PARTE ALPESTRE DELLO STATO DI MILANO Con il Lago maggiore di Lugano e di Como

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  • Autore: Giovanni Antonio Magini
  • Epoca: 1620
  • Misure: 48,7 x 35,2 cm l'incisione; 52,2 x 41,8 cm il foglio
  • Prezzo: venduto

Carta geografica antica con la parte alpestre dello Stato di Milano che si estendeva dall'attuale nord del Piemonte, ad un lembo del Canton Ticino ed alla Lombardia settentrionale fino alla Bergamasca esclusa; pertanto i laghi d'Orta, Maggiore, di Lugano e di Como sono ottimamente raffigurati.
La cartografia fu disegnata da Giovanni Antonio Magini ed incisa da Arnoldo de Arnoldi intorno al 1595/1596, benché raccolta solo nel 1620, tre anni dopo la scomparsa del suo autore, nell'atlante Italia, opera concentrata sui soli territori italiani destinata a segnare un punto fisso nel modo di raffigurare gli Stati della Penisola fino a settecento inoltrato.
Il Magini vi lavorò dall'ultima decade del cinquecento, ma la morte lo colse prima di poter dare alle stampe il lavoro, che sarà pubblicato postumo dal giovane figlio Fabio a Bologna grazie all'intervento economico dei Gonzaga coi quali la famiglia aveva familiarità da anni.

Il lavoro maginiano rappresenta un deciso progresso nel disegno di questo territorio rispetto alle produzioni precedenti e ciò spinge a ritenere che abbia potuto avvalersi di carte manoscritte probabilmente di provenienza ufficiale accanto ad alcune opere a stampa descrittive di specifiche aree della parte alpestre dello Stato di Milano. Tuttavia, dare forma alle montagne era, e resterà per secoli ancora, impresa ardua, sicché i rilievi sono incerti e scarni di nomi orografici che si limitano al monte Sempione ed al monte di San Gottardo, vi sono alcune imprecisioni e correzioni in lastra soprattutto ad ovest del lago Maggiore lungo la Val d'Ossola.

Il titolo “Parte alpestre dello Stato di Milano Con il Lago maggiore di Lugano e di Como” è posto in alto al centro entro una cartella con mascheroni ed allegorie della Giustizia e dell'Abbondanza, mentre la dedica all'illustrissimo e reverendissimo Cardinale Federico Borromeo, nonché la firma di Fabio di Giovanni Antonio Magini, è collocato sul lato destro.

La conservazione del foglio è molto buona, malgrado lungo la metà inferiore della piega editoriale la carta si presenti leggermente sollevata con sporadica perdita di continuità nei toponimi. Nel bordo bianco appare un leggero alone di luce dovuto ad una passata incorniciatura.


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