L'Hortus Eystettensis di Basilius Besler è un volume talmente splendido da meritare una narrazione e descrizione approfondita.
Basilius Besler sarebbe rimasto un oscuro farmacista di Norimberga se non fosse stato l'organizzatore dell'Hortus Eystettensis, il quale a sua volta, senza l'acume e le capacità organizzative del Besler, avrebbe potuto diventare solo un bel libro botanico illustrato e non il documento che attestasse la realizzazione di un grande progetto rinascimentale tedesco.
Il castello di Willibaldsburg sorge sopra il borgo di Eichstätt, cittadina poco più a sud della Franconia, a metà strada tra Augsburg e Norimberga.
La Diocesi di Eichstätt risale al 741 e il suo primo vescovo fu il benedettino di origine anglosassone Willibald di Eichstätt, oggi venerato quale santo, le cui spoglie si trovano nel Duomo della cittadina.
I giardini progettati da Basilius Besler nel palazzo vescovile di Willibaldsburg ad Eichstätt su commissione del principe vescovo Johann Konrad von Gemmingen erano formati da otto giardini più piccoli.
Non si conosce con precisione dove fossero collocati all'interno del Willibaldsburg, né come fossero articolati. Certamente nascevano all'interno delle fortificazioni del castello in cortili interni, forse raggruppati a semicerchio.
Hortus Eystettensis è il titolo scelto da Basilius Besler per l'opera descrittiva dei giardini del castello di Willibaldsburg ad Eichstätt.
Compiutamente il frontespizio della prima edizione recita: Hortvs Eystettensis, sive Diligens et accvrata omnivm Plantarvm, Florvm, Stirpivm, ex variis orbis terræ partibvs, singvlari stvdio collectarvm, quæ in celeberrimis viridariis arcem episcopalem ibidem cingentibvs, hoc tempore conspicivntvr delineatio et ad vivvm repræsentatio opera Basilii Besleri Philiatri et pharmacopoei. M.D C. XIII.
La prima edizione dell'Hortus Eystettensis risale al 1613 ed è la più interessante, quella maggiormente studiata, ma anche l'edizione che presenta ancora interrogativi non risolti che non sempre concernono aspetti secondari.
Le altre edizioni dell'Hortus Eystettensis hanno storie più lineari e ricostruite, benché sempre con qualche lato da chiarire.



