NOVA ITALIÆ DELINEATIO

carta geografica italia nova merian
  • Autore: Matthäus Merian
  • Epoca: 1640
  • Misure: 39,7 x 33,7 cm il foglio
  • Prezzo: venduto

Grande classico della produzione incisoria tedesca della prima metà del seicento, questa carta geografica dell'Italia, dal titolo “Nova Italiæ delineatio”, deriva dall'Itinerarium Italiæ Nov-antiquæ opera scritta da Martin Zeiller e stampata da Matthäus Merian il vecchio a Francoforte sul Meno nel 1640.

Matthäus Merian il vecchio (1593-1650) è stato un capace incisore svizzero nato a Basilea, ma affermatosi professionalmente a Francoforte sul Meno dove ebbe modo di lavorare nella bottega fondata da Theodor de Bry, incisore ed editore conosciuto soprattutto per la “Collectiones Peregrinationum in Indiam Orientalem et Occidentalem”, opera che occupa un posto importante tra le pubblicazioni di fine cinquecento principalmente per le illustrazioni circa i primi tentativi di colonizzazione del nord America da parte degli Inglesi.
Impiegato come incisore, Merian si segnalò, tanto da sposare Maria Magdalena de Bry, figlia di Johann Theodore de Bry, forse insieme al padre tra i migliori incisori a bulino olandesi, e dal 1625 circa da prendere in mano l'azienda, dandole un notevole incremento ed occupandosi in particolare dello sviluppo dei libri di topografia e di viaggi.
Nella bottega ora “Merian” lavorarono anche i figli Kaspar e soprattutto il quotato Matthaeus il giovane, i quali dopo la morte del padre proseguirono con immutato successo la gestione dell'attività che continuò fino al 1727. Matthäus Merian il vecchio in tarda età ebbe anche una figlia, Maria Sibylla, destinata ad una vita avventurosa ed a diventare una grandissima illustratrice del mondo floreale, ornitologico ed entomologico sia come pittrice che acquafortista. Lo stesso Linneo nel preparare la sua classificazione si avvalse delle fatiche della Merian.
Tra le opere che furono edite da Merian troviamo titoli eterogenei relativi all'alchimia, agli emblemi, alla medicina, alle scienze naturali, alla teologia, all'arte militare, ma le più ragguardevoli concernono la geografia e l'illustrazione di città. In particolare nel 1640 uscì da casa Merian l'Itinerarium Italiæ Nov-antiquæ, di cui la carta geografica “Nova Italiæ delineatio” è la prima tavola, scritto da Martin Zeiller, compilatore con una produttività senza pari, il quale affiancò Matthäus il vecchio nella stesura della collana che costituì il maggior e più ambizioso sforzo tipografico del Merian e dei suoi eredi: le Topographiæ Germaniæ, sedici volumi descrittivi e profusamente illustrati sui territori del Sacro Romano Impero.

Il formato contenuto, ma non piccolo; la fine incisione che scaturisce dalle capaci mani di Merian; la sensibilità nell'aggiungere garbati elementi di decoro sono gli aspetti che elevano questa carta geografica “Nova Italiæ delineatio” facendola spiccare nel panorama del primo seicento.
Il titolo è posto in un cartiglio formato da quelle forme geometriche curve con inserti di frutta tipiche del periodo; l'orografia è disegnata con delicate ed irregolari catene di coni di talpa; il corso dei fiumi è simboleggiato da un unico tratto più o meno marcato; le coste sono accompagnate da un tratteggio orizzontale.
Le città sono individuate con un cerchietto o un castellino a seconda dell'importanza e una minuscola croce a uno o due bracci indica se il centro sia sede vescovile o arcivescovile; infine un leggero tratteggio indica i confine tra gli stati d'Italia.

La conformazione della penisola ricalca il modello proposto da Antonio Magini nel 1608 attraverso la copia fattane da Willem Blaeu verso il 1616, disegno che si ritrova in tutte le carte geografiche dell'Italia del XVII secolo.

Foglio ben conservato, con margini sani e regolari, poco afflitto da quelle fioriture frequenti nelle carte sottili e di scarsa qualità dell'area tedesca. Inchiostratura uniforme e priva di zone d'ombra che si possono ritrovare negli esemplari della “Nova Italiæ delineatio” stampati dopo il 1640.


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