Bartolomeo Borghi è stato un geografo e cartografo di altissime capacità.
Nato nel 1750 sulle sponde del lago Trasimeno, Bartolomeo Borghi intraprese la carriera sacerdotale, prendendo gli ordini nel 1774 ed espletando il suo mandato fino all'età di 59 anni tra la diocesi di Perugia e quella di Cortona. Malgrado il suo ruolo in seno alla Chiesa, il Borghi si rivelò sensibile alla modernità costituita dalle idee illuministe, tanto da trovarsi talvolta in scontro con i suoi superiori.
Giovanni Battista da Cassine, latinizzato in Johannes Baptista a Cassinis, fu un frate minore cappuccino. Nato a Cassine nel Monferrato, è legato alla cartografia per essere stato l'intelligente autore della Chorographica descriptio Provinciarum, et Conventuum FF. Min. S. Francisci Capucinorum, affascinante atlante tematico.
Con il nome Giovanni da Montecalerio, latinizzato in Ioannis a Montecalerio, in ambito cartografico si è usi indicare l'autore delle carte geografiche tratte da Chorographica descriptio provinciarum, et conventuum Fratrum Minorum S. Francisci Capucinorum.
Marco Sebastiano Giampiccoli è stato uno tra gli ultimi incisori esponenti della scuola veneta, noto per una serie di stampe antiche su Venezia e soprattutto per alcune vedute di città e piazze di città venete.
Sebastian Münster può essere addotto quale esempio tipico di uomo rinascimentale di area tedesca, capace di costruire in ambito cartografico e vedutistico un ponte tra la tradizione medievale e la modernità tardo cinquecentesca.
La biografia di Sebastian Münster è conosciuta a grandi linee e non si presenta particolarmente ricca di informazioni ed aneddoti.
Münster nacque, secondo le fonti più recenti, nel 1488 a Ingelheim am Rhein, città a pochi chilometri a ovest di Magonza nell'attuale Renania-Palatinato. In gioventù poté muoversi per affinare la sua formazione, migrando sempre più a sud.
Sebastian Münster, insegnante d'ebraico, dimostrò ben presto d'avere una gran testa capace di spaziare da uomo rinascimentale tra discipline disparate quali lingue antiche, filosofia, geografia od astronomia.
La grande opera che farà la storia e che renderà immortale Sebastian Münster anche ai non addetti ai lavori fu la "Cosmographiæ Universalis". Apparve la prima volta nel 1544, sempre stampata a Basilea dal solito Heinrich Petri, con il testo in tedesco. Questa sarà tuttavia un'edizione minore, in quanto bisognerà attendere sei anni perché la Cosmographia assuma la sua veste definitiva.
Parlando di scala di valori espressi da Sebastian Münster nella sua "Cosmographia Universalis" vogliamo alludere alle scelte che egli fece circa cosa illustrare e come raccontare il Mondo.
La trascuratezza per ciò che è extraeuropeo deriva da un aspetto legato alla diversa sensibilità che l'uomo rinascimentale poteva avere rispetto all'uomo d'oggi.
L'edizione canonica latina del 1550 della "Cosmographia" di Sebastian Münster fece un uso minore dei legni già apparsi nella Geographia del 1545, presentando una mole notevole di nuovo materiale.
In tutto si contano 14 carte geografiche a doppia pagina, introdotte dal mappamondo moderno nella tipica proiezione ovale, che fu preparato appositamente per questa nuova pubblicazione, e da quello tolemaico, quindi sono illustrati i territori di Europa, Spagna, Gallia, Germania, Helvezia, Svevia e Baviera, Boemia, Polonia e Ungheria, Grecia, India, Africa, Mondo Nuovo.
Con il passare degli anni e il susseguirsi delle ristampe, l'editore Heinrich Petri investì nella Cosmographia, ampliando il numero di immagini che la adornavano.
La medesima cosa fu fatta da Sebastian Petri, ma mancando sempre più, padre e figlio, di quella attenzione alla qualità che, vivo Münster, era stata data.
Gerardo Mercatore è stato in ambito cartografico uno dei grandissimi, autore sul finire del sedicesimo secolo del più controllato, aggiornato, matematico atlante che l'uomo avesse saputo creare fino ad allora.
Gerardo Mercatore, nome italianizzato di Gerhard Kremer, derivava da una famiglia modesta. Era nato nel marzo del 1512 a Rupelmonde, un villaggio poco a sud della grande Anversa e avrebbe dovuto intraprendere la carriera sacerdotale, se il Destino non avesse provveduto diversamente.
Risale al 1537 la prima produzione cartografica di Mercatore, indipendente in ogni ambito, dal disegno, alla preparazione della lastra di rame, alla stampa, la Amplissima Terræ Sanctæ Descriptio ad utriusque testamenti intelligentiam di cui sopravvive un ultimo esemplare custodito a Perugia nella biblioteca comunale.
Le vicissitudini giudiziarie di Mercatore furono motivate da aspetti religiosi, ma considerando le aspirazioni di tipo erasmiano e vicine ad ideali di conciliazione, che anche dalla sua produzione traspaiono, appare chiaro come egli fu vittima di una situazione politica che nei territori spagnoli ove Mercatore era nato e vissuto si era fatta tesissima.
I territori fiamminghi nel XVI secolo furono scossi da fermenti religiosi che andavano intrecciandosi con interessi politici e Mercatore non riuscì a restarne completamente estraneo.
Mercatore a Duisburg, accanto alla consueta attività, poté riprendere a pubblicare carte geografiche, in particolare risale al 1554 una monumentale carta d'Europa in ben quindici fogli che lo fece assurgere a miglior cartografo del tempo.
Il mappamondo di Mercatore del 1569 è la rappresentazione cartografica che segna un punto di svolta nella sua produzione che presto inizierà a vivere di raccolte di carte e non più di eccellenti mappe singole.
La "Chronologia" di Mercatore è il volume a cui è affidato l'onere di iniziare un nuovo ambizioso enciclopedico progetto del quasi sessantenne Mercatore; probabilmente Gerardo ci stava pensando da qualche anno, col supporto dei figli.
L'Atlas di Mercatore è il principale pilastro cinquecentesco della cultura cartografica europea.
Tempus fugit e papà Gerardo, benché ampiamente aiutato dal figlio Rumold e dai giovani nipoti appositamente istruiti nelle scienze geografiche ed incisorie, nel 1585 contava settantatré primavere e un corpus di materiale finito relativo solo alla Francia, al Belgio, ai Paesi Bassi e ai territori germanici; lontanissimo dal completamento di un atlante di carte mondiali, ma sufficiente per stampare un singolo volume.
Riconoscere le carte di Mercatore è immediato. Che si tratti di una carta continentale, piuttosto che dei dettagli di una regione, molti elementi si ripetono, altri girano attorno a poche varianti.
Tutto ciò rende tutt'altro che complesso riconoscere le carte di Mercatore.
Il procedere lento dell'Atlas di Mercatore ebbe più cause.
Alcuni sostengono addirittura che egli abbia temporeggiato per dare modo all'amico Ortelio di pubblicare il suo Theatrum e di goderne i primi frutti economici prima di fargli concorrenza con un libro che sapeva sarebbe stato superiore.
Di sicuro, invece, una causa ben più seria fu la meticolosità di Mercatore nel vagliare i documenti in suo possesso.
Diamo qui una traduzione libera della storia di Atlante così come Mercatore scrive nella prefazione del suo "Atlas" nell'edizione del 1595. Nell'articolo successivo sarà possibile leggere il testo integrale originario latino della PRÆFATIO in Atlantem.
Atlante, nato di nobile stirpe, fu re di Mauritania, gli fu padre Cielo e madre Titea, la Terra; suo nonno era Sole, Re di Fenicia. Nonno e padre ebbero questi nomi in onore della loro grande erudizione in astronomia e scienze naturali.
Atlas rex Mauretaniae & regio stemmate natus, patrem habuit Terrenum siue indigenam, iuxta Eusebij ex antiquißimis historicis testimonium, qui fuit Caelus cognominatus, & matrem Titeam, cognomine Terram, auum paternum simulque maternum Elium siue Solem regem Phoeniciae, qui cum vxore Beruth in Biblo habitat ambos insigniter in Astronomia & naturalibus disciplinis versatos, ita ut eruditionis gratia Solis & Caeli nominibus digni haberentur.
La fortuna dell'atlante di Mercatore fu enorme, benché non giungesse immediata come accadde ad Ortelio, e richiese l'intervento del giovane Hondius.
Il Theatrum Orbis Terrarum subito dal suo apparire macinò vendite, quindi ristampe con aggiornamenti e poté dotarsi di un apparato storico.
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Il prossimo appuntamento sarà ad ottobre con l'edizione di autunno del Mercanteinfiera di Parma
Inseriremo ogni informazione nella pagina dedicata al Mercanteinfiera autunno 2026.


