- Autore: Giovanni Antonio Magini
- Epoca: 1620
- Misure: 45,7 x 36,1 cm l'incisione; 52,7 x 41,7 cm il foglio
- Prezzo: 390 euro
- Codice: (505)
Carta geografica dell'antico Ducato di Ferrara disegnata da Giovanni Antonio Magini ed incisa nel primo stato da Arnoldo de Arnoldi alla fine del 1597, benché raccolta solo nel 1620, tre anni dopo la scomparsa del suo autore, nell'atlante Italia, opera concentrata sui soli territori italiani destinata a segnare un punto fisso nel modo di raffigurare gli Stati della Penisola fino a settecento inoltrato.
Il Magini vi lavorò dall'ultima decade del cinquecento, ma la morte lo colse prima di poter dare alle stampe il lavoro, che sarà pubblicato postumo dal giovane figlio Fabio a Bologna grazie all'intervento economico dei Gonzaga coi quali la famiglia aveva familiarità da anni.
La rappresentazione si allarga oltre i confini del Ducato di Ferrara, indicati integralmente con un tratteggio, comprendendo anche parti non piccole dei territori limitrofi, in particolare del Rodigino e del Bolognese. Si evince così come l'estensione del Ducato fosse maggiore della attuale provincia di Ferrara.
Magini delineò il Ferrarese avvalendosi di fonti non identificate con certezza, ma che si ritengono collegati agli studi condotti in occasione delle bonifiche di Alfonso II d'Este, terminate nel 1580, ed ai rilievi eseguiti per la delimitazione dei confini tra Ferrarese e Bolognese fatti nel 1579. Sono documenti che ebbe modo di visionare anche Ignazio Danti quando rappresentò il Ducato di Ferrara nelle Gallerie delle carte geografiche in Vaticano, che Magini visitò, ma che non si stima abbia adoperato quale sua fonte.
Tuttavia la primaria stesura del territorio ferrarese, datata al dicembre del 1597, ha poi subito, probabilmente a più riprese, molte variazioni tra correzioni ed aggiunte, tra cui l'inserimento delle coordinate geografiche. Non pochi interventi furono eseguiti nell'area tra Modenese e Bolognese, altri entro i confini del Ducato di Ferrara, principalmente nell'idrografia, con tutta probabilità dopo il 1599, come la variazione del corso del Po a Pontelagoscuro o l'aggiunta della Sacca di Goro, posta però a nord di Mesola, disegnata cinta da mura.
In principio la carta geografica dell'antico Ducato di Ferrara era dedicata al Cardinale Santi Quattro; sarà Fabio Magini a modificare un'ultima volta il rame abradendo e sostituendo l'intitolazione a favore dell'illustrissimo e reverendissimo Cardinale Pio, seguito dalla dicitura “Fabio di Gio. Ant. Magini”.
Completa la composizione il cartiglio col titolo “Ducato di Ferrara” che Magini pose in alto al centro, componendolo secondo i gusti del XVI secolo, con un evidente mascherone attorniato da due figure angeliche simili a cariatidi con i seni scoperti e ammantate con un tessuto chiuso da una nappa.
Il foglio di questa storicamente fondamentale carta geografica del Ferrarese è conservato in modo invidiabile, con la piega editoriale ottima e margini perfetti, con l'unico difetto costituito da due fori di tarlo nel bordo inferiore.
L'inchiostratura non è di prim'ordine, stanca in alcune aree nei dettagli più fini, anche a causa dei numerosi ritocchi che subì la lastra generando un intaglio non uniforme.
Inseriamo due ingrandimenti della sola parte incisa del Ducato di Ferrara di Giovanni Antonio Magini:



