Du Quarré Naval.

stampa antica paul hoste pl131
  • Autore: Paul Hoste
  • Epoca: 1697
  • Misure: 23,5 x 35,8 cm il foglio
  • Prezzo: 150 euro
  • Codice: (ph7)

Nella stampa antica si descrive l'uso “du Quarré Naval” per semplificare i movimenti dei vascelli in rapporto alle manovre richieste.
Nella metà superiore si presenta una flotta disposta su tre linee che avanza controvento secondo la direzione D-B, sospinta dal vento che soffia come mostrato dalla testa di putto sulla nuvola. Ciascun officiale saprà che dovrà disporsi a babordo o a tribordo parimenti a come si disporranno gli altri vascelli della sua colonna ed il quadrato lo agevolerà nella direzione da prendere.

Nella metà inferiore si suppone il caso in cui i vascelli organizzati in colonne debbano virare, mantenendo la medesima organizzazione. In tale circostanza dopo che l'imbarcazione H avrà preso la nuova direzione, seguita da quelle della sua colonna, il vascello L dovrà proseguire fino a quando la diagonale B-D del suo quadrato navale non coincida con la prua della nave H, allorquando virerà in direzione G-C del suo “Quarré Naval”. Il più lontano vascello P eseguirà la medesima operazione, avendo il punto T come riferimento.

Conservazione del foglio buona, malgrado sia visibile del cielo del riquadro superiore un segno scuro di inchiostro. La coloritura, incisiva e calda, è stesa in tempi più recenti.

La stampa antica con l'uso “du Quarré Naval” deriva da L'Art des armées navales, ou Traité des evolutions navales del gesuita francese Paul Hoste nella prima edizione stampata a Lione nel 1697.

Paul Hoste è ricordato soprattutto per L'Art des armées navales, il più influente trattato di tattica navale del suo tempo, tanto acclamato da divenire il riferimento per altre opere simili come “Tactique navale, ou Traité des évolutions et des signaux” (1763) di Sébastien-François Bigot visconte di Morogues; “Le Manœuvrier, ou Essai sur la Théorie et la Pratique des Mouvements du Navire et des Évolutions navales” (1765) di Jacques-Pierre Bourdé de La Villehuet; “L'Art de la guerre sur mer, ou Tactique navale” (1787) del visconte di Grenier sur Mer; “An Essay on naval tactics, systematical and historical” (1790) di John Clerk.

Dalla metà del seicento alla base della tattica navale c'era l'idea che la flotta dovesse manovrare mantenendosi in colonna in modo da formare una linea capace di presentare al nemico il maggior numero possibile di bocche da fuoco ed è alla descrizione dei movimenti navali nelle molteplici situazioni teoriche che si dedicò Paul Hoste, accompagnando la parte testuale con numerose ed assai decorative stampe antiche di evoluzioni navali che vogliono aiutare nella comprensione di ogni singola manovra.

In effetti, le incisioni colpiscono per la grazia compositiva; poche lettere e qualche tratteggio indicano che si tratta di un lavoro scientifico, il quale altrimenti appare unicamente come una indovinata raffigurazione di mare, con un putto tra le nuvole che indica la direzione del vento, con i galeoni accuratamente disegnati, con le onde che dolcemente rompono la tranquillità delle acque, con la costa che appare ora da un lato ora da un altro.


Stampe decorative

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