Ptolemaisch general tafel, begreiffend die halbe kugel der weldt

mappamondo tolemaico munster
  • Autore: Sebastian Münster
  • Epoca: 1564
  • Misure: 37,9 x 28,3 cm il foglio
  • Prezzo: venduto

Importante mappamondo tolemaico, pietra miliare nell'evoluzione della cartografia, disegnato da Sebastian Münster già per la sua “Geographia Universalis” del 1540, in questo esemplare tratto dalla Cosmographei oder beschreibung aller läder, edizione in tedesco della Cosmographia Universalis, la grande opera che farà la storia e che renderà immortale il suo autore, nell'edizione nel 1564 stampata a Basilea da Heinrich Petri.

La fondamentale importanza delle conoscenze geografiche tolemaiche è insita nell'essere la summa degli studi, delle ipotesi, delle credenze e delle scoperte del mondo antico greco e romano che avevano visto in Eratostene, Marino di Tito, Strabone, Ipparco di Nicea alcuni dei protagonisti. La “Geographia” di Claudio Tolomeo alessandrino, vissuto nel II secolo d. C., in occidente era stata dimenticata, non così nell'oriente bizantino ed arabo. La sua riscoperta in Europa a cavallo tra la fine del trecento ed i primi del secolo seguente susciterà vivissimo interesse dimostrato da una mole notevolissima di edizioni della “Geographia”, a cui lo stesso Münster si cimenterà nel 1540, nelle quali troviamo 27 carte geografiche che Tolomeo aveva previsto per descrivere l'ecumene.

La Cosmographia Universalis di Sebastian Münster spazia oltre le geografia, comprendendo argomenti relativi ai costumi, alla storia, alle antichità, all'ambiente, alla zoologia, alla religione, alle curiosità di ogni territorio; ciononostante subito dopo il mappamondo moderno si sente la necessità di inserire questo “Ptolemaisch general tafel, begreiffend die halbe kugel der weldt”.

La terra nota si estendeva per 180 gradi dalle isole Fortunate ad ovest fino all'Indocina ad est; per 105 gradi dall'Europa settentrionale a nord fino ai monti della Luna a sud. Nella restante parte della sfera vi era solo oceano.
Sono segnati, spesso privi del nome e con percorsi anche fantasiosi, il Reno, il Danubio, il Don, il Volga, il Tigri e l'Eufrate, l'Indo, il Gange, il Nilo ed un fiume che congiunge oasi o laghi nell'Africa del nord, possibile ipotesi per il Niger della cui esistenza già i Romani avevano saputo.
Le catene montuose sono composte dalla concatenazione di uniformi coni di talpa il cui posizionamento talvolta pare servire più a riempire lo spazio che a descrivere il territorio.
Una lingua di terra, definita “incognita”, congiunge Ethiopia all'Indocina, rendendo l'oceano Indiano un mare chiuso. Questa “Terra incognita” sarà destinata anche nei mappamondi contemporanei ad una lunga raffigurazione, spostata più a sud e giustificata dalla necessità di trovare un armonioso equilibrio tra terre emerse nell'emisfero settentrionale e meridionale. Toccherà al capitano Cook nel 1769, durante il primo dei sui tre viaggi, confutarne definitivamente l'esistenza.

L'Ecumene è suddiviso in tre fasce climatiche –frigida, temperata, torrida– secondo la tradizione dei classici, tramandataci dal geografo greco Strabone. La frigida si estendeva oltre il 63° parallelo ed era ritenuta inabitabile; la temperata viene disegnata fino all'equatore benché in realtà finisse più a nord ed era a sua volta divisa in 7 parti; la torrida comprendeva il restante.

Il mappamondo tolemaico è immerso in un cielo di nubi dalle quali emergono dodici volti soffianti corrispondenti alle direzioni principali da cui spirano i dodici venti secondo il sistema romano: Septentrio; Aquilo; Cæcia; Subsolanus; Vulturnus; Euro; Auster; Libonotus; Lips Africus; Zephyrus; Chorus; Circius.

Questo mappamondo dal titolo “Ptolemaisch general tafel, begreiffend die halbe kugel der weldt” rappresenta sia l'omaggio di Münster a Tolomeo, sia il punto di partenza nel cammino della conoscenza dell'uomo rinascimentale sulla Terra, divenendo un esemplare essenziale nella comprensione della storia della cartografia.

Il foglio appare solido e con la piega editoriale ancora integra e funzionale; i margini sono equilibrati e privi di lacerazioni. Sono presenti numerose macchie visibili nei bordi e nascoste dalla coloritura nella parte xilografata. I colori appaiono di vecchia fattura e sono organizzati in maniera da mettere in risalto la parte geografica. Accanto al volto di Aquilo ed in basso vicino ad Euro è visibile il salto nell'inchiostratura dovuto alla fessurazione del legno o più probabilmente dalla giuntura imperfetta di due blocchi.


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