CARTA GEOGRAFICA della PROVINCIA del FRIULI

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  • Autore: Giambattista Albrizzi
  • Epoca: 1753
  • Misure: 43 x 32,7 cm il foglio
  • Prezzo: opzionato
  • Codice: (249)

Nitidissima carta geografica della Provincia del Friuli originariamente preparata per essere acclusa nel secondo dei due volumi che formano l'Atlante Novissimo di Guillaume de l'Isle pubblicato da Giambattista Albrizzi nel 1750. Tuttavia, la presenza di numerose pieghe testimonia come questo esemplare sia stato stampato nel 1753 per il XX volume di 27 de Lo Stato presente di tutti i Paesi, e Popoli del Mondo naturale, politico, e morale dello stesso Albrizzi, in sostituzione, evidentemente, della carta geografica della Patria del Friuli che comunemente si trova, o in attesa che la lastra di questa fosse terminata.

Gli esemplari legati a “Lo Stato presente di tutti i Paesi, e Popoli del Mondo”, come il nostro, hanno numerose pieghe editoriali utili a richiudere la carta geografica all'interno del volume in-8°, mentre quelli provenienti dall'Atlante novissimo hanno solo la piega centrale.
Giambattista Albrizzi teneva in maniera particolare alla sua collana “Lo Stato presente di tutti i Paesi, e Popoli del Mondo” perché questo era “il primo libro di viaggi […] che si sia proposto per iscopo la verità e non la meraviglia”. La fortuna della pubblicazione fu eclatante tanto che “arrivato a pubblicare appena l'ottavo tomo mi trovai ben tosto, per esito fortunato, privo d'ogni esemplare”. Comunemente si attribuisce la carta geografica della Provincia del Friuli al Salmon in quanto i volumi dell'Albrizzi sono la traduzione in italiano del “Modern History: or, the Present State of all Nations” di Thomas Salmon, lavoro che apparve tra il 1725 e il 1739 a Londra in 32 volumi.

La Provincia del Friuli spazia dal Livenza al basso Isonzo, dalla Carnia all'Adriatico, e trovano piena raffigurazione anche i territori di Aquileia, Monfalcone ed il contado di Gorizia.
La carta geografica della Provincia del Friuli edita dall'Albrizzi risulta molto simile alla analoga del Van der Aa del 1722, avendo una inquadratura perfettamente identica. Variano solo l'indicazione in pianta dei centri più rilevanti e, forse ad opera di Giuliano Giampiccoli, il contorno paesaggistico del cartiglio col titolo, il quale ripropone lo stesso cliché che vede in primo piano l'allegoria della sorgente del Tagliamento e sullo sfondo architetture che rimandano alle origini romane del Friuli con una colonna sormontata dalla statua di Giulio Cesare ed un obelisco poggiato su quattro sfere.

Cartograficamente, tramite il lavoro del Van der Aa, la carta geografica della Provincia del Friuli riproduce in toto e con molta attenzione tutti i toponimi e la loro grafia come si trovano nella mappa maginiana del 1620 intitolata “Patria del Friuli olim Forum Iulii”, testimoniando la vitalità che questo modello manteneva dopo tanto tempo e malgrado la disponibilità di documenti migliori.
Ciò che la contraddistingue e la eleva è insito nella cura dell'inciso, chiaro, pulito e dotato di equilibrio tra gli spazi, con le città segnate in pianta, con un castellino o con un cerchietto a seconda della rilevanza; con l'essenzialità nei corsi dei fiumi; con l'orografia indicata attraverso vigorosi coni di talpa isolati e collocati ove lo spazio lo consenta.

Esemplare con una inaspettata coloritura coeva che fa uso di pennellate decise gialle, verdi, rosse le quali seguono i confini ed i corsi dei fiumi, comprendendo anche la bordura dei meridiani e paralleli e la scena col titolo. Purtroppo sono andati perduti i margini bianchi, asportati al livello del riquadro nero più esterno.


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