TAVOLA NUOVA DI PIEMONTE

tavola nuova piemonte ruscelli
  • Autore: Girolamo Ruscelli
  • Epoca: 1561
  • Misure: 30,6 x 23,3 cm il foglio
  • Prezzo: 250 euro
  • Codice: (404)

Questa bella carta geografica intitolata “Tavola nuova di Piemonte” deriva da La Geografia di Claudio Tolomeo Alessandrino, nuovamente tradotta di greco in italiano di Girolamo Ruscelli nella prima edizione stampata a Venezia da Vincenzo Valgrisi nel 1561.

Il territorio descritto coincide col primo tratto del corso del Po, fino alla confluenza col Sesia. Torino appare nel centro assieme ad un cospicuo numero di centri abitati, tutti indicati con un cerchietto, indipendentemente dall'importanza. A sud, la Bormida prima, il Belbo poi, il Tanaro infine segnano le estreme propaggini disegnate; a nord la carta geografica si estende fino ad Aosta.
Evidente è il ricco impianto idrico. Tuttavia è nell'arco alpino che si cerca di fornire un posizionamento veritiero: non solo le montagne hanno grandezze differenziate, aspetto di per sé peculiare, ma talune riportano anche il nome; così appaiono il Colle di Tenda, il Colle dell'Argentaia, il Mon Viso, il Colle dell'Agnella, il Colle della Croce, il Mon Ginevra, il Mon Cenisi, il Mon Gallese.
Il territorio piemontese è meravigliosamente deformato, soprattutto nella sua parte sud-occidentale che si estende molto più a nord, tanto che Cuneo e Torino sono sul medesimo parallelo e Saluzzo è posta più a nord. Anche l'area di nord-est è ruotata così Alessandria ed Aosta si trovano sul medesimo meridiano.

Mentre l'incisione è da attribuire a Giulio od al fratello Livio Sanuto, il disegno cartografico si ritiene sia opera di Giacomo Gastaldi, come anche le G ai quattro angoli suggeriscono, il quale si avvalse del “Piamonte nova tav.” che egli stesso aveva delineato per la “Geografia” tolemaica che aveva curato e dato alle stampe nel 1548.

Il nitore e la finezza dell'incisione degli aspetti naturali ed antropici rendono estremamente piacevole questa carta geografica del Piemonte che immerge nella realtà locale della metà del cinquecento.

La Geografia curata da Ruscelli ebbe un particolare successo, conoscendo altre sette edizioni dopo la prima del 1561, tutte contenenti, tranne le ultime due, 64 mappe dapprincipio intagliate in coppia su ciascuna lastra, motivo per il quale il segno della battuta del rame non si chiude sul lato superiore. È stato osservato come tra tutte le numerose edizioni della Geografia tolemaica, questa con la traduzione dal greco del Ruscelli si segnali come la preferibile sia per il suo lavoro linguistico, sia per la bellezza e qualità dell'apparato grafico composto da carte geografiche ben disegnate, accuratamente incise e di dimensioni adeguate.

Esemplare molto bello, con inchiostratura uniforme e nitida e con la piega editoriale sana. Unico neo una macchia di inchiostro visibile nel bordo superiore a destra e, lievemente, a sinistra.


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