- Autore: Johann Baptist Homann
- Epoca: 1715 ca.
- Misure: 61,8 x 52,9 cm il foglio
- Prezzo: 850 euro
- Codice: (99)
Il “Geographische Universal-Zeig und Schlag-Uhr” è tra le incisioni più curiose ed affascinanti pubblicate da Johann Baptist Homann, raccolto nel suo Atlas Novus terrarum orbis imperia, regna et status.
Illustra un orologio costruito dal maestro artigiano Zacharia Landeck (benché nella stampa antica sia indicato Landteck) nel 1705, divenuto la sua realizzazione più famosa e l'antenato degli orologi per le ore universali.
In effetti, non si limitava a segnare l'ora, ma permetteva di conoscere l'orario in qualsiasi luogo dell'emisfero settentrionale, indicando la posizione del sole a mezzogiorno, il momento dell'alba e del tramonto in ogni giorno dell'anno.
Nel quadrante più esterno era possibile leggere l'ora locale segnata dal sole che ruotava assieme al cielo diurno e notturno; parimenti vi appariva il mese e lo zodiaco posti in un quadrante a rotazione autonoma.
Nella parte più interna è disegnata la Terra attraverso una proiezione zenitale polare fino all'equatore alquanto arcaica secondo gli standard dell'Homann, come testimonia la forma seicentesca del Giappone o la California mostrata ancora quale isola. Grazie ad una calotta mobile in vetro opaco è possibile capire quanta parte della Terra sia al sole e quanta nel buio della notte, unitamente agli orari e luoghi dell'alba e del tramonto.
Nelle due spalle di testo in tedesco, Landeck espone il funzionamento del suo orologio, anche con esempi, evidenziando il legame tra la misurazione della durata del tempo e la determinazione della longitudine, aspetto di grande importanza in ambito nautico ed in subordine nelle misurazioni delle distanze.
Tutti gli ingranaggi sono alloggiati in una struttura in legno abbastanza semplice, la quale, secondo le parole di Landeck, può essere esteticamente migliorata.
Sappiamo che l'orologio rimase nella Fembohaus, storico palazzo sede della casa editrice Homann a Norimberga, fino alla chiusura della ditta nel 1852 quando venne venduto. Riapparve nel 1905 acquistato a Worms dall'orologiaio di corte Gustav Speckhart. Dopo la sua morte nel 1919 entrò nella disponibilità dell'importante collezionista di Amburgo Heinrich Niels Antoine-Feill per passare nel 2005 nel museo svizzero dell'orologeria di La Chaux-de-Fonds, cittadina a nord del lago di Neuchâtel, dove oggi è esposto.
Sono conosciute almeno quattro versioni del “Geographische Universal-Zeig und Schlag-Uhr” di Homann, originate probabilmente da due lastre distinte.
La nostra è quella con l'aggiunta “Der Rom. Kayferl. Maj. Geographi, und Mitglied der der Königl. Preuss. Societ. der Wissenschassten neulich erfundene” sotto il nome di Iohann Baptist Homann e con l'ulteriore inserimento del privilegio “Cum Privilegio Sac. Caes. Majestatis” sotto a Zacharia Landteck in quello che dovrebbe essere il primo e più diffuso rame. Variazioni che lo datato a dopo il 1715 anno nel quale Homann divenne membro della recentemente fondata Accademia prussiana delle scienze con sede a Berlino e nel quale ottenne dall'Imperatore del Sacro Romano Impero Carlo VI il privilegio.
Il foglio presenta la consueta accurata coloritura d'epoca delle produzioni di casa Homann; la conservazione è molto buona anche grazie alla chiusura di qualche lacerazione marginale, con un'unica che entra nell'inciso fino a lambire il piedino destro dell'orologio. La piega editoriale è sana. È presente un lievissimo foxing, soprattutto lungo i margini più esterni ed una macchia insignificante sulla sinistra del testo introduttivo.
Inseriamo i dettagli della metà sinistra e destra del “Geographische Universal-Zeig und Schlag-Uhr” di Johann Baptist Homann:



