ORBIS VETERIBUS NOTUS

orbis veteribus notus santini
  • Autore: Francesco Santini
  • Epoca: 1779
  • Misure: 73,7 x 50,5 cm il foglio
  • Prezzo: 350 euro
  • Codice: (206)

Grande carta geografica dedicata al mondo conosciuto dagli Antichi, come il titolo “Orbis Veteribus Notus” indica. Fu disegnata da Jean Baptiste Bourguignon D'Anville nel 1763 ed edita nell'Atlas Universel del veneziano Francesco Santini nella prima edizione del 1779.

Riferendosi al mondo classico, descrive i territori che furono dell'Impero di Alessandro Magno e Romano, allargandosi oltre l'Indo secondo le conoscenze tramandate da Tolomeo; pertanto l'Europa è ampiamente descritta, mentre dell'Africa appare unicamente il nord e dell'Asia l'area mediorientale fino alla penisola indiana.
Anche le indicazioni geografiche sono collegate agli Antichi, così le Canarie sono le isole Fortunate; lo stretto di Gibilterra è indicato come le colonne d'Ercole (Fretum Herculeum); Marocco ed Algeria sono la Mauritania e la Numidia, come la Francia è la Gallia; il Mar Nero è il Ponto Euxino; appaiono in evidenza Cartagine, Aquileia, Palmira, solo per citare alcune città all'epoca importanti ed oggi scomparse o secondarie. In Africa il corso del Nilo ha inizio dai celebri monti della Luna, mentre le Maldive sono le 1378 isole prima di Taprobana -l'odierna Ceylon- secondo Tolomeo.
Quindi su un impianto geografico moderno per l'epoca viene descritto quello che per gli Antichi era l'Ecumene, la cui parte più orientale è completata nel riquadro in alto a sinistra.

Nell'angolo opposto è collocato il titolo “Orbis Veteribus Notus”, con la dedica al Serenissimo Principe Luigi Filippo duca d'Orléans “auspiciis Serenissimi Principis Ludovici Philippi Aurelianorum Ducis”, racchiuso da un elegante cartiglio con allegorie delle arti scientifiche sulla sinistra e letterarie sulla destra.

Francesco Santini assieme al fratello Paolo furono gli autori dell'Atlas Universel dressé sur les meilleures cartes modernes pubblicato a Venezia tra il 1776 ed il 1779 composto da mappe incise con gusto secondo la migliore tradizione veneta, ma costruite adoperando quali fonti le più aggiornate cartografie francesi. L'atlante non ebbe successo, tanto che difficoltà economiche costrinsero i Santini a cedere le lastre dell'opera nel 1781 ai Remondini di Bassano i quali le ristamparono nel 1784 non prima di aver aggiunto il loro “chez M. Remondini” nel cartiglio di ogni tavola.

Esemplare stampato sulla abituale carta robusta, frusciante e filigranata scelta dai Santini, quindi privo di strappi o difetti. Purtroppo il margine inferiore è limitato alla battuta del rame e traspare dal retro come un alone giallo la colla usata per unire il foglio alla brachetta dell'atlante.


Appuntamenti

Il prossimo appuntamento sarà ad ottobre con l'edizione di autunno del Mercanteinfiera di Parmastand mercanteinfiera 2025
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