- Autore: Abraham Ortelius
- Epoca: 1584
- Misure: 32,4 x 48,6 cm l'incisione; 41,3 x 51,1 cm il foglio
- Prezzo: 550 euro
- Codice: (197)
Bella ed elegante carta geografica della Toscana storica disegnata da Abraham Ortelius col titolo “Tusciae antiquae typus” per essere inserita nel suo Parergon nell'edizione con testo latino del 1584.
Composto da sole carte storiche, tema caro ad Ortelio, il Parergon è un atlante in riferimento al quale lo studioso di cartografia Cor Koeman sottolinea come debba essere considerato un lavoro personale di Ortelio in quanto per quest'opera non copiò, come per il "Theatrum Orbis Terrarum", mappe di altri cartografi, ma le disegnò lui stesso dando spazio alle regioni e territori del mondo classico e biblico. Pertanto le carte geografiche del Parergon posso essere considerate l'impresa più originale dell'Ortelius e la più importante del genere nel XVI secolo.
Grazie ai grandi caratteri tinti di rosso, appare con evidenza la divisione del territorio toscano tra Etruria Transciminia, Etruria Maritima ed Etruria Lartheniana corrispondenti alla attuale Toscana centro-settentrionale, alla Toscana costiera ed al Patrimonio di San Pietro, ovverosia al Lazio a nord di Roma.
Sono indicate le città esistenti durante il periodo Etrusco e Romano, talvolta con l'aggiunta di una notazione od una specifica dopo il nome, tanto da creare una carta geografica della Toscana storica ricca di informazioni, benché in apparenza scarna di toponimi. In effetti, nella cartella posta in basso a sinistra vengono elencati quei luoghi della Tuscia per i quali l'esatta posizione era ignota ad Ortelio, le cui fonti classiche possono essere ricondotte tra gli altri a Virgilio, Livio, Plinio.
La linea costiera e l'idrografia sono chiaramente uguali alla mappa della Toscana moderna che Ortelio disegnò nel 1570 per il “Theatrum Orbis Terrarum” basandosi sul lavoro dell'ingegnere militare senese Girolamo Bellarmato risalente al 1536; delineate ex novo con integrazioni e modifiche sono l'orografia e le selve: la prima arricchita, le seconde sfoltite.
Il titolo “Tusciae antiquae typus” ed il privilegio con la data del 1584 sono collocati in due cartigli nei quali fantasiosi elementi geometrici curvi si intrecciano formando un decoro caratteristico della cartografia cinquecentesca ed uno stile caro ad Ortelio.
Esemplare nel primo originario stato, precedente alle aggiunte di toponimi che Ortelio introdusse nel 1587 ed ancora nel 1592, prima di variare ulteriormente nel 1595 il disegno della carta geografica della Toscana storica. La conservazione è ottimale, con l'unico difetto insito nei margini verticali ridotti rispetto a quelli orizzontali. La coloritura è antica, ma non dell'epoca, e rende di grande effetto quella che già di suo è una magnifica mappa della Toscana.

