ROMA

stampa antica roma matthäus merian
  • Autore: Matthäus Merian
  • Epoca: 1640
  • Misure: 71,4 x 30,9 cm l'incisione; 74,7 x 33,9 cm il foglio
  • Prezzo: 1600 euro
  • Codice: (34)

Questa superba stampa antica di Roma fu incisa da Matthäus Merian il vecchio in due lastre, quindi raccolta nell'Itinerarium Italiæ Nov-antiquæ, opera scritta da Martin Zeiller ed edita dallo stesso Merian a Francoforte sul Meno nel 1640.

La firma del Merian è ben visibile nell'angolo basso di destra non lontana dalla precisazione “Ant. Tempesta ad vivu[m] delineav.[it]”; in effetti Matthäus Merian fuse la sua eccezionale capacità incisoria con la meravigliosa raffigurazione che di Roma aveva fatto nel 1593 Antonio Tempesta, riproponendola mendata dagli elementi di decoro non allineati al suo gusto e con la piccola modifica, sintomo di attenzione e cura, della Piramide Cestia, correttamente posizionata dal Merian a cavallo delle mura Aureliane.
La stampa antica, dunque, non mostra la Roma barocca di Urbano VIII contemporaneo del Merian, ma come si presentava in occasione dell'anno Santo straordinario voluto da Papa Sisto V nel 1590 e lo fa attraverso un disegno perfettamente riconoscibile dell'Urbe, osservata dal Gianicolo con il nord a sinistra, ma rielaborando con spregiudicatezza la prospettiva, manipolando se necessario la topografia urbana per meglio esaltare la perfetta visibilità delle architetture. Ne nasce una visione di Roma ovale, molto profonda ed allungata in orizzontale dove “ognuno la intende con tutte le vie, Palagi, Chiese e case private come hoggi vi si trovano”.

Nella stampa antica di Roma Merian applica la sua raffinatezza nell'incidere attraverso un segno che si fa sempre più leggero verso l'orizzonte ed il suo gusto con l'inserimento solo di una bussola, del titolo “ROMA” in un nastro e dello scudo cittadino coronato con il motto SPQR.

Il foglio è ben conservato: le pieghe editoriali sono invisibili, le arrossature frequenti nelle carte di area tedesca usate dal Merian sono quasi assenti. L'inchiostratura è ben riuscita e priva di zone stanche. Leggermente più corto è il margine inferiore.

Matthäus Merian il vecchio (1593-1650) è stato un capace incisore svizzero nato a Basilea, ma affermatosi professionalmente a Francoforte sul Meno dove ebbe modo di lavorare nella bottega fondata da Theodor de Bry, incisore ed editore conosciuto soprattutto per la “Collectiones Peregrinationum in Indiam Orientalem et Occidentalem”, opera che occupa un posto importante tra le pubblicazioni di fine cinquecento principalmente per le illustrazioni circa i primi tentativi di colonizzazione del nord America da parte degli Inglesi.
Impiegato come incisore, Merian si segnalò, tanto da sposare Maria Magdalena de Bry, figlia di Johann Theodore de Bry, forse insieme al padre tra i migliori incisori a bulino olandesi, e dal 1625 circa da prendere in mano l'azienda, dandole un notevole incremento ed occupandosi in particolare dello sviluppo dei libri di topografia e di viaggi.

Nella bottega ora “Merian” lavorarono anche i figli Kaspar e soprattutto il quotato Matthaeus il giovane, i quali dopo la morte del padre proseguirono con immutato successo la gestione dell'attività che continuò fino al 1727. Tra le opere che furono edite da Merian troviamo titoli eterogenei relativi all'alchimia, agli emblemi, alla medicina, alle scienze naturali, alla teologia, all'arte militare, ma le più ragguardevoli concernono la geografia e l'illustrazione di città. In particolare nel 1638 stampò la "Neuwe Archontologia cosmica, das ist, Beschreibung aller Kaÿserthumben, Königreichen und Republicken der gantzen Welt" opera sulla descrizione del Mondo già uscita dieci anni prima con una veste modesta che Merian rivoluzionò arricchendola con 98 tavole alcune delle quali a doppio foglio.
L'Archontologia conobbe altre quattro edizioni fino al 1695 con testo o in latino o in tedesco, non omogenee per numero e tipologia di incisioni inserite.
Due anni dopo nel 1640 uscì da casa Merian l'Itinerarium Italiæ Nov-antiquæ scritto da Martin Zeiller il quale affiancò Matthäus il vecchio nella stesura della collana che costituì il maggior e più ambizioso sforzo tipografico del Merian e dei suoi eredi: le Topographiæ Germaniæ, sedici volumi descrittivi e profusamente illustrati sui territori del Sacro Romano Impero. Nel 1688 l'Itinerarium Italiæ Nov-antiquæ fu ristampato col titolo Topographiæ Italiæ, vedendosi affiancato concettualmente, pur non facendone parte integrante, alla collana delle Topographiæ Germaniæ che vedrà col figlio Caspar Merian l'aggiunta dei volumi sulla Topographia Galliæ.

Inseriamo i dettagli del lato sinistro e destro di questa stampa antica di Roma incisa da Matthäus Merian:

stampa antica roma merian

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