- Autore: Marco Sebastiano Giampiccoli
- Epoca: 1782
- Misure: 32 x 23,3 cm l'incisione
- Prezzo: venduto
La stampa veneta antica prende il titolo dalla Chiesa di Sant'Eustachio, oggi più nota come chiesa di San Stae, che sorge dopo la prima curva del Canal Grande, circa a un terzo del sul corso. Il punto di vista è sollevato, pari a quello di un uomo in piedi in una gondola non troppo discosta dal lato sinistro. La facciata della chiesa è illuminata sulla destra.
In realtà, tuttavia, il vero soggetto è il Canal Grande con tutta la sua infinita laboriosa vitalità. Subito prima di Sant'Eustachio, parzialmente a nasconderla, si vede Palazzo Bon e subito dopo, in parte celata, la Scuola dei Tiraoro e Batioro. Dopo il ponte vi è Palazzo Foscarini e l'imponente Ca' Pesaro; quindi è delineata la lunga facciata di Palazzo Corner della Regina e poco oltre Palazzo Brandolin. Sul lato di sinistra, quasi invisibile per il palazzo riconoscibile dai due pinnacoli simili ad obelischi, è mostrata Ca' d'Oro e sullo sfondo il palazzo ove risiedeva il Console Smith, mecenate e fulcro attorno cui ruotarono molti artisti legati al periodo del Vedutismo veneziano ad iniziare da Canaletto col quale si era creato un sodalizio economico per la vendita agli aristocratici inglesi delle sue pitture. Dietro la curva del Canal Grande vi è il Ponte di Rialto.
La dedica è rivolta a Giulio Antonio della importante famiglia dei Contarini, di cui è posto lo stemma a righe trasverse blu e oro, che diede alla Serenissima otto dogi, come evidenziato dal corno dogale nel blasone. Marco Sebastiano Giampiccoli nel disegnare questa stampa veneta adoperò come fonte una analoga incisione di Antonio Visentini del 1742, scegliendo di alleggerire l'infinita quantità di imbarcazioni lungo il Canal Grande. A sua volta il Visentini riprese una tela del Canaletto, oggi in una collezione privata americana, datata a metà degli anni trenta del settecento.
Questa stampa veneta antica fu delineata, al pari della precedente, ed incise da Marco Sebastiano Giampiccoli per la sua Raccolta delle principali prospettive della città di Venezia stampata nel 1782. In realtà la data è puramente convenzionale, non essendo l'opera e le lastre datate, e deriva dall'errata attribuzione per decenni della morte del Giampiccoli al 1782.
Marco Sebastiano Giampiccoli è stato l'ultimo grande autore della scuola incisoria veneta, intrinsecamente legata al Vedutismo veneziano e al nome di Canaletto quale suo massimo esponente. L'incisione mostra scorci del Canal Grande lontani dai più comuni e turistici e raffigura una zona di Venezia ottimamente conservata. Il foglio, dotato della piega editoriale del mezzo, è la manifestazione della felice mano del Giampiccoli, capace di un segno pulito che alterna con sapienza luci ad ombre nei palazzi, che ben rispetta con quella leggera ricercata imprecisione la prospettiva degli stessi. Anche i riflessi nell'acqua, i navigli, i personaggi sono resi con gusto, sapienza ed arte.
Giampiccoli fu l'autore sia delle incisioni quanto l'artefice della loro stampa (Venetiis Ap. Giampiccoli). La veduta antica di Venezia è eccellentemente conservata, tranne che per l'aggiunta novecentesca di un improprio riquadro oro a metà del bordo, e presenta una inchiostratura magnificamente forte e contrastata, mancante di qualsiasi parte stanca.
Abbiamo dedicato una pagina di approfondimento alla figura di Marco Sebastiano Giampiccoli.

