo, benché solo nel 1618 lascerà casa Hondius per approdare in piazza Dam ad Amsterdam in un suo negozio.
Sappiamo che le lastre dell'Atlas minor saranno vendute in Inghilterra attorno al 1623, mentre Jodocus aveva lasciato fin dal 1620 al fratello minore le pubblicazioni dell'Atlas in-folio di Gerardo Mercatore, forse in quanto interessato a preparare un atlante moderno, meno dipendente dai datati lavori mercatoriani.
Ci stava lavorando, giacché si conosce un abbozzo di atlante composto da 47 mappe forse assemblato per suscitare interesse alla fiera del libro di Francoforte, manifestazione che tuttavia stava attraversando un periodo di grande difficoltà causato dalla guerra dei Trent'anni, quando nell'agosto del 1629 venne improvvisamente a mancare. La vedova vendette circa una quarantina di quei rami ad un intraprendente Willem Janszoon Blaeu, importante concorrente di Janssonius, suscitando certamente le ire di questi e del cognato Henricus. Non sappiamo perché concluse l'affare con un rivale così diretto, consentendogli di entrare nel mondo della pubblicazione di atlanti, e non con il vicino parente, fatto sta che in risposta il 2 marzo dell'anno seguente i rapporti tra Henricus Hondius e Johannes Janssonius divennero un sodalizio duraturo che condusse ad un notevole sviluppo all'atlante maggiore di Mercatore, portandolo in pochi anni ad un ringiovanimento sensibile, tale da trasformarlo in un'opera capace di competere con le magnifiche edizioni che casa Blaeu riusciva a immettere sul mercato.
Con la loro unione si riformava in seno ad un'unica società la capacità di vendere tanto un atlante in-folio, quanto un atlas minor, poiché Janssonius già nel 1628 aveva stampato l'Atlas minor Gerardi Mercatoris à I. Hondio plurimis aeneis Tabulis auctus et illustratus, atlante composto da 143 carte geografiche incise da Pieter van den Keere e Abraham Goos, inaugurando il filone Janssonius dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore.
Evidentemente Janssonius vedeva ancora nell'atlante tascabile una opportunità di mercato, ma non essendoci più disponibili i vecchi rami presso il cognato, dovette ripartire ex novo.
Goos aveva fatto l'apprendistato presso Jodocus Hondius senior, che per lui era uno zio, lavorando pertanto a contatto con Janssonius, cugino acquisito; i rapporti tra i due erano rimasti stretti negli anni sia nella pubblicazione di globi, sia nell'incisione di lastre cartografiche e commercializzazione di mappe.
È naturale che Janssonius si sia rivolto a loro per la preparazione dei rami ed in particolare a Goos per il mappamondo ed i quattro continenti, carte geografiche ove appare la sua firma, mentre a van den Keere per le restanti mappe, tranne le dodici dei Paesi Bassi che sono ottenute dal riuso delle lastre di Abraham Goos apparse nel suo atlantino “Nieuw Nederlandtsch Caertboeck” del 1616, riconoscibili per l'originale forma ovale. Le dimensioni sono di poco accresciute rispetto a quelle del 1607, essendo di 19 x 15 cm circa; riprendono abbastanza fedelmente le lastre Hondius, introducendo pochi aggiornamenti - significativa è la rappresentazione del polo nord - e qualche errore nella copia dei toponimi, reinterpretando i cartigli e soprattutto non simulando il moto ondoso nei mari, che così appaiono bianchi. Non si trovano quasi più quei vascelli e mostri marini che abbellivano e riempivano oceani e mari e allo stesso modo i nomi sono scritti senza le eleganti volute.
Nel bordo superiore è posto il titolo del territorio accanto al numero di pagina e nel retro il testo viene organizzato non più in una unica colonna, bensì su due.
Viene abolita la sezione con le sette mappe storico-bibliche, così come la raffigurazione intitolata “Nascentes morimur finisque ab origine pendet”.
Nel 1628 Janssonius pubblicò tanto l'edizione latina, quanto quella in francese, basata ancora sulla traduzione di Henri Lancelot Voisin de la Popeliniere, col titolo nel frontespizio non tradotto, ma in latino e con 142 mappe all'interno, mancando la Burgundia Ducatus.
Nel 1630 il filone Janssonius dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore si arricchì di una seconda pubblicazione in francese, immutata, se non nel frontespizio ove ora si legge Atlas Minor, Ou Briefve, & vive description de tout le Monde & ses parties e della prima edizione col testo in olandese il cui titolo diviene Atlas minor, Ofte een korte doch grondige beschrijvinge der geheeler Werelt met alle hare gedeelten alla cui traduzione dei testi lavorò l'erudito Ernst Brinck, eclettico collezionista e personaggio di spicco dell'élite del suo secolo. È con questa edizione che Janssonius introdusse una linea divisoria delle due colonne di testo. Si trovano volumi sia con 142, sia con 143 mappe.Per completare l'offerta mancava l'edizione in tedesco. Vi si provvide nel 1631 con l'Atlas Minor, Das ist: Ein kurtze jedoch gründliche Beschreibung der gantzen Welt und aller jhrer Theyl composto da 143 carte geografiche.
