- Autore: Abraham Ortelius
- Epoca: 1573
- Misure: 55,6 x 23 cm il foglio
- Prezzo: venduto
Meravigliosa carta geografica del lago di Como intitolata “Larii Lacus vulgo Comensis Descriptio” disegnata da Abraham Ortelius per il suo celeberrimo Theatrum Orbis Terrarum, primo atlante della storia che per completezza e organizzazione possa definirsi tale, nell'edizione in latino del 1573.
Come si specifica nella stessa mappa del lago di Como, Ortelio si avvalse del lavoro di Paolo Giovio (Auct. Paulo Jovio), storico comasco, risalente al 1559, a cui diede una spettacolare rilettura artistica e storica. In effetti, il territorio è raffigurato su un immaginario foglio che il tempo ha parzialmente lacerato ed arrotolato, dopo averne fatto staccare alcuni chiodi che lo tenevano teso alla sua cornice, svelando gli estremi di un paesaggio che possiamo credere nei dintorni di Como. Inoltre, seguendo il suo stile e la sua passione per la storia, Ortelio inserisce tra la topografia brevi frasi che descrivono aspetti peculiari del territorio del lago di Como: “Comum, duorum Pliniorum patria”; “Brandelli arxi Luitprandi regis opus”; “Museum P. Iovii Ubi olim Plinii platanus fuit eius epistolis celebrata”; “Hic candidi marmoris fodinæ”; “His montibus nigrum marmor exscinditur”; “Cultonius ager generoso vino celebris”; “Pontis sublicii vestigia” sono solo alcune delle più curiose.
Il lago di Como è illustrato disteso, con il nord a destra per ragioni pratiche, e sotto al titolo “Larii Lacus vulgo Comensis Descriptio” Ortelius non inserisce una rosa dei venti, ma specifica come il lago sia orientato “Excurrit Larius a Meridie in Septentrionem”, purtuttavia avendo un ramo che “pronior tamen in Oriente”. Le sue acque sono chiaramente navigabili sia con piccole barche a remi, sia con più grandi imbarcazioni a vela e non si esclude che possano celare pesci mostruosi.
I centri abitati che sorgono sulle sue sponde sono indicati con un castellino, tranne Como delineata in alzato, chiusa nelle mura medievali. Le montagne che sorgono attorno al lago vengono rappresentate con generiche catene nel più tipico stile orteliano, con l'intenzione di segnalare un'area alpina, non conoscendo ancora quale artifizio grafico avrebbe potuto mostrare le reali catene e vallate.
Data la sua grandissima importanza storica, il Theatrum Orbis Terrarum di Abraham Ortelius è l'atlante più studiato e questa carta geografica del lago di Como “Larii Lacus vulgo Comensis Descriptio” deriva dalla rara edizione con testo nel retro in latino del 1573 nella quale la lastra è nel suo primo stato, precedente ad alcuni piccoli ritocchi nel tratteggio.
La carta geografica del lago di Como si presenta con una piacevole coloritura e la conservazione è buona, con il solo bordo sinistro più breve rispetto agli altri. Da sottolineare come il margine inferiore sia stato aggiunto ed in effetti la “Larii Lacus vulgo Comensis Descriptio” in origine avrebbe dovuto essere associata al territorio di Roma (Territorii Romani Descrip. posto nella metà inferiore sinistra) e al Friuli Venezia Giulia (Fori Iulii, vulgo Friuli typus, collocato nella metà inferiore destra), carte geografiche che evidentemente sono andate perse.

