Narcisus

stampa antica narciso de bry
  • Autore: Johann Theodor de Bry
  • Epoca: 1626
  • Misure: 18,2 x 27 cm l'incisione; 20,1 x 31,5 cm il foglio
  • Prezzo: venduto

In questa stampa antica si cerca di dare forma alla variegata famiglia del fiore narciso di cui si illustrano ben sette varietà differenti; nel lato destro appaiono tre “Narcisus de Campe” ed in basso il piccolo “Pseudonarcisus”, sulla sinistra vi sono il “Narcisus luteus”, il “Narcisus Calice luteo” ed il “Narcisus Nompareille”. Appaiono come periscopi, che scrutano sospettosi in ogni direzione, o trombette e tromboni, ciascuno impegnato nella sua musica.

L'incisione fu fatta da Johann Theodor de Bry per il suo “Florilegium Novum” e riappare immutata nella Anthologia magna, Sive Florilegium novum & absolutum curata da Matthäus Merian il vecchio nel 1626.

Questa stampa antica con i narcisi deriva da una selezione delle più belle incisioni di fiori curate da Johann Theodor de Bry ed integrate da Matthäus Merian il vecchio per la Anthologia magna, florilegio edito nel 1626 presso la Officina Bryana di Francoforte sul Meno.

Il foglio presenta una lacerazione, richiusa, nell'angolo inferiore sinistro che entra appena nell'inciso senza toccare lo stelo del narciso a calice giallo.

Johann Theodor de Bry (1561-1623) era figlio di Theodor de Bry, esponente di una famiglia ricca e ragguardevole di orafi ed incisori, quindi anche editori; egli aveva seguito il padre da Strasburgo, città natale, ad Anversa, a Londra, a Francoforte sul Meno pare per sfuggire alle persecuzioni religiose, anche se studi recenti sembrano sminuire questa causa.
Johann Theodor de Bry divenne meno noto come ideatore di soggetti rispetto al celebre padre, ma si segnalò come incisore, per la critica superando anche il genitore. Fu lui a disegnare ed intagliare molte delle lastre di fiori del “Florilegium novum” del 1611 la cui qualità incisoria è eccelsa. Nelle stampe antiche che lo compongono l'insuperabile maestria per la quale de Bry era noto emerge prepotentemente, con una cura ed una costruzione delle linee con sfumature sottili che denotano la mano di un vero maestro.
Il Florilegium Novum di Johann Theodor de Bry si rivelò un lavoro a fasi ed oggi è complicato descrivere una “copia ideale”, essendo gli esemplari in circolazione dissimili per numero e tipologia di tavole contenute, tuttavia possiamo dire che il volume del 1611 con 55 incisioni fu seguito da un secondo stampato nel 1613 che portava il totale a 79 lastre, che divennero 90 col volume del 1614 e 114 con quello del 1615.

Nel 1625, due anni dopo la scomparsa di Johann Theodor de Bry, l'officina, che lo stesso aveva trasferito da Oppenheim a Francoforte sul Meno nel 1620, fu presa in gestione da Matthäus Merian il vecchio (1593-1650), genero del de Bry, avendone sposato la figlia nel 1617. Sarà Merian a curare la pubblicazione della Anthologia magna, Sive Florilegium novum & absolutum, florilegio composto da 142 incisioni che, pur mutato di titolo, costituisce la prosecuzione ampliata del Florilegium Novum, riutilizzandone le lastre, a cominciare da quella del frontespizio formata da un giardino che appare dietro una quinta architettonica, con l'aggiunta di una trentina di raffigurazioni botaniche incise probabilmente dallo stesso Merian.

Agli inizi del seicento la coltivazione delle piante ornamentali nei giardini europei soppiantò l'interesse per i semplici e le piante medicinali che aveva caratterizzato il secolo precedente, favorita dall'arrivo di essenze sia dal Nuovo Mondo, sia soprattutto dalla più vicina Penisola Balcanica ed Asia Orientale. In special modo destarono molto interesse le piante a bulbo, come le fritillarie, gli iris, i gigli, i narcisi ed i tulipani che, proprio negli anni di pubblicazione della Anthologia magna, conoscevano in Olanda una crescita smisurata dei prezzi destinata a condurre alla famosa “bolla dei tulipani” del 1637.

Le stampe antiche di fiori della Anthologia magna curate da Johann Theodor de Bry sono organizzate per genere, presentando spesso un numero cospicuo di varietà. Essendo un florilegio e non un erbario, l'intento è edonistico e non conoscitivo, pertanto non vi è un testo accompagnatorio e viene mostrata la parte della pianta con lo stelo ed i fiori nel massimo della loro bellezza, assai occasionale è la raffigurazione del vegetale intero con le radici od il bulbo. Mancando ancora il concetto di classificazione, i fiori vengono indicati col nome seguito da una o due caratteristiche, quali il colore dei petali e/o una peculiarità.
L'incisione del de Bry è della massima raffinatezza: crea la forma, i giochi di luce, la tridimensionalità; manca solo il colore che una mano capace con delicatezza ha aggiunto in tempi più recenti.


Stampe decorative

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