Prospectus S. Crucis ad Discalceatos.

stampa antica santa croce venezia
  • Autore: Marco Sebastiano Giampiccoli
  • Epoca: 1782
  • Misure: 32 x 23,3 cm l'incisione
  • Prezzo: venduto

L'incisione, senza dubbio una delle più belle oltreché delle più insolite stampe venete antiche, descrive l'austera facciata a tre portali della chiesa di Santa Croce, nel sestiere di Santa Croce a cui dà il nome, illuminata parzialmente dal sole primaverile di un primo pomeriggio.
Era una delle più antiche di Venezia, quando fu demolita nel 1810, nell'ambito delle soppressioni di Napoleone. Oggi qui svettano gli alberi del giardino Papadopoli. Si affacciava sul Canal Grande nel primo suo tratto di cui questa stampa veneta antica ne mostra lo scorcio. In lontananza il cielo è trafitto dalla cupola della chiesa di San Simeone. Il lato opposto del Canal Grande è pesantemente mutato a favore della modernità del treno ed oggi del ponte di Calatrava. Dall'acqua sono isolate con uno stretto passaggio tre chiese: quella del Corpus Domini, quella di Santa Lucia -da cui il nome della stazione- e degli Scalzi, sola sopravvissuta. Dove in lontananza le due rive del Canal Grande paiono unirsi, si erge il campanile della chiesa di San Geremia. Il ponte degli Scalzi che oggi accompagna i turisti verso il cuore di Venezia verrà eretto solo alla metà dell'ottocento. In primo piano vi sono un burchiello al traino con la sua elegante cabina, una gondola e un sandolo che attracca sulla destra.

La stampa è data, dedicata e donata (D.D.D.= dedit, dedicavit, donavit) a Pietro Crotta; egli apparteneva ad una famiglia nobile originaria del bellunese. Il conte Pietro Crotta fu un insigne benefattore e protettore di artisti; non ci si stupisce se a lui, come altri già avevano fatto in passato, si rivolse tramite la tipica sua dedica il Giampiccoli.
Il modello che Marco Sebastiano Giampiccoli ebbe modo di osservare e rielaborare, soprattutto negli aspetti di vita quotidiana, è la stampa veneta con analogo titolo incisa da Antonio Visentini nel 1742, il quale a sua volta riprende con piena fedeltà la tela, datata verso il 1738, di Antonio Canaletto, commissionata da Charles Spencer, terzo duca di Marlborough, su suggerimento del console inglese Joseph Smith. Il disegno preparatorio del Canaletto de "Veduta del Canal Grande da Santa Croce verso gli Scalzi" è conservato nella Royal Library di Windsor.

Questa stampa veneta antica fu delineata, al pari della successiva, ed incise da Marco Sebastiano Giampiccoli per la sua Raccolta delle principali prospettive della città di Venezia stampata nel 1782. In realtà la data è puramente convenzionale, non essendo l'opera e le lastre datate, e deriva dall'errata attribuzione per decenni della morte del Giampiccoli al 1782.

Marco Sebastiano Giampiccoli è stato l'ultimo grande autore della scuola incisoria veneta, intrinsecamente legata al Vedutismo veneziano e al nome di Canaletto quale suo massimo esponente. L'incisione mostra scorci del Canal Grande lontani dai più comuni e turistici e raffigura una zona di Venezia pesantemente trasformata. Il foglio, dotato della piega editoriale del mezzo, è la manifestazione della felice mano del Giampiccoli, capace di un segno pulito che alterna con sapienza luci ad ombre nei palazzi, che ben rispetta con quella leggera ricercata imprecisione la prospettiva degli stessi. Anche i riflessi nell'acqua, i navigli, i personaggi sono resi con gusto, sapienza ed arte.

Giampiccoli fu l'autore sia delle incisioni quanto l'artefice della loro stampa (Venetiis Ap. Giampiccoli). La veduta antica di Venezia è eccellentemente conservata, tranne che per l'aggiunta novecentesca di un improprio riquadro oro a metà del bordo, e presenta una inchiostratura magnificamente forte e contrastata, mancante di qualsiasi parte stanca.

Abbiamo dedicato una pagina di approfondimento alla figura di Marco Sebastiano Giampiccoli.


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