EUROPAE TABULA Sexta continet Italiam & Cyrnum insulam.

carta geografica italia waldseemüller fries
  • Autore: Laurent Fries
  • Epoca: 1541
  • Misure: 38,2 x 23,8 e 36,6 x 23,8 cm la xilografia (proiezione trapezoidale); 52,5 x 39,2 cm il foglio
  • Prezzo: venduto

Notevolissima carta geografica rinascimentale dell'Italia tolemaica disegnata da Laurent Fries riprendendo la analoga di Martin Waldseemüller ed inserita nella Claudii Ptolemaei Alexandrini Geographicæ Enarrationis Libri Octo atlante edito a Vienne, poco a sud di Lione, da Gaspar Treschel nel 1541.

Il Waldseemüller è stato un cartografo tedesco passato alla storia soprattutto per aver proposto per la prima volta in una sua mappa del Mondo il termine “America” per il nuovo continente, parola che designava in origine la sola America meridionale. Egli curò anche una fondamentale edizione della “Geographia” di Tolomeo nel 1513 (Geographiæ opus novissima traductione a Grecorum archetypis castigatissime pressum) la quale, avendo un cospicuo numero di mappe moderne (venti) accanto alle tradizionali 27 tolemaiche, è considerata l'edizione più innovativa degli atlanti tolemaici se non, un po' forzatamente, il primo atlante moderno.

Dopo quella del 1513 seguì la ristampa ancora a Strasburgo del 1520 quindi nel 1522 la prima di Laurent Fries il quale disegnò ed aggiunse due mappe ed un nuovo mappamondo quindi ricopiò le altre di Waldseemüller in un formato per molte leggermente minore. Questa nuova versione del Tolomeo di Waldseemüller fu pubblicata sempre a Strasburgo da Johann Grüninger il quale nel 1525 ripropose l'opera dopo averne migliorato i testi grazie al lavoro di traduzione dal greco di Wilibald Pirkheimer che si appoggiò alle note di Johannes Regiomontanus.
Scomparsi nei primi anni trenta del cinquecento sia Fries che Grüninger, le matrici lignee furono vendute ai fratelli Melchior e Gaspar Trechsel, editori di Lione, i quali nel 1535 diedero alla luce la terza edizione della “Geographia” di Tolomeo con le tavole del Fries questa volta con i testi rivisti da Michele Serveto, umanista e teologo di vasta cultura morto sul rogo per mano dei calvinisti. In effetti, i calvinisti ebbero molto da obiettare circa i contenuti di queste prime tre pubblicazioni per quanto concerne lo scritto accompagnatorio della carta geografica della Terra Santa, ove si negava la sua fertilità.

Nel 1541 il solo Gaspar Treschel diede alle stampe la quarta ed ultima edizione dell'opera, riconoscibile dalle precedenti per l'assenza nelle mappe in alto del titolo spostato nel retro del foglio, come troviamo in questa carta geografica d'Italia ove il testo descrittivo è sormontato dalla precisazione “EUROPAE TABULA Sexta continet Italiam”.

Essa si basa, dunque, su quella del 1513 di Martin Waldseemüller, il quale potrebbe aver tenuto in considerazione le carte di Nicolò Germanico edite a Ulm nel 1482 e 1486, certamente sapendo esprimere un prodotto autonomo e migliorativo.

La proiezione trapezoidale, la distensione est-ovest della penisola che si torce verso nord-sud nell'estremo meridione quasi non ci stesse nel foglio, l'assenza della Sicilia e della Sardegna -che godevano di una raffigurazione con una carta geografica a sé stante- sono gli elementi tipici delle carte d'Italia tolemaiche come questa disegnata dal medico e cartografo Laurent Fries.
In ossequio alla descrizione degli Antichi della Terra, della quale la Geographia dell'Alessandrino Tolomeo costituisce la summa, oltre i margini verticali graduati si possono trovare alcune indicazioni geografiche: in questa “Europæ Tabula Sexta continet Italiam” a destra si precisa che l'Italia è racchiusa tra l'undicesimo ed il quattordicesimo parallelo e che la durata massima del giorno è compresa tra circa le 14 ore e mezza e le 15 ore e mezza; sul lato di sinistra i gradi di latitudine sono riscritti in Miliaria o Milia passum.

L'incisione su legno non permetteva un dettaglio spinto, così gli Appennini sono rappresentati come una radice che percorre la penisola e presentano una ombreggiatura breve e distanziata; le Alpi invece l'hanno intensa e lunga per comunicare artisticamente la maggiore imponenza; i centri sono indicati da un cerchio e identificati a caratteri gotici spesso con abbreviazioni; i fiumi sono mostrati con una singola linea continua e pochi hanno il nome; i laghi hanno forma e posizione precaria, solo il Maggiore ha il nome indicato e il lago di Garda ha una forma più stretta rispetto al disegno del Waldseemüller.

Il foglio di questa meravigliosa carta geografica d'Italia dal fascino unico ed arcaico è conservato egregiamente. Gli unici difetti sono presenti negli angoli dell'ampio margine inferiore ove sono visibili alcuni segni ed in quello di destra una trascurabile mancanza di carta. Nel retro quattro piccoli tasselli di carta rinforzano i punti deboli del medesimo bordo.

retro carta geografica italia waldseemüller fries


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