- Autore: Friedrich Bernhard Werner
- Epoca: 1750 ca.
- Misure: 106,3 x 32,2 cm l'incisione; 115,8 x 43,2 cm il foglio
- Prezzo: venduto
Meravigliosa stampa antica di Mantova, tra le più belle e celebri -se non la migliore- di tutte le vedute settecentesche della città.
Grazie alle ragguardevoli dimensioni e alla fine incisione, l'impatto di questa veduta prospettica di Mantova è enfaticamente monumentale, di notevole senso decorativo, anche se con scarsa attendibilità architettonica. Avendo scelto un punto vista non troppo elevato, la visione richiede di esagerare le altezze degli edifici, soprattutto dei campanili e delle torri, ottenendo un effetto singolare e di vivace esasperazione verticale. Si è osservato inoltre come lo slancio aguzzo dei tetti e delle coperture dia l'impressione di una città nordica, familiare all'autore del disegno.
Questi fu Friedrich Bernhard Werner, artista tedesco che nel 1730 visitò l'Italia, compresa Mantova, quindi la stampa antica venne pubblicata ad Augsburg da Johann Friederich Probst verso il 1750.
Il punto di vista è da est, con il ponte di San Giorgio animato da figure in primo piano, coprendo tutta Mantova dalla chiesa di Santa Maria del Gradaro al ponte dei Mulini. Nel lago di mezzo ed in quello inferiore sono presenti alcune imbarcazioni per il trasporto di derrate, merci e fieno, nonché con cacciatori di anatre.
Una legenda con 25 luoghi notevoli copre il margine inferiore dove appare anche la firma di Werner “F. B. Werner delin.[eavit]” e dell'editore “Ioh: Fried: Probst. exc[udit] A.[ugustae] V.[indelicorum] accanto al numero 65.
Nel cielo tra le nuvole, inserito a caratteri cubitali in un nastro elegantemente mosso, spicca il titolo “Mantua”.
Considerando le dimensioni, fu necessario incidere la stampa antica di Mantova in due lastre, intagliate forse da mani diverse, poi stampate su due fogli, uniti dall'editore Johann Friederich Probst.
La datazione è difficoltosa. Comunemente si collocano le incisioni con vedute di città edite dal Probst alla metà del settecento, con un range che oscilla tra il 1735 ed il 1785 a seconda della bibliografia.
Il nostro esemplare, rispetto ad altri che è stato possibile consultare, presenta delle differenze riassumibili nella mancanza di alcune linee di incisione verticali su alcune facciate, nella leggerezza dell'inciso per quasi tutto il ponte dei mulini, in alcuni dettagli artistici come le anatre, il canneto, le figure sul ponte e nella rottura della lastra visibile come un segno scuro che sale dal rimando 21/22 fino alle mura di Mantova attraversando il lago di mezzo; problema che l'incisore cercò di camuffare intensificando il tratteggio orizzontale ai lati della fessurazione stessa.
Poiché la lastra di sinistra è mancante solo di alcuni tratti orizzontali su qualche campanile (ad esempio il rimando 1, 4 e 5), essendo identica in ogni altro particolare, viene naturale ipotizzare che questo esemplare sia stato stampato malgrado il difetto nella lastra di destra e l'incompletezza di alcuni dettagli; solo in un secondo tempo si sarebbe deciso di rifare unicamente il rame crepato, spostando il numero 65 di tavola nel foglio di destra, e probabilmente affidando la reincisione della lastra a colui che aveva già fatto quella di sinistra.
Se così fosse, questo esemplare si collocherebbe spostato verso la prima metà del settecento.
I fogli si presentano molto ben conservati, in virtù di un restauro professionale che ha richiuso alcuni strappi lungo i bordi ed una lacerazione che a metà del margine di sinistra entrava nell'inciso per 7 cm al confine tra l'orizzonte ed il cielo. Queste erano stampe antiche che venivano immesse sul mercato prevalentemente come fogli sciolti da cui deriva la facilità che abbiano oggi bisogno di interventi di restauro e soprattutto la totale rarità.
Friedrich Bernhard Werner è stato il più prolifico autore di vedute globali di città italiane ed europee, talvolta costruite unendo svariate raffigurazioni parziali, a testimonianza della grande laboriosità e cura nel delineare ogni singolo centro cittadino. Probabilmente in quanto congeniale ad un tedesco, il punto comune, quasi una sua firma, è lo slancio gotico che Werner dà ai campanili ed alle torri.
Johann Friederich Probst era figlio di Georg Balthasar Probst, il quale succedette nel 1724 al suocero Jeremias Wolff dopo la sua morte nella gestione di quella che era divenuta la maggiore editoria di Augusta. Probst padre assieme ai figli talvolta adoperò nelle lastre la firma “Hares Ierem Wolff” o simili, a dimostrazione dell'autorevolezza che il nome di Jeremias Wolff suscitava.
La dinastia Probst ebbe notevole successo lungo tutto il settecento e, limitatamente alle produzioni cartografiche e di vedutistica, Johann Friederich Probst (1721-1781) ed il fratello Georg Balthasar Probst (1732-1801) sono da ricordare. Il primo in virtù proprio delle vedute di città stampate dai disegni di Friedrich Bernhard Werner, il secondo per il matrimonio con la figlia di Matthäus Seutter e per l'acquisizione nel 1762 assieme al socio Tobias Conrad Lotter dell'officina cartografica Seutter.
Inseriamo tre ingrandimenti della sola parte incisa di questa monumentale stampa antica di Mantova disegnata da Friedrich Bernhard Werner:




