- Autore: Giorgius Iacoboni
- Epoca: 1740
- Misure: 41 x 65 cm il foglio
- Prezzo: venduto
Stampa antica delineata da Giorgius Iacoboni ed incisa a Roma da Hyeronimus Frezza con San Filippo Neri in estasi ai piedi della croce della Santissima Trinità.
Il disegnatore ha creato il soggetto unendo più tele del pittore bolognese Guido Reni; in effetti tutta la parte con la Trinità, circondata da un coro di volti angelici e da due angeli a figura intera ai lati della croce, riprende la pala d'altare dipinta da Guido Reni nel 1625 e conservata nella chiesa romana della Santissima Trinità dei Pellegrini, mentre la raffigurazione di San Filippo Neri in abiti sacerdotali posto in ginocchio, con il giglio bianco ai piedi e lo sguardo supplice è la stessa rappresentazione che Guido Reni ne fece nella sua Estasi della Madonna, tela pensata per l'altare della chiesa di Santa Maria in Vallicella a Roma.
Le figure in basso a sinistra sono quei pellegrini poveri e malati che San Filippo Neri aveva voluto aiutare fondando la sua Arciconfraternita nel 1548, come si ricorda nel basso con la scritta ARCHICONFRATERNITAS S.mæ TRINITATIS OPERA ET CONSILIO S. PHILIPPI NERIJ FUNDATA ANNO DÑI MDXLVIII.
Subito sotto si legge il Salmo RESPICE DE COELO ET VIDE ET VISITA VINEAM ISTAM ET PERFICE EAM QVAM PLANTAVIT DEXTERA TVA -[Dio delle Virtù] rivolgi l'attenzione dal cielo e vedi e visita questa vigna e perfeziona quella che piantò la tua destra- preghiera che si adottò durante la cerimonia funebre del Santo.
L'incisore Hyeronimus Frezza ha saputo rendere con sapienza tutti i volti e tutte le emozioni della composizione, dall'alto dell'esperienza dei suoi 69 anni al momento dell'incisione.
Il foglio si presenta ben conservato e con una inchiostratura molto buona, con il solo difetto di avere il margine superiore ed inferiore ridotto alla battuta del rame; osservandolo controluce si notano interventi di restauro professionale su uno strappo che dal bordo basso raggiunge il giglio più alto ed alcuni fori di tarlo di forma leggermente allungata dei quali uno ha causato la cancellazione della lettera A nella parola del titolo ARCHICONFRATERNITAS; un secondo è nella parte poco incisa sopra la testa del pellegrino penitente; un terzo si trova tra le pieghe del mantello del Padre sull'estrema sinistra; un quarto tra i capelli del volto del Padre. Sono tutti difetti perfettamente restaurati e non percettibili se non con una attenta ricerca.
Inseriamo tre ingrandimenti per meglio apprezzare questa grande stampa antica da Guido Reni:




