- Autore: Jan Barend Elwe
- Epoca: 1792
- Misure: 56,1 x 46,8 l'incisione; 65,2 x 55,8 cm il foglio
- Prezzo: 580 euro
- Codice: (47)
Carta geografica antica dell'Italia politica pubblicata nel 1792 ad Amsterdam da Jan Barend Elwe all'interno del suo Atlas.
Elwe è stato un secondario editore olandese attivo tra la fine del settecento e il 1815, anno della morte; in ambito cartografico si cimentò nel suo “Atlas” del 1792, ristampato nel 1808, composto da mappe copiate da autori prevalentemente francesi quali Sanson, Jaillot e de l'Isle. Le sue carte geografiche non brillano pertanto per originalità, ma piuttosto per rarità, non essendo un autore esclusivamente impegnato nella cartografia.
Questa carta geografica d'Italia venne disegnata riprendendo la analoga che Guillaume de l'Isle stampò nel 1700, come si precisa nel cartiglio, lievemente ridimensionandola nei quattro lati, tanto che Minorca, Malta, Zante non appaiono più, e spostando le numerose scale grafiche dalla Francia al Mediterraneo.
Invero, l'Italia del de l'Isle ebbe un notevole successo conoscendo frequenti ristampe tra cui a cura di Covens & Mortier, di Ottens, di Dezauche-Buache, o riprese come quella del Senex. D'altronde, la tavola d'Italia di de l'Isle rappresentava un notevole passo avanti rispetto al lavoro maginiano del 1608, migliorando la conformazione dei profili costieri, correggendo la proiezione geografica della Penisola e della Sardegna in particolare, proponendo un modello di carta nuovo e diverso da quelli sinora osservati e che sarà superato dalla carta d'Italia del D'Anville del 1743.
L'Elwe ripropone il medesimo cartiglio del de l'Isle composto da figure che rimandano alle arti italiane ed al potere papale, conservando il titolo “L'Italie Dressée sur les observations de Mrs de l'Academie Royale des Sciences sur celles du R. P. Riccioli de la Compagnie de Jesus, et autres Astronomes du pays”. Cambia la coloritura: se i francesi coloravano le loro mappe unicamente lungo i confini politici adoperando le tinte giallo, rosa, verde, Jan Barend Elwe preferisce seguire la scuola tedesca colorando anche l'interno degli Stati italiani, ottenendo un più gradevole risultato estetico ed una migliore leggibilità. Inserisce inoltre un fitto tratteggio orizzontale lungo le coste, rendendo meno brusco il passaggio dal bianco del mare al colore della terra.
Esemplare conservato egregiamente: la piega editoriale è integra, come i margini, regolari e adeguatamente ampi. I colori sono ben stesi ed equilibrati tra loro. L'inchiostratura è stanca nel Ducato di Parma tanto che alcuni nomi ed indicazioni geografiche si fatica a comprenderli. Nel cartiglio la datazione MDCCXCII sembra cancellata da una riga d'inchiostro, in realtà si tratta di una fessurazione della lastra che si manifesta come un tratto sulle lettere della data.
Inseriamo due ingrandimenti della carta geografica antica dell'Italia di Jan Barend Elwe:



