Nouvelle Mappe Monde dedièe au progrès de nos connoissances

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  • Autore: Francesco Santini
  • Epoca: 1784
  • Misure: 67,7 x 49 cm l'incisione; 75,4 x 52,7 cm il foglio
  • Prezzo: venduto

Particolare mappamondo intitolato “Nouvelle Mappe Monde dedièe au progrès de nos connoissances” e delineato dall'illuminista Nicolas-Antoine Boulanger quindi pubblicato originariamente a Parigi dal Julien nel 1753. È formato da due emisferi argutamente costruiti ponendo Parigi sulla verticale dell'osservatore ed al centro di quello destro con il suo meridiano a dividere perfettamente a metà l'emisfero; ne nasce una rappresentazione della Terra francese-centrica nella quale oltretutto la metà destra è dominata dalle terre emerse ed in quella di sinistra le acque sono preponderanti, tanto che i due emisferi sono espressamente indicati come “Hemisphere Maritime” e “Hemisphere Terrestre”.

La parte testuale che in basso accompagna il mappamondo specifica che questa insolita proiezione è stata pensata per agevolare lo studio della Geografia e solo in seguito ci si è accorti della curiosa singolarità che essa implica tanto da suggerire in maniera non velata la superiorità del meridiano di Parigi e l'esistenza di una legge fisica o qualche fatto della Natura, ancora ignoti, che sottolineino il ruolo preferenziale della Francia nel Mondo.

L'inclinazione di 45° dei due emisferi mette in evidenza le zone più vicine ai poli, quelle meno conosciute e soggette alle teorie più varie e che saranno chiarite da James Cook con i suoi tre viaggi, prossimi ad iniziare in quegli anni di metà settecento. In particolare l'Australia orientale, la Tasmania e la Nuova Zelanda sono abbozzate e non delineate pienamente, come di prassi si trova in analoghe carte non di scuola francese. Nessuna traccia vi è dell'ipotizzato per secoli continente australe, di cui oramai il dubbio sulla sua reale esistenza si era ampiamente fatto avanti, pur non convincendo tutti.
Nel Mar Glaciale Nuova Zembla non è pienamente un'isola, venendo mostrata come parte della Siberia ed appare, senza nome, la mitica isola di Tazata di cui parlava già Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia. Nel Pacifico settentrionale ad est della Kamchatka è disegnata una vasta isola “Nouvelle”, abbozzo di quelle che saranno le isole Curili; la terra di Yesso, l'attuale Hokkaido, solitamente disegnata come isola, diviene parte dell'Asia; tutta la costa nord americana è speculativa, ad iniziare dal profondo Mer de l'Ouest sito a nord della California che si era ipotizzato potesse essere legato al passaggio a nord-ovest.
Malgrado l'assenza di prove, l'idea su tale Mare fu concretizzata da Guillaume De l'Isle nelle sue mappe a cavallo tra sei e settecento. Dopo circa mezzo secolo durante il quale il Mare scomparve, nel 1750 Joseph-Nicolas Delisle in collaborazione con Philippe Buache, rispettivamente fratello e genero di Guillaume, lo ripropose non senza suscitare dubbi nel mondo accademico, dando affidamento al resoconto del viaggio di Juan de Fuca.
Pilota di origine greca, chiamato anche Apostolos Valerianos, nel 1592 avrebbe scoperto ed esplorato il Mer de l'Ouest mentre navigava alla ricerca dello stretto di Anian, mitica imboccatura del passaggio a nord-ovest. Al viaggio dell'ammiraglio Bartholomew de Fonte nel 1640 si deve la raffigurazione dell'area a nord del Mer de l'Ouest. Egli avrebbe risalito la costa nord americana imbattendosi in isole -l'arcipelago di San Lazare- e vasti laghi, come il Lago Valasco e il Lago de Fonte, quest'ultimo tanto esteso da essere prossimo alla baia di Hudson e presso il quale avrebbe incontrato una nave britannica proveniente in senso opposto da Boston, nel New England, guidata dal capitano Shapely. Si sarebbe dunque chiuso potenzialmente il passaggio a nord-ovest.
Tuttavia, mentre il primo viaggio parrebbe esserci stato, tanto che oggi esiste lo Stretto di Juan de Fuca, proprio lì ove il navigatore raccontò di essere entrato nel Mer de l'Ouest, il viaggio dell'ammiraglio Bartholomew de Fonte si dimostrerà essere una totale invenzione ed anzi lo stesso de Fonte non sarebbe mai esistito. Tuttavia il Delisle avrebbe dato credito ad un resoconto sulle esplorazioni del de Fonte apparso nel 1708 in un periodico inglese, avvalorato da ulteriori ricerche del 1744, volute per fugare i dubbi che l'articolo aveva lasciato.

In considerazione della sua autorevolezza, il lavoro del Delisle fece scuola, venendo abbracciato da numerosi cartografia tra i quali Nicolas-Antoine Boulanger.

Sarà il terzo viaggio del capitano Cook del 1776-'79 a cancellare questa immagine della costa pacifica del nord America, dandole una forma più certa.

 

I due emisferi sono inseriti all'interno di una sfarzosa cornice con simboli di abbondanza e di esoticità con l'allegoria della Geografia che alza le mani verso il Sole della conoscenza che squarcia le nubi. Il titolo in alto recita “Nouvelle Mappe Monde dedièe au progrès de nos connoissances”.

Nel medaglione in basso si precisa come questo mappamondo sia stato stampato dai Remondini di Bassano dalla lastra che fu originariamente di Francesco Santini. Don Paolo Santini ed il fratello Francesco sono i curatori del ricco Atlas Universel, atlante del 1778 composto da mappe che rielaborano la più aggiornata cartografia francese in una veste veneta. Nel 1781 le lastre dell'atlante furono cedute ai Remondini i quali le ristamparono nel 1784 non prima di aver aggiunto il loro “chez Remondini” in ogni tavola.

Conservazione molto buona con trascurabili segni del tempo nel bordo inferiore; carta di ottima qualità, come sempre per i fogli dell'Atlas Universel; coloritura posteriore di grande effetto.

Inseriamo due ingrandimenti della sola parte incisa del “Nouvelle Mappe Monde dedièe au progrès de nos connoissances” di Santini-Remondini:

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