NOUVELLE MAPPE-MONDE

mappaondo antico bailleul
  • Autore: Nicolas Bailleul
  • Epoca: 1752 ca.
  • Misure: 75,6 x 54,8 cm il foglio
  • Prezzo: 4800 euro
  • Codice: (482)

Impressionante per ricchezza e bellezza dei decori, questo mappamondo antico si segnala per essere tra i più spettacolari che siano stati ideati nella Francia illuminista.
Fu disegnato ed inciso da Ferdinand Delamonce su commissione di Nicolas Bailleul il quale lo dedicò a Bertrand René Pallu, all'epoca personaggio di prestigio, essendo commissario a Lione di Re Luigi XV. In effetti il titolo del mappamondo recita “Nouvelle Mappe-Monde [...] Dédiée à Messire Bertrand René Pallu, Intendant de la Ville et Generalité de Lyon, par son trés humble et obeiss.t serviteur Bailleul le jeune”, mentre nell'angolo basso sulla sinistra si legge la precisazione “Delamonce Inv. et del.”.

I due emisferi sono immersi in una composizione di figure senza pari. Nel basso troviamo le allegorie dei quattro continenti: dell'Europa, accompagnata da un cavallo, si colgono la forza militare e la cristianità; dell'islamica Asia, alle cui spalle appare un cammello, il simbolo è dell'incenso che brucia; l'ignuda Africa regge arco e freccia e l'elefante è l'animale che l'accompagna, mentre ai piedi dell'America vestita di piume, selvaggia e pericolosa, nell'ombra si cela un alligatore.

Simmetricamente nella parte superiore, come un cielo, si trovano i pianeti. A sinistra si riconoscono quelli esterni: in ombra Marte con la lancia, quindi Giove con le saette e l'aquila; Saturno con il falcetto e la falce, e subito dietro la Terra. Due figure femminili sedute sono allegoriche dell'astronomia.
Sul lato di destra si affacciano i pianeti interni: Mercurio col caduceo si rivolge alla sensuale Venere, mentre la Luna indica lontano. Le due figure femminili sedute alludono alla geografia.

I quattro angoli con queste composizioni sono intervallati dagli emisferi celesti, il boreale in alto e l'australe in basso, nei quali le costellazioni sono rappresentate figuratamente tutte, ma senza confusione.

Come se questo profluvio di allegorie e figure non bastasse, nelle spalle laterali sono disegnate due colonne sulle quali pendono dieci diagrammi circolari di carattere astronomico con l'immaginifica raffigurazione del disco del Sole; l'inclinazione della Terra al solstizio d'estate; la teoria Copernicana; la teoria di Tycho-Brahe; come si forma una eclisse di Sole; la faccia della Luna; l'inclinazione della Terra al solstizio d'inverno; la teoria celeste Tolemaica; la teoria planetaria di Cartesio; la posizione Terra-Sole nell'eclisse di Luna.

I due emisferi del Mappamondo presentano la Terra in linea con le conoscenze del tempo, senza prendere posizione circa le incertezze che ancora esistevano. Pertanto tutta la parte del Pacifico settentrionale e dell'America che lì si affaccia è lasciata in bianco; nell'estremo sud è indicata solo una generica “Terres Australes Inconnues” con piccoli lembi di costa sicuramente avvistati nei secoli dai marinai ed il minaccioso schieramento di iceberg alti 300 piedi osservati il 25 gennaio 1738 a 50 gradi di latitudine sud.
La Tasmania, pur essendo colorata in rosa, appare unita all'Australia, tinta in verde, alla quale manca la parte più orientale, ma le appartiene la Nuova Guinea grazie ad un arco di terra che copre lo stretto di Torres, prossimo ad essere riscoperto. Ancora da esplorare direttamente è l'area del Giappone a nord del quale si prospetta la Terra di Ieço -plausibilmente l'isola di Hokkaido-, l'Isola dell'Armur ed altri incerti lembi di terra. A nord della Siberia l'isola Nova Zembla viene mostrata come una penisola del territorio russo.

Il Mappamondo fu stampato a Lione da Jean-Louis Daudet, esponente di una famiglia di incisori, editori e venditori di stampe che fece una discreta fortuna nel settecento, e che collaborò con Nicolas Bailleul dopo il 1744 quando questi giunse a Lione da Parigi dove si era formato ed aveva collaborato con il fratello maggiore François come incisore anche di lettere ed iscrizioni, lavoro delicato e specialistico a cui si dedicarono pochi artisti.

Dopo questo stato il Mappamondo ne conobbe un secondo, oggi meno raro, venendo ristampato più volte fino agli anni settanta del settecento, con delle variazioni significative nella delineazione della Terra principalmente in nord America ed in Australia.

Il foglio è conservato in modo invidiabile, malgrado sia stato incollato in tempi remoti ad una tela chiusa lungo tutto il perimetro da un risvolto di carta dorata che per meno di un centimetro copre i margini bianchi del mappamondo. La leggera coloritura dei confini dei continenti è dell'epoca in linea con la tradizione cartografica francese del settecento.
L'inchiostratura è perfetta e ricca di toni. È presente la piega editoriale a testimonianza dell'inserimento in un atlante, probabilmente composito, di cui non abbiamo trovato indicazioni.

Inseriamo gli ingrandimenti di questo prezioso mappamondo, tra i migliori del XVIII secolo in Francia, il cui titolo completo recita: “ Nouvelle Mappe-Monde avec la representation des deux Emispheres Celestes, les Disques du Soleil, et de la Lune, et les diferents sentiments sur le mouvem.t des Planetes.”

mappamondo antico bailleul

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