- Autore: Jean Baptiste de Poilly
- Epoca: fine '700
- Misure: 28,4 x 41,2 cm l'incisione; 31,7 x 43,8 cm il foglio
- Prezzo: venduto
Interessante stampa antica con la Natività del pittore rinascimentale Gaudenzio Ferrari incisa da Jean Baptiste de Poilly e raccolta in principio del Recueil d'estampes d'après les plus beaux tableaux et d'après les plus beaux desseins qui sont en France dans le Cabinet du Roy, dans celuy de Monseigneur le Duc d'Orléans, & dans d'autres Cabinets, opera commissionata dal collezionista francese Pierre Crozat negli anni venti del settecento.
Nel basso dopo il titolo “Nativité de Jesus Christ” appare l'indicazione “Tableau de Gaudentio Ferrari, qui est dans le Cabinet du Roy”; in effetti di quella che viene considerata tra le pitture migliori del Ferrari ne sarebbero state eseguite due versioni, una conosciuta come la “Natività con donatore”, oggi conservata in Florida nel John and Mable Ringling Museum of Art della città di Sarasota, ed una seconda, se non autografa di un circolo molto stretto, che entrò nelle collezioni reali francesi e che si ritiene perduta durante la seconda guerra mondiale. La differenza tra le due pitture consta solo nella presenza nell'olio su legno di Sarasota, proprio dietro il piede dell'angioletto, della mitra del donatore che recenti studi hanno identificato nel Vescovo di Novara, e futuro arcivescovo di Milano, Giovanni Angelo Arcimboldi, committente del quadro.
Felice è il lavoro dell'incisore Jean Baptiste de Poilly, tra gli esponenti più noti della famiglia di incisori e librai francesi de Poilly, nel rendere la devozione e solennità dell'evento. Il Bambinello, quasi sollevato da due angioletti, si protende verso la Vergine le cui mani sono incrociate sotto il seno e la cui veste accoglie e protegge il figlio; sulla sinistra un anziano San Giuseppe si inginocchia reggendosi ad un bastone, mentre con deferenza si leva il copricapo; sulla destra la figura dell'Arcimboldi volge pietosamente lo sguardo verso Gesù Bambino. In secondo piano nell'ombra si intravvedono il bue e l'asinello e nel cielo due putti portano un nastro non ancora svelato.
Il nostro esemplare non reca il numero 81 nell'angolo basso di destra che numerava le stampe antiche all'interno delle diverse edizioni del Recueil d'estampes, raccolta conosciuta anche come “Recueil Crozat”, evidentemente in quanto abraso. Questo aspetto unitamente alla carta adoperata spinge la datazione a dopo il 1763, anno in cui fu pubblicato per l'ultima volta il Recueil d'estampes.
Il foglio della stampa antica con la “Nativité de Jesus Christ” di Gaudenzio Ferrari incisa da Jean Baptiste de Poilly si presenta con una buona inchiostratura e margini adeguati, seppure non ampi. Solo osservandola nel retro in controluce si scopre una lacerazione, mirabilmente restaurata ed assolutamente invisibile dal davanti, che entrava nell'inciso all'altezza del bue per finire con una forma a mezzaluna sopra i capelli di San Giuseppe.

