- Autore: Giambattista Albrizzi
- Epoca: 1751
- Misure: 42,8 x 33 cm il foglio
- Prezzo: 280 euro
- Codice: (104)
Carta geografica del territorio Padovano resa particolarmente bella dalla insolita coloritura coeva, edita a Venezia nel 1751 all'interno del XIX volume di 27 de Lo Stato presente di tutti i Paesi, e Popoli del Mondo naturale, politico, e morale di Giambattista Albrizzi.
La medesima lastra era già stata usata dall'Albrizzi per la carta del territorio Padovano inserita nel secondo volume di due che formano il suo Atlante novissimo, stampato nel 1750.
Gli esemplari legati a “Lo Stato presente di tutti i Paesi, e Popoli del Mondo”, come il nostro, hanno numerose pieghe editoriali utili a richiudere la carta geografica all'interno del volume in-8°, mentre quelli provenienti dall'Atlante novissimo hanno solo la piega centrale.
Giambattista Albrizzi teneva in maniera particolare alla sua collana “Lo Stato presente di tutti i Paesi, e Popoli del Mondo” perché questo era “il primo libro di viaggi […] che si sia proposto per iscopo la verità e non la meraviglia”. La fortuna della pubblicazione fu eclatante tanto che “arrivato a pubblicare appena l'ottavo tomo mi trovai ben tosto, per esito fortunato, privo d'ogni esemplare”.
Comunemente si attribuisce la carta geografica del territorio Padovano al Salmon in quanto i volumi dell'Albrizzi sono la traduzione in italiano del “Modern History: or, the Present State of all Nations” di Thomas Salmon, lavoro che apparve tra il 1725 e il 1739 a Londra in 32 volumi.
La carta geografica del territorio Padovano è caratterizzata da chiarezza ed equilibrio tra gli spazi, ottenuti con una scelta di quali città segnare, raffigurate o in pianta, o con un castellino, o con un cerchietto a seconda della rilevanza; con l'essenzialità nei corsi dei fiumi; con l'orografia indicata attraverso coni di talpa isolati e collocati ove lo spazio lo consentisse.
La fonte utilizzata per la costruzione cartografica è una volta di più il lavoro seicentesco di Antonio Magini, dal quale si riprendono anche l'estensione complessiva dell'area raffigurata che, oltre al Padovano, ingloba integralmente il Dogado, pur non citandolo nel titolo. Analogamente, il bel cartiglio paesaggistico in alto e la scala di miglia in basso oscurano la medesima parte di territorio.
Il primo, intagliato probabilmente da Giuliano Giampiccoli, ospita su un ampio cippo il titolo “carta geografica del territorio Padovano” e mostra un ambiente veneto aperto con cascine, alcuni armenti e dei bottai.
Esemplare con una inaspettata coloritura coeva che fa uso di pennellate decise gialle, verdi, rosse le quali seguono i confini ed i corsi dei fiumi, comprendendo anche la bordura dei meridiani e paralleli e la scena col titolo. Purtroppo sono andati perduti i margini bianchi, asportati al livello del riquadro nero più esterno.

