CARTA GEOGRAFICA GENERALE DELL'ITALIA

carta geografica generale italia albrizzi
  • Autore: Giambattista Albrizzi
  • Epoca: 1751
  • Misure: 46,8 x 36,2 cm il foglio
  • Prezzo: venduto

Carta geografica generale dell'Italia con una sorprendente coloritura coeva che segue sia i confini degli Stati che le suddivisioni interne.
Fu pubblicata all'interno del XVIII volume de Lo Stato presente di tutti i Paesi, e Popoli del Mondo naturale, politico, e morale edito a Venezia da Giambattista Albrizzi nel 1751. La medesima lastra era già stata usata dall'Albrizzi per la carta dell'Italia all'interno del secondo volume di due che formano il suo Atlante novissimo, stampato l'anno precedente.
Gli esemplari legati a “Lo Stato presente di tutti i Paesi, e Popoli del Mondo”, come il nostro, hanno numerose pieghe editoriali utili a richiudere la carta geografica all'interno del volume in-8°, mentre quelli provenienti dall'Atlante novissimo hanno solo la piega centrale.

La carta geografica generale dell'Italia è caratterizzata da chiarezza ