- Autore: Pietro Bertelli
- Epoca: 1629
- Misure: 18,1 x 13,6 cm il foglio
- Prezzo: 220 euro
- Codice: (248)
Stampa antica di Mirandola raccolta nel Teatro delle città d'Italia di Pietro Bertelli, nell'ultima edizione curata a Padova dal figlio Francesco nel 1629.
Pietro Bertelli appartiene a quella categoria di editori che furono i più grandi divulgatori di prodotti cartografici del XVI secolo a Venezia ed il Teatro delle città d'Italia una tra le sue opere più celebri. Edita la prima volta nel 1599 in latino col titolo “Theatrum Urbium Italicarum”, costituì la prima descrizione e raccolta di vedute di città italiane, illustrate probabilmente raccogliendo prototipi comuni relativamente diffusi e conosciuti, i quali saranno destinati a diventare spesso archetipi, influenzando per tutto il seicento l'iconografia delle città.
Nel 1629 Francesco Bertelli, figlio di Pietro, ripropose il Teatro delle città d'Italia, ampliandolo e ritoccando le lastre già adoperate dal padre. In effetti, anche questa stampa antica di Mirandola presenta tutta una serie di minime variazioni in lastra sotto forma di aggiunte di tratti nell'inciso.
Mirandola è delineata avendo a modello la analoga stampa antica di Paolo Forlani del 1567. La città è mostrata come una inespugnabile fortezza, cinta da un fossato e da una spianata che giunge fino ai cinque forti che la circondano. Nel fantasioso interno cittadino si impone il castello dei Pico. Tale raffigurazione rimanda all'assedio che Mirandola, difesa da pochi uomini, resse nel 1551 contro le truppe di papa Giulio III, divenendo sinonimo di imprendibile fortezza.
Il titolo “Mirandola” è affiancato dallo stemma della famiglia Pico nel quale si riconosce l'aquila nera e il leone attraversante.
Il foglio di questa rara ed interessante stampa antica di Mirandola si presenta con una inchiostratura ben contrastata; i margini, benché non abbondanti, sono equilibrati ed il superiore porta nel retro dei tasselli di rinforzo. Nel basso appare una macchia giallognola. Complessivamente esemplare buono.

