CARTA GEOGRAFICA del STATO della CHIESA

carta geografica antica stato chiesa salmon
  • Autore: Giambattista Albrizzi
  • Epoca: 1757
  • Misure: 46,4 x 35 cm il foglio
  • Prezzo: 450 euro
  • Codice: (121)

Carta geografica dello Stato della Chiesa assai decorativa incisa per il XXI volume de Lo Stato presente di tutti i Paesi, e Popoli del Mondo naturale, politico, e morale opera edita a Venezia da Giambattista Albrizzi in 26 tomi tra il 1737 e il 1766.
La medesima lastra era già stata usata dall'Albrizzi per la carta dello Stato della Chiesa all'interno del secondo volume di due che formano il suo Atlante novissimo, stampato nel 1750.
Gli esemplari legati a “Lo Stato presente di tutti i Paesi, e Popoli del Mondo”, come il nostro, hanno numerose pieghe editoriali utili a richiudere la carta geografica all'interno del volume in-8°, mentre quelli provenienti dall'Atlante novissimo hanno solo la piega centrale.

L'autore andava particolarmente fiero della collana perché questo era “il primo libro di viaggi […] che si sia proposto per iscopo la verità e non la meraviglia”. La fortuna della pubblicazione fu eclatante tanto che “arrivato a pubblicare appena l'ottavo tomo mi trovai ben tosto, per esito fortunato, privo d'ogni esemplare”.
Comunemente si attribuisce la “Carta geografica del Stato della Chiesa” al Salmon in quanto i volumi dell'Albrizzi sono la traduzione in italiano del “Modern History: or, the Present State of all Nations” di Thomas Salmon, lavoro che apparve tra il 1725 e il 1739 a Londra in 32 volumi.

L'area descritta spazia dal Bolognese e Ferrarese a nord fino alla Marca d'Ancona e alla Campagna di Roma a sud, comprendendo dunque anche ampia parte del Granducato di Toscana. In grande evidenza è il cartiglio che esalta il ruolo di guida dello Stato della Chiesa: si riconosce Roma, simboleggiata dalla lupa che allatta Romolo e Remo e dalla Basilica di San Pietro, che viene indicata quale modello di perfezione da una figura sopraelevata ed illuminata dallo Spirito Santo -allegoria della Cristianità- rivolta verso una figura femminile coronata ed assopita sulle tavole della legge, possibile allegoria dei governi terreni.

Il foglio presenta la struttura tipica dei lavori dell'Albrizzi nei quali predomina la pulizia formale, l'equilibrio tra gli spazi. Le città principali sono in pianta, ben evidenti i fiumi, mentre secondaria è l'orografia limitata a radi monti a due gobbe, uniformi e disseminati.
Tuttavia alla bellezza della forma non corrisponde una precisione nei contenuti che si rivelano ancora di derivazione maginiana con l'aggiunta di errori, quali l'assenza di buona parte del corso del Tevere, oppure l'Umbria che diviene “Ombria”, tanto che il giudizio degli studiosi parla di carta geografica dello Stato della Chiesa piuttosto imprecisa.

La conservazione è discreta: esemplare con una inaspettata coloritura coeva nei toni decisi giallo, verde, rosso che segue i confini ed i corsi dei fiumi, comprendendo anche il riquadro esterno e la scena col titolo. Purtroppo erano andati perduti i margini bianchi, richiedendo un intervento di restauro per la completa ricostruzione.
Per contro le consuete pieghe editoriali, necessarie affinché questa carta geografica di buona dimensione potesse essere contenuta in un volume di formato minore, sono solo intuibili.


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