- Autore: Giovanni Antonio Magini
- Epoca: 1620
- Misure: 45,8 x 34,6 cm l'incisione; 52,1 x 41,7 cm il foglio
- Prezzo: venduto
Importante carta geografica del territorio di Brescia e di Crema, pietra miliare nella cartografia di questa zona, disegnata da Giovanni Antonio Magini ed inserita nel suo Italia, atlante concentrato sui soli territori italiani destinato a segnare un punto fisso nel modo di raffigurare gli Stati della Penisola fino a settecento inoltrato.
Il Magini vi lavorò dall'ultima decade del cinquecento, ma la morte lo colse prima di poter dare alle stampe il lavoro, che sarà pubblicato postumo dal giovane figlio Fabio la prima volta nel 1620 a Bologna grazie all'intervento economico dei Gonzaga coi quali la famiglia aveva familiarità da anni.
La carta geografica presenta il territorio di Brescia e di Crema con la consueta pulizia che troviamo in tutte le mappe del Magini, ottenuta con una incisione fine, un uso degli spazi sapiente, una varietà nella forma dei caratteri e della raffigurazione delle città con Brescia, Crema, Bergamo indicate con castelli articolati, le altre con castelli più semplici, le restanti con un cerchietto.
Il foglio è abbellito da tre cartelle, di cui quella col titolo “Territorio di Brescia et di Crema” è assai vistosa, composta da un mascherone da cui si staccano due figure femminili alate con metà corpo di serpente. Geometrico secondo lo stile in auge nelle produzioni cartografiche di fine cinquecento è il cartiglio della scala di miglia, mentre quello con la dedica è un elementare parallelepipedo ove leggiamo anche la firma dell'autore “Gio. Antonio Magini Mathematico dello Studio di Bologna”.
Questa del territorio di Brescia e di Crema, tra le carte geografiche maginiane, è una delle poche che non ha subito alcuna alterazione nella dedica originaria da parte di Fabio Magini: era offerta al senatore veneziano Girolamo Diedo, matematico assai noto che forse avrà aiutato il Magini nella ricerca dei materiali per le carte.
La carta geografica orienta il Bresciano con il nord sulla destra, proponendolo disteso per meglio svilupparne l'estensione nel foglio. Sappiamo che il Magini nel delinearlo si avvalse della analoga mappa di Cristoforo Sorte del 1560, accuratissima per esecuzione in particolare nell'idrografia ed orografia, nonché ricchissima di dati tanto da apparire un lavoro veramente eccellente, nato sulla base di ricognizioni dirette.
Poiché vi sono alcune minime differenze, quali la semplificazione della rete idrografica nel basso Bresciano oppure un aumento dei centri abitati rispetto al Sorte, come in Val Rendena o ad ovest del Garda, si suppone che il Magini abbia avuto sottocchio un originale a penna del Sorte più completo rispetto alla stampa.
Per quanto concerne il Cremasco, il territorio è disegnato riducendo la mappa specifica di questa enclave veneziana che Magini medesimo aveva fatto.
Esemplare ottimo sia nell'inchiostratura che nella conservazione del foglio. Un breve tassello nel retro chiude una lacerazione che lungo la piega editoriale nel basso entra per un centimetro nell'inciso. La delicata coloritura ben evidenzia lo sviluppo del territorio bresciano e di Crema, esaltando anche le decorative cartelle che rendono speciale la carta geografica.
Inseriamo gli ingrandimenti della metà sinistra e destra della sola parte incisa del territorio di Brescia e Crema di G. A. Magini:



