MAPPA del corso delli due Fiumi BRENTA, e BACCHIGLIONE

mappa corso brenta bacchiglione
  • Autore: Tommaso Scalfuroto e Pietro Battaglioli
  • Epoca: 1789
  • Misure: 60,8 x 46 cm il foglio
  • Prezzo: 880 euro
  • Codice: (416)

Assolutamente rara mappa del corso del Brenta e Bacchiglione e degli altri canali che attraversano la Provincia Padovana redatta nel 1789 dagli ingegneri Tommaso Scalfuroto e Pietro Battaglioli su commissione del senatore veneto Angelo Querini nell'ambito delle dispute circa le migliorie idrauliche nel territorio padovano.

Nell'economia del territorio di Padova ebbero sempre grande importanza le vie d'acqua ed in particolare il Brenta ed il Bacchiglione.
Nel settecento la sistemazione del Brenta era una necessità sentita sia nell'ottica di mantenere l'economia padovana fatta di manifatture e mulini, sia per garantire i commerci via fiume, sia per limitare le periodiche alluvioni. In effetti, la deviazione dell'alveo del Brenta, affinché la foce si trovasse fuori della laguna veneta, aveva causato un allungamento del percorso con un conseguente rallentamento del flusso dovuto alla diminuita pendenza, con rischi di dissesto idraulico in caso di aumento della portata.

Alla soluzione di tale problematica si cimentò Antonio Maria Lorgna, alla metà del settecento tra i più celebri ingegneri idraulici a servizio della Serenissima. Costui stese un piano che prevedeva di alleggerire il Brenta attraverso un canale scavato all'altezza di Limena ed uno molto più corposo che collegasse la Brentella al Bacchiglione vecchio. Il progetto, mostrato in questa carta geografica con la lettera L, messo a punto nel 1777, suscitò parziali approvazioni e critiche che originarono la nascita di un profluvio di progetti alternativi:
quello del fiorentino Leonardo Ximenes e di Simone Stratico, delineato con le lettere XS;
quello del milanese Paolo Frisi che appare con la lettera F;
quello del tecnico padovano Munaretto segnato con la M;
quello dell'abate Antonio Belloni, tra i più risoluti avversari del Lorgna, contrassegnato dalla B;
quello dei Proti del Magistrato, indicato dalla P;
quello avanzato da Gerolamo Ascanio Giustinian nella sua pubblicazione “Pensieri di un Cittadino sul fiume Brenta”, in questa carta geografica definito “Progetto Cittadino” e contraddistinto dalle lettere Ci;
quello del Coi indicato con la lettera C.

Questi otto principali progetti per la regolazione del Brenta vennero esaminati ed esclusi dal Signor Artico Fiscale del Magistrato delle acque, come si specifica dopo il titolo “Mappa del corso del Brenta e Bacchiglione e degli altri canali che attraversano la provincia padovana”.
Effettivamente, nel 1786 il veneziano Angelo Artico, brillante giurista, direttore dell'ufficio fiscale del Magistrato alle Acque, da cui il nome “Artico Fiscale” indicato nella carta geografica, fu chiamato ad esaminare i numerosi progetti riguardanti il Brenta al fine di proporre un unico e definitivo piano di contenimento delle acque. L'anno seguente il lavoro fu concluso e presentato al Senato veneto nell'aprile del 1789 col titolo “Piano del Fiscale”.
Dopo la caduta di Venezia prima e di Napoleone poi, il progetto del giurista sarà realizzato, con modifiche, nel 1840, malgrado l'attacco nello stesso 1789 da parte dell'irruento e sanguigno nobile senatore Angelo Querini, il quale, subendo a causa del progetto di Angelo Artico una modifica al parco della propria villa sulla riviera del Brenta, fece redigere uno studio alternativo al progetto Fiscale. Orbene, questa “Mappa del corso delli due Fiumi Brenta, e Bacchiglione e degli altri Canali che attraversano La Provincia Padovana” redatta dagli ingegneri Tommaso Scalfuroto e Pietro Battaglioli venne acclusa all'interno della proposta Querini.

La carta geografica è palesemente ispirata a quella incisa da Jacopo Leonardis e raccolta in “Pensieri di un Cittadino sul fiume Brenta” del riformatore dello Studio di Padova Gerolamo Ascanio Giustinian del 1786, descrivendo l'assetto della rete dei principali corsi d'acqua del padovano, integrandolo con gli otto progetti e le strade principali.
L'area coperta spazia da Limena e Battaglia Terme ad ovest fino alla parte meridionale della laguna di Venezia da Malamocco a Chioggia ad est; da Mira a nord fino al canale di Pontelongo a sud.
Nel basso una nota manoscritta recita: “Indicazione di alcuni Fabbricati e Canali nuovi suggeriti da Sigg. Mattematici in aggiunta e ad emenda del Piano Fiscale marcati color d'Oro”, annotazione che in altri esemplari consultati è incisa in lastra, tanto da supporre che questo foglio sia uno dei primissimi stampati.

Essendo inserita in un'opera di studio e scarsa diffusione, questa carta geografica col corso del Brenta e del Bacchiglione è indubbiamente molto rara e non a caso è sconosciuta al Ghironi. Stampata su una carta abbastanza spessa, porta visibili le pieghe che le permettevano di essere richiusa all'interno dell'opuscolo voluto dal Querini. Sul lato destro appaiono alcune fioriture non troppo invadenti. I margini sono integri ed equilibrati, salvo quello di sinistra, in parte ridotto quasi a lambire il riquadro nero esterno.


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