- Autore: Tommaso Porcacchi
- Epoca: 1620
- Misure: 14,9 x 11 cm l'incisione; 22,5 x 32 cm il foglio
- Prezzo: 560 euro
- Codice: (481)
Mappamondo antico inciso dal padovano Girolamo Porro, buon disegnatore ed abile intagliatore in rame, per L'Isole più famose del Mondo, opera geografica di Tommaso Porcacchi, nato a Castiglione Fiorentino nel 1532, ma lungamente vissuto a Venezia dove esercitò con successo e costanza l'attività di scrittore, traduttore e curatore editoriale.
“L'Isole più famose del Mondo” apparve in principio nel 1572 e fu concepita avendo come modello gli isolari rinascimentali, tuttavia ampliandoli alle nuove scoperte e ad alcune realtà geografiche come penisole o continenti.
L'isolario del Porcacchi conobbe parecchie edizioni, riconoscibili da alcune piccole differenze editoriali; il nostro esemplare con la “Descrittione del mappamondo” risale a “L'Isole più famose del Mondo descritte da Thomaso Porcacchi da Castiglione Arretino” stampato a Padova dai fratelli Paolo e Francesco Galignani nel 1620 e dedicato all'illustrissimo e reverendissimo monsignor Giovanni Francesco Morosini, Abate di Leno, Abbazia oggi scomparsa.
L'incisione è posta in testa al capitolo sulla “Descrittione del mappamondo” e raffigura la Terra avendo come modello la mappa del Mondo disegnata dal Gastaldi nel 1561. La forma è in ovale, la più in auge nella seconda metà del XVI secolo, scelta anche dal celeberrimo Ortelius per le versioni del suo mappamondo.
Il disegno della forma della Terra è tra i migliori della fine del cinquecento, quando il nord America stava iniziando a delinearsi, lo stretto di Anian tra Asia ed America era appena apparso nelle mappe, tutta l'Australia e la Terra del fuoco venivano ancora inglobate nell'immensa Terra incognita meridionale, unica ad essere costellata da montagnole, che caratterizzerà i mappamondi fino alla fine del seicento. L'Africa ha una forma allungata e l'America meridionale è tozza.
Il foglio è conservato in maniera egregia ed abbellito da una coloritura ben fatta che esalta i continenti; l'inchiostratura invece appare un po' stanca nella zona dell'Africa, segno di un rame che stava col tempo consumandosi.