L'ultima edizione di questo primo filone Janssonius dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore si ebbe nel 1634 per la seconda volta in latino e consueto titolo nel frontespizio Atlas minor Gerardi Mercatoris à I. Hondio plurimis aeneis Tabulis auctus et illustratus. A differenza della precedente pubblicazione latina del 1628, i testi sono sempre organizzati in due colonne, ma divisi da una riga, che Janssonius aveva iniziato ad introdurre nel 1630 nella ristampa olandese. Il solo esemplare rintracciato conta 142 carte geografiche.
Ultime edizioni del filone Janssonius dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore
Per alcuni anni non ci furono più edizioni del filone Janssonius dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore. Si può ritenere per l'impegno costante che richiedeva l'aggiornamento dell'atlante maggiore di Mercatore, trasformato sempre più in un'opera nuova, tanto che nel 1638 il titolo stesso divenne “Atlas Novus”. Dalle firme in calce alle lastre sembra che sia stato soprattutto Janssonius ad occuparsi del lavoro.
Solamente nel 1648 fu data alle stampe una nuova edizione dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore con il testo in tedesco. Si tratta di un atlante tascabile ampiamente rivisto, proposto come opera autonoma, tanto che nel frontespizio viene rimosso il richiamo al sommo Mercatore, ritenuto oramai troppo datato. Vi si legge Atlas minor, das ist: eine kurtze jedoch gründliche Beschreibung der gantzen Welt in zwei Theile, Amsterdam, Ex officina Ioannis Ianssonii ciↄ iↄ c xxxxviii; è organizzato in due volumi che comprendono ben 214 carte geografiche ottenute in parte dalle usuali lastre risalenti al 1628 e per il resto da rami intagliati ad hoc rispettando le dimensioni e l'impostazione di quelli vecchi, ma da mano diversa, sia come integrazione, sia come occasionale sostituzione delle matrici originarie.Ad esempio, i territori italiani diventano 24, oltre alla rappresentazione di tutta la Penisola, quando prima se ne trovavano 14, oltre alla carta geografica d'Italia. Non sono riconfermati i rami con i territori in ovale dei Paesi Bassi e la dislocazione dei quattro continenti è mutata, non essendo più tutti in apertura dopo il mappamondo, ma in testa alla sezione del relativo continente.
Immutata, se non in minimi dettagli tipografici, questa pubblicazione fu riproposta nel 1651 sempre con testo in tedesco, ultima delle edizioni del filone Janssonius dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore.
In effetti, nel luglio del 1664 Johannes Janssonius venne a mancare ed il genero, avendone sposato la figlia Elizabeth nel 1647, Johannes van Waesberge fu tra gli eredi colui che portò avanti la gestione della officina cartografica, tuttavia senza riutilizzare le lastre del filone Janssonius dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore, preferendone altre di cui parleremo in seguito nel capitolo relativo al filone Cloppenburgh dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore.
Tuttavia, i rami saranno destinati a riapparire a distanza di molti anni a Leida, quando, aggiornati solo esteticamente ed in piccolissima parte integrati, verranno stampati da Pieter van der Aa attorno al 1714 distribuiti in un atlante tascabile pensato per il mercato francese ed organizzato in nove volumi nei cui frontespizi dopo il titolo Atlas soulagé de son gros & pesant fardeau: ou, Nouvelles Cartes Geographiques qui contiennent segue l'indicazione dell'area geografica descritta, tranne nel primo nel quale si legge Nouveau petit atlas ou Nouvelles Cartes géographiques.
Il primo raccoglie il mappamondo, i quattro continenti e le carte geografiche dell'Europa orientale; il secondo si concentra su Svezia, Norvegia e Danimarca; il terzo sui territori della Germania; il quarto su quelli di Grand Bretagna ed Irlanda; il quinto riguarda i Paesi Bassi; il sesto Francia e Svizzera; il settimo raccoglie le mappe della Penisola Iberica; l'ottavo quelle dell'Italia assieme alla Grecia; il nono assembla le carte geografiche dell'Asia, Africa ed America.
Presso la Biblioteca Universitaria di Leida è custodito il solo esemplare completo di tutto quest'atlante tascabile di Pieter van der Aa.
Così presentato, con pochissime aggiunte, l'atlante tascabile del Van der Aa poteva apparire un “Nouveau Petit Atlas”, certamente “soulagé de son gros et pesant fardeau”, anche per l'assenza di testi, benché fosse un abile camuffamento di un lavoro preparato quasi settanta anni prima; ciononostante, va ammesso che a prima vista non se ne riconosce la reale origine.
Leida non era un centro significativo in ambito cartografico, avendo una clientela accademica; non possedeva competenze tecniche per stampare e vendere carte geografiche e atlanti, né quel mercato che esisteva ad Amsterdam. Sorprende che Pieter van der Aa abbia saputo crescere fino a divenire un affermato e riconosciuto commerciante di libri, carte geografiche e vedute di città. In effetti, il suo affermarsi andò di pari passo con le acquisizioni che fece negli anni e soprattutto nel 1708 quando si aggiudicò una buona parte dell'enorme mole di materiale messo in asta dagli eredi di Carel Allard. Ed ancora nel 1710 quando acquistò privatamente l'intero magazzino di Frederik de Wit. È possibile che abbia ottenuto le lastre del filone Janssonius dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore in questa circostanza, giacché il de Wit era stato uno degli acquirenti del lascito di Johannes van Waesberge, defunto nel 1681.
Occasionalmente, alcune lastre furono adoperate anche in altre opere del Van der Aa, come in “Vûës des villes, edifices & autres choses remarquables de la Grand' Bretagne & d'Irlande” od anche in “La Galerie Agreable du Monde”, sua opera più celebre, stampate all'interno di una vistosa cornice.
A sua volta, dopo la sua morte nel 1733, saranno Covens e Mortier, ottenuti i rami, a ristamparli immutati ad Amsterdam nel loro Atlas nouveau et portatif, contenant des cartes exactes à l'usage des officiers et des voyageurs nel 1734.
Derivazioni dal filone Janssonius dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore
Nel 1643 apparve a Parigi nell'Isle du Palais, à la Fontaine de Jouvence Royalle, presso l'editore Jean Boisseau un atlantino dal titolo Tresor des cartes geographiques des principaus estatz de l'univers contenente 38 carte geografiche di cui 36 chiaramente copiate da quelle del filone Janssonius dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore. Unicamente la carta celeste e quella del sistema solare tolemaico non hanno legami con l'atlas minor, nel quale mai furono introdotte rappresentazioni delle costellazioni, assenti nel reciproco in-folio di Mercatore, ma che diverranno frequenti in seguito sia nei grandi che nei piccoli atlanti.Le 36 mappe sono:
1) Typus orbis terrarum. Description de la Terre universelle 2) Pole arctique ou terre du Septentrion
3) Nouvelle description de l'Europe 1643
4) Angleterre Ecosse et Hibernie
5) Hespagne
6) Portugal et Algarve
7) France nouvellement descipte 1641
8) Italie Corse Sardaigne et Province adiacentes
9) Nouvelle carte d'Alemagne 1641
10) Les dix-sept provinces des Pais Bas Belgium sive Inferior Germania
11) Danemarck
12) Norvege et Suede
13) Russie Avec ses confins 1643
14) Moscovi
15) Polongne et Silesie
16) Hongrie
17) L'Empire des Turcs
18) Grece
19) Morée jadis Peloponese
20) Cypre
21) Candie
22) Asie
23) Natolie ou Asie mineur
24) Terre Sainte jadis Terre Promise ou Palestine
25) Le grand Royaume du Sophi de Perse
26) Indes Orientalles ou du Gange
27) Les isles des Indes Orientalle
28) La Chine
29) Tartarie
30) Nouvelle description d'Afrique
31) Barbarie
32) Le royaume de Fez
33) Le royaume de Maroc
34) Guinée
35) Le royaume Abyssin ou l'Empire du Preste Jean 1643
36) Nouvelle description de l'Amerique
Vi fu interesse, immaginiamo favorito dai 13 anni trascorsi dall'ultima edizione in francese dell'Atlas minor di Janssonius, dalla stesura frequente del colore lungo i confini delle mappe - che diverrà normale in Francia - e certamente da un prezzo molto più accessibile, dovuto sia alla snellezza dell'atlante tascabile, sia all'assenza di testo. In effetti, si riscontrano varie ristampe che si susseguirono sostanzialmente senza grandi differenze, se non qualche ritocco nei titoli delle carte geografiche.
Nel 1653 l'opera sarà riedita immutata da Louis Boissevin, tranne che per la correzione del nuovo editore nel frontespizio.
Nel 1659 il piccolo atlante venne riproposto da Nicolas Picart, introdotto da un frontespizio privo di datazione e molto schematico. Non vi sono variazioni se non la modifica delle date nei titoli delle mappe ove apparissero.
Se ne conoscono esemplari con la medesima datazione 1659 e col frontespizio originario, corretto con l'attribuzione a Jollain, tanto da pensare che non sia una vera edizione, ma una vendita della pubblicazione Picart presso il negozio parigino di Rue Saint-Jacques sotto l'insegna Ville de Cologne gestito da Gérard Jollain.
Dello Jollain, invece, fu la nuova edizione del 1667 col titolo confermato nel Tresor des cartes geographiques des principaux estats de l'univers, ma con alcune modifiche più rilevanti alle mappe: in alcune le scale vennero abrase per essere sostituite dall'indicazione "Jollain excudit" seguita talvolta dalla data 1667. Curiosamente i titoli di Russie e Moscovie furono invertiti.
Infine, nel 1687 il figlio Gérard Jollain ristampò un'ultima volta il piccolo atlante senza variazioni rispetto all'edizione del padre, se non la precisazione nel frontespizio che ora si vende nella storica sede, ma sotto l'insegna “L'enfant Iesus”.
Filone Cloppenburgh dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore
Sorprendentemente nel 1630 ad Amsterdam Jan Evertsz Cloppenburgh, stampatore principalmente di edizioni della Bibbia ed opere legate al mondo della riforma, pubblicò a proprie spese l'Atlas sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica mundi et fabricati figura. De novo multis in locis emendatus et Appendice auctus Studio Judoci Hondij, prima di tre edizioni del filone Cloppenburgh dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore.
Il titolo ed il disegno del frontespizio richiamano in toto l'Atlante in-folio di Mercatore e l'indicazione “Studio Jodoci Hondij” rimanda gli ampliamenti che Hondius aveva introdotto nelle sue riedizioni dell'opera.
Al contrario di quest'ultimo, Cloppenburgh non aveva legami di parentela con Pieter van den Keere, ma se si rivolse a lui in un mercato concorrenziale nella professione incisoria di carte geografiche di quel periodo, possiamo pensare sia all'abilità e precisione riconosciute al van den Keere, sia alle difficoltà economiche che da alcuni anni l'incisore stava attraversando, che potrebbero averlo indotto a richiedere un compenso competitivo che tuttavia non lo risollevò.
Le carte geografiche hanno un formato di circa 25 x 18 cm, ricalcano con buona fedeltà le mappe dell'atlante in-folio Mercatore/Hondius - che nel 1630 vedrà pubblicata la sua “editio decima” composta da 164 raffigurazioni cartografiche - ampliandone il numero con una sezione di appendice con numerose carte geografiche - ne sono mostrate 22 - non meno rimarcabili e mai proposte in un formato tascabile.
Il lavoro di verifica ed integrazione fu ben fatto da Cloppenburgh, come dimostrano due mappe in particolare: il mappamondo e la carta geografica della Virginia.
La mappa della Virginia non è la Virginiae item et Floridae mercatoriana, ma deriva da quella preparata sempre dallo stesso Hondius per essere inserita in quel progetto di atlante a cui stava lavorando prima della prematura scomparsa nel 1629, in seguito alla quale il rame fu venduto dalla vedova a Willem Blaeu che lo stampò nell'Atlantis Appendix del 1630, suo primo atlante.
Tra le pubblicazioni dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore, quella di Cloppenburgh ha le carte geografiche di formato maggiore, riconoscibili per i cartigli spesso appariscenti, generalmente rettangolari con mascheroni o semplici inserti geometrici curvi o con elementi vegetali secondo lo stile comunemente usato nelle mappe a cavallo tra XVI e XVII secolo. Il mare è riempito da un fitto tratteggio a zig zag analogo alle carte di Mercatore; i centri abitati sono indicati con un cerchietto con il centro evidenziato ed attorniato da una torre o un castello per le più rilevanti; le montagne sono cime singole con l'ombra a destra. Sono estremamente rari gli inserti di abbellimento quali velieri, pesci marini e le rose dei venti.
Malgrado il frontespizio fosse in latino, quella del 1630 di Cloppenburgh fu una edizione in francese dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore, a cui seguì nel 1632 quella in latino, identica se non per i testi.
Nel 1636 apparve una terza ed ultima edizione, ancora in francese. Tuttavia, Koeman suggerisce come in realtà questa pubblicazione del 1636 potrebbe non essere una vera ristampa, essendo perfettamente identica all'edizione del 1630, ma essere stata assemblata usando i fogli rimasti della prima pubblicazione con un frontespizio modificato ad hoc con la data del 1636. A suffragio di tale ipotesi ci sarebbero alcuni deterioramenti minimi subiti dalle lastre con l'uso e visibili nelle carte geografiche del 1632, ma non in quelle del 1636.
Sviluppi del filone Cloppenburgh dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore
Dopo tale data, dei rami non si seppe più nulla fino al 1673 quando riapparvero in possesso di Johannes van Waesberge erede di Johannes Janssonius di cui abbiamo parlato in precedenza nel capitolo sulle ultime edizioni del filone Janssonius dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore. Pertanto è probabile che Johannes Janssonius sia intervenuto per eliminare dal mercato un fastidioso concorrente che pubblicava un Atlas minor di Gerardo Mercatore sovrapponibile al suo, uscito la prima volta nel 1628, quindi proprio nel 1630 e con i testi in francese come quelli di Cloppenburgh, avendo un frontespizio identico all'Atlas in-folio di Mercatore di cui lui col socio Henricus Hondius erano gli editori e mantenendo nel titolo con “auctus Studio Judoci Hondij” un rimando all'officina cartografica in qualche modo a lui collegata.
Per tutelare il proprio lavoro e diritti, Janssonius potrebbe aver scelto di acquisire i rami dopo aver valutato l'impatto sulla clientela dei volumi del concorrente e dopo il 1632 aver definito i dettagli dell'operazione. Effettivamente l'editoria Cloppenburgh continuò a proporre libri ad Amsterdam e non si spiegherebbe altrimenti come mai abbia cessato di credere nel proprio filone dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore.
Se fosse corretto che i rami finirono nelle disponibilità di Johannes Janssonius, si giustificherebbe il loro passaggio a Johannes van Waesberge e quindi il riapparire nel 1673 nell'Atlas sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica mundi et fabricati figura. De novo multis in locis emendatus novisque tabulis auctus. Amsterodami, apud Iohannem Ianssonium van Waesberge.
Con la scomparsa di Johannes Janssonius nel 1664, Johannes van Waesberge aveva ereditato anche le 214 lastre per le carte geografiche dell'Atlas minor del filone Janssonius, tuttavia ritenne più interessanti quelle risalenti a Cloppenburgh. Non se ne conosce la ragione.
La pubblicazione Waesberge del 1673 non fu una mera ristampa, ma vide alcune variazioni a cominciare dall'assenza di un indice delle tavole e di testo accompagnatorio, sicché l'atlante si presenta come una raccolta di carte geografiche che divennero 183 e videro una abbondante, ma non completa, raschiatura del tratteggio a zig zag nei mari. Le tre mappe aggiunte dovrebbero essere la “Nova et accurata Foederatarum Provinciarum Inferioris Germaniae descriptio”, la “Hollandiae meridionalis descriptio nova” e la “Hollandiae Septentrionalis Sive West-Frisiae Descriptio nova”. Come si enuncia nel frontespizio con “multis in locis emendatus”, vi furono evidentemente anche alcune correzioni nella toponomastica.
Il lavoro di revisione ed ampliamento di Johannes van Waesberge sul suo Atlas minor di Gerardo Mercatore proseguì negli anni immediatamente successivi, sfociando nel 1676 in una nuova edizione sensibilmente ingrandita dell'Atlas sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica mundi et fabricati figura, ora composto da oltre duecento mappe che offrono una visione nuova dell'intera Terra, basate sulle più rinomate descrizioni geografiche antiche e moderne, come si precisa subito con “Nieuwe en beknopte uytbeeldinghe en vertooninge der gantscher Aerdbodem, Getrocken uyt de Oude ende Nieuwe vermaerdtste en beroemste Landt-Beschryvers. Uytgebeelt en vertoont in meer als twee hondert Landt-Kaerten”.L'atlante continua a non avere testo, ma ha un indice che elenca 207 mappe. È terminata l'abrasione del tratteggio a zig zag del mare, salvo per la Turchia, sono inseriti vascelli e talvolta rifatti del tutto i cartigli, mantenendo i titoli originari, con l'inserimento di figure più consone al gusto della seconda metà del Seicento. La “Insula Ceylan Olim Taprobana” fu rifatta copiando l'analoga carta geografica in-folio di Janssonius.
La sezione con i territori italiani è la più ampliata grazie all'inserimento in aggiunta o sostituzione di quasi una trentina delle lastre risalenti al 1626 quando vennero preparate da Jodocus Hondius per la “Nova et accurata Italiae hodiernae descriptio”.
Altri territori hanno una rappresentazione nuova come la “Nova et Accurata Poli Arctici et Terrarum Circum Jacentium Descriptio”, che si affianca alla “Septentrionalium Terrarum Descriptio”, altra mappa dell'area dell'estremo nord, e la “Poli Antarctici Cum Terris Circumjacentibus Descriptio” che ricalca l'analoga di Hondius, introducendo per la prima volta nell'atlas minor mercatoriano una visione del polo sud.
Completano l'atlante pochi territori dell'estremo est Europa come la “Descriptio Ukraniae” o la “Novissima Russiae Tabula” disegnati copiando i corrispettivi in-folio di Janssonius.
Il risultato complessivo è di un atlante tascabile capace di fornire una buona panoramica della geografia di tutto il mondo, ma graficamente eterogeneo e che oramai non rispetta la pretesa avanzata col titolo di offrire una riduzione dell'Atlas sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica mundi et fabricati figura di Mercatore, del cui stile ha mantenuto ben poco.
Tuttavia, le vicissitudini del filone Cloppenburgh dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore non sono destinate ad esaurirsi con l'edizione del 1676 curata da Johannes van Waesberge.
Ultime edizioni dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore
Pochi anni dopo aver fondato con due dei figli, Johannes e Gillis Janssonius van Waesberge, la Officina Janssonio-Waesbergiana, Johannes van Waesberge venne a mancare nel 1681.
Sarà Johannes Janssonius van Waesberge a gestire l'editoria ad Amsterdam, mentre Gillis van Waesberge si spostò a Danzica, pur continuando a collaborare col fratello. Nel 1706, anno successivo alla morte di Johannes Janssonius van Waesberge, fu pubblicata ancora a suo nome una tra le ultime edizioni dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore, confermandone il frontespizio col titolo Atlas sive cosmographicae meditationes de Fabrica mundi et fabricati figura ed un numero di carte geografiche ridotto a 184, ottenute dalle lastre dell'edizione ampliata del 1676.
Non è dato sapere se la riduzione del numero sia dipesa da una scelta volontaria dell'editore o da accadimenti avvenuti lungo la sua vita al solo volume documentato apparso negli ultimi trent'anni.
Un ulteriore Atlas minor in quo Totius Orbis partes, CCLXXXV Tabulis accurate delineatis, repraesentantur fu stampato ad Amsterdam nel 1734 presso Henri du Sauzet.
Più conosciuto col titolo Atlas Portatif Composé de CCLXXXV Cartes, il raro atlante fu stampato in due volumi, mescolando carte geografiche di altra provenienza legate a Nicolas Sanson alle mappe dell'Atlas minor curato dai van Waesberge, con la sola aggiunta nell'angolo superiore destro di una numerazione progressiva manoscritta dei territori fino ai 285 enunciati nel titolo.
Nella lettera introduttiva all'atlante Bruzen de La Martinière, geografo del re di Francia Luigi XV, loda du Sauzet per l'acquisto delle tavole di un piccolo atlante, ritenuto ancora interessante e di buona precisione, che imprudentemente erano state lasciate nel fondo di un magazzino. Il formato tascabile ha due pregi sostanziali, egli afferma: avere un prezzo alla portata di molti letterati ed essere utile e di pratico trasporto, al contrario dei pesanti e sontuosi atlanti in-folio usati solo come ornamento nelle biblioteche e vanto da mostrare per il loro costo.
Pertanto Bruzen de La Martinière sollecita Henri du Sauzet a pubblicare l'atlante tascabile inserendo anche quelle carte del signor Sanson, simili per formato, che permetteranno un confronto ed un corretto apprendimento della geografia da parte dei giovani.
Si intuisce in tal modo che du Sauzet già possedesse i rami di Sanson ed avesse recentemente acquistato quelli dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore, forse cercati con l'intento di pubblicare un suo atlante tascabile strutturato non unicamente come una raccolta di carte geografiche, ma con un suo testo in francese di cosmografia e geografia raccolto in otto pagine antecedenti alle mappe, il cui retro resta bianco.
Quattro anni dopo nel 1738 du Sauzet diede alle stampe la seconda ed ultima delle edizioni dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore, identica nel titolo, nel numero di mappe, nei testi introduttivi, ma riconoscibile dalla precedente per la cancellatura della numerazione manoscritta, sostituita da una incisa in lastra. Inoltre fu cambiata la carta geografica della Spagna con un'altra nel cui margine inferiore si legge “a Amsterdam chez H. du Sauzet 1738”, la modifica del titolo della Scozia settentrionale in “Escosse Septentrionale”, la sostituzione della mappa generale d'Irlanda con quella del Sanson.
Possiamo affermare che la storia dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore, cominciata nel 1607, si interrompa con du Sauzet, quasi un secolo e mezzo dopo, nel 1738.
(*) Elenco aggregato delle carte geografiche riscontrate nei volumi del 1607:
L'esemplare di David Rumsey ne ha 152, conforme al volume della Bayerische Staatsbibliothek nel quale è presente in più la Westmorland, Castria, Cestria etc.
In un ulteriore volume del mercato privato, indicato come edizione del 1607, appare anche la Rugia - assente negli altri due volumi -, portando a 154 le lastre incise disponibili. Il rame di Rugia è minore di tutti gli altri ed inciso da mano diversa, potrebbe essere stato aggiunto in seguito, forse dall'edizione del 1610. In tal caso la lastre pronte scenderebbero a 153.
1) Typus Orbis Terrarum
2) Europa
3) Africae descriptio
4) Asia
5) Americae descrip.
6) Polus Articus cum vicinis regionibus.
7) Island
8) Anglia Scotia et Hibernia
9) Irlandia
10) Udrone
11) Ultonia Conatia et Media
12) Ultonia oriental.
13) Hibernia V. Tabula.
14) Scotia
15) Scotia tabula II.
16) Scotiae tabula III.
17) Anglia
18) Northumbr. Cumberlãdia Dunelm Episcop.
19) Westmorland, Castria, Cestria etc.
20) Cornub. Devonia, Somerset etc.
21) Eboracum Lincolnia Derbia, Stafford, etc
22) Warwicum Northampton, Huntingdon Cantabr etc.
23) Anglesey Ins. - Wight ol. Vectis – ins. Garnesey – Ins. Iarsey
24) Svecia, et Norwegia etc.
25) Cambria sive Wallia
26) Daniae Regnu.
27) Iutia septentrionalis.
28) Holsatia
29) Fionia
30) Livonia
31) Prussia
32) Russia cum Confinijs
33) Lithuania.
34) Moscovia.
35) Transsylvania
36) Taurica Chersonesus.
37) Hispania
38) Portugallia olim Lusitania.
39) Biscaia et Legio.
40) Varduloru sive Guipus Coae regionis typus
41) Castilia vetus et nova
42) Andaluzia
43) Regni Valentiae typus
44) Arragonia et Catalonia.
45) Galliae universalis [senza titolo]
46) Britãnia & Normãndia cum confinijs
47) Aquitania
48) Provincia.
49) Picardia
50) L'Isle de Frace Parisiensis Ager.
51) Bolonia
52) Aniou
53) Berry
54) Poictou
55) Lotharingia
56) Lyonnois Forest et Beaujolois
57) Lotharingia Meridiona.
58) Burgundiae Duca.
59) Burgundia Comitatus
60) Helvetiae
61) Zurichou
62) das Wiflispurgergou
63) Lacus Lemãnus
64) Argou
65) Inferior Germania
66) Flandria
67) Brabantia
68) Hollandia
69) Zeelandia
70) Geldria et Transisulana
71) Artesia
72) Hanonia
73) Trier et Lutzeborg.
74) Germania
75) Frisia occidenta.
76) Emden et Oldenbor.
77) Wesphalia cum Dioecesi Bremensi.
78) Westphaliae tabula II.
79) Westphaliae tabula tertia
80) Leodiensis dioec.
81) Cleve et Murs
82) Waldek Comit.
83) Palatinatus Rheni
84) Wirtenberg
85) Alsatia inferior
86) Alsatia superior
87) Saxonia inferior et Mekleburg
88) Brauswik et Meydbunrg cum confinijs
89) Hassia Landgraviatus
90) Thuringia.
91) Franckenland
92) Bavaria
93) Palatinat. Bavariae
94) Saxoniae Superioris Lusasiae, Misniaeque des.
95) Rugia
96) Brandeburg et Pomerania
97) Bohemia.
98) Moravia
99) Austria archiduc.
100) Saltzburg Carinthia
101) Polonia et Silesia
102) Hungaria
103) Italia
104) Lombardiae alpestris pars occidentalis eu Valesia
105) Tarvisina Marchia et Tirolis Comitatus.
106) Pedemontana Regio, cum Genuensium territorio et Montisferrati Marchionatu.
107) Romandiola cum D. Parmensi.
108) Brescia Episcopatus Mediolanu Ducatus
109) Veronae Vicentiae et Pataviae dit.
110) Forum Iulium, Karstia, Carniola, Histria etc.
111) Tuscia
112) Marcha Anconitana cum Spoletano Ducatu
113) Latium nunc Campagna di Roma
114) Abruzzo et Terra di Lovoro
115) Puglia Piana, Terra di Barri Otrãto etc
116) Corsica – Sardinia
117) Sicilia
118) Stiria
119) Slavonia Croatia Bosnia, Dalmat.
120) Walachia Servia, Bulgaria, Roman.
121) Graecia
122) Macedonia, Epir. et Achaia
123) Morea
124) I Corfu – Zante – Milo – Nicsia – Scarpanto – Candia
125) Barbaria
126) Aegyptus
127) Fessae Regnum
128) Marocchi Regnum
129) Abissinorum Regnu
130) Congi Regnu[m]
131) Guinea
132) Turcicum Imperium
133) Tabula Cananaeae prout tempore Christi et Apostolorum divisa fuit
134) Natolia
135) Cyprus – Stalimini – Chius – Mitilene – Negroponte – Cerigo – Rhodus
136) Tartaria
137) Persicum Regnum
138) China
139) India Orientalis
140) Insulae Indiae orientalis
141) Iapan I.
142) Ceilan insula
143) Hispania nova
144) Virginia et Florida
145) Havana portus – I. Iamaica – I. S. Ioannis – I. Margareta – Cuba insul – Hispaniola
146) America meridionalis
147) Fretum Magellani.
148) Paradisus
149) Peregrinatio Israelitaru[m] in deserto
150) Designatio Orbis Christiani
151) Peregrinatio Pauli In qua & omnia loca quorum sit mentio in actis et epistolis Apostolorum et Apocalypsi, describuntur.
152) Aeneae Troiani navigatio
153) Romani Imperi imago
154) Alexandri Magni expeditio
Riassunto delle edizioni dell'Atlas minor di Gerardo Mercatore:
| — 1607: | Atlas minor Gerardi Mercatoris à I. Hondius plurimis aeneis tabulis auctus atque illustratus | 1° ed. latina. Filone Hondius/Claesz/Jansz | |||
| — 1608: | Atlas minor de Guerard Mercator. Traduict de Latin en François par le Sieur de la Popeliniere Gentihomme Francois | 1° ed. francese. Filone Hondius/Claesz/Jansz | |||
| — 1609: | Atlas minor Gerardi Mercatoris à I. Hondius plurimis aeneis tabulis auctus atque illustratus | 1° ed. tedesca. Filone Hondius/Claesz/Jansz | |||
| — 1610: | Atlas minor Gerardi Mercatoris à I. Hondius plurimis aeneis tabulis auctus atque illustratus | 2° ed. latina. Filone Hondius/Claesz/Jansz, stampato da Adrianus Bottius | |||
| — 1613: | Atlas minor de Guerard Mercator. Traduict de Latin en François par le Sieur de la Popeliniere Gentihomme Francois | 2° ed. francese. Filone Hondius/Claesz/Jansz | |||
| — 1614: | Atlas minor de Guerard Mercator. Traduict de Latin en François par le Sieur de la Popeliniere Gentihomme Francois | 3° ed. francese. Filone Hondius/Claesz/Jansz | |||
| — 1620: | Atlas minor Gerardi Mercatoris à I. Hondius plurimis aeneis tabulis auctus atque illustratus | 3° ed. latina. Filone Hondius/Claesz/Jansz | |||
| — 1621: | Atlas minor Gerardi Mercatoris à I. Hondius plurimis aeneis tabulis auctus atque illustratus | 4° ed. latina. Filone Hondius/Claesz/Jansz, stampato da Johannes Janssonius | |||
| — 1628: | Atlas minor Gerardi Mercatoris à I. Hondio plurimis aeneis Tabulis auctus et illustratus | 1° ed. latina. Filone Johannes Janssonius | |||
| — 1628: | Atlas minor Gerardi Mercatoris à I. Hondio plurimis aeneis Tabulis auctus et illustratus | 1° ed. francese. Filone Johannes Janssonius | |||
| — 1630: | Atlas Minor, Ou Briefve, & vive description de tout le Monde & ses parties | 2° ed. francese. Filone Johannes Janssonius | |||
| — 1630: | Atlas minor, Ofte een korte doch grondige beschrijvinge der geheeler Werelt met alle hare gedeelten | 1° ed. olandese. Filone Johannes Janssonius | |||
| — 1630: | Atlas sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica mundi et fabricati figura. De novo multis in locis emendatus et Appendice auctus Studio Judoci Hondij | 1° ed. francese. Filone Jan Evertsz Cloppenburgh | |||
| — 1631: | Atlas Minor, Das ist: Ein kurtze jedoch gründliche Beschreibung der gantzen Welt und aller jhrer Theyl | 1° ed. tedesca. Filone Johannes Janssonius | |||
| — 1632: | Atlas sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica mundi et fabricati figura. De novo multis in locis emendatus et Appendice auctus Studio Judoci Hondij | 1° ed. latina. Filone Jan Evertsz Cloppenburgh | |||
| — 1634: | Atlas minor Gerardi Mercatoris à I. Hondio plurimis aeneis Tabulis auctus et illustratus | 2° ed. latina. Filone Johannes Janssonius | |||
| — 1635: | Historia Mundi or Mercator's Atlas. Containing his Cosmographicall Descriptions of the Fabricke and Figure of the World | 1° ed. inglese. Filone Hondius/Claesz/Jansz, stampato a Londra per Michael Sparke e Samuel Cartwright | |||
| — 1636: | Atlas sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica mundi et fabricati figura. De novo multis in locis emendatus et Appendice auctus Studio Judoci Hondij | 2° ed. francese. Filone Jan Evertsz Cloppenburgh | |||
| — 1637: | Historia Mundi or Mercator's Atlas. Containing his Cosmographicall Descriptions of the Fabricke and Figure of the World | 2° ed. inglese. Filone Hondius/Claesz/Jansz, stampato a Londra da Michael Sparke | |||
| — 1639: | Historia Mundi or Mercator's Atlas. Containing his Cosmographicall Descriptions of the Fabricke and Figure of the World | 3° ed. inglese. Filone Hondius/Claesz/Jansz, stampato a Londra da Michael Sparke | |||
| — 1643: | Tresor des cartes geographiques des principaus estatz de l'univers | 1° ed. francese copia del filone Johannes Janssonius edita da Jean Boisseau | |||
| — 1648: | Atlas minor, das ist: eine kurtze jedoch gründliche Beschreibung der gantzen Welt in zwei Theile | 2° ed. tedesca. Filone Johannes Janssonius | |||
| — 1651: | Atlas minor, das ist: eine kurtze jedoch gründliche Beschreibung der gantzen Welt in zwei Theile | 3° ed. tedesca. Filone Johannes Janssonius | |||
| — 1653: | Tresor des cartes geographiques des principaus estatz de l'univers | 2° ed. francese copia del filone Johannes Janssonius edita da Louis Boissevin | |||
| — 1655: | Levâmiʻu’n-Nûr Fî Zulmet-i Atlas Minor | ed. in arabo di Katib Çelebi copia della 4° ed. latina del filone Hondius/Claesz/Jansz, stampato da Johannes Janssonius nel 1621 | |||
| — 1659: | Tresor des cartes geographiques des principaus estatz de l'univers | 3° ed. francese copia del filone Johannes Janssonius edita da Nicolas Picart | |||
| — 1667: | Tresor des cartes geographiques des principaux estats de l'univers | 4° ed. francese copia del filone Johannes Janssonius edita da Gérard Jollain | |||
| — 1673: | Atlas sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica mundi et fabricati figura. De novo multis in locis emendatus novisque tabulis auctus | 1° ed. senza testo del filone Jan Evertsz Cloppenburgh stampata da Johannes van Waesberge | |||
| — 1676: | Atlas sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica mundi et fabricati figura | 2° ed. senza testo del filone Jan Evertsz Cloppenburgh stampata da Johannes van Waesberge | |||
| — 1687: | Tresor des cartes geographiques des principaux estats de l'univers | 5° ed. francese copia del filone Johannes Janssonius edita da Gérard Jollain figlio | |||
| — 1706: | Atlas sive cosmographicae meditationes de Fabrica mundi et fabricati figura | 3° ed. senza testo del filone Jan Evertsz Cloppenburgh stampata da Johannes van Waesberge | |||
| — 1714: | Atlas soulagé de son gros & pesant fardeau: ou, Nouvelles Cartes Geographiques qui contiennent | ed. francese del filone Johannes Janssonius stampata da Pieter van der Aa | |||
| — 1734: | Atlas nouveau et portatif, contenant des cartes exactes à l'usage des officiers et des voyageurs | ed. francese del filone Johannes Janssonius stampata da Covens e Mortier | |||
| — 1734: | Atlas minor in quo Totius Orbis partes, CCLXXXV Tabulis accurate delineatis, repraesentantur | 1° ed. senza testo del filone Johannes Janssonius stampata da Henri du Sauzet | |||
| — 1738: | Atlas minor in quo Totius Orbis partes, CCLXXXV Tabulis accurate delineatis, repraesentantur | 2° ed. senza testo del filone Johannes Janssonius stampata da Henri du Sauzet |




























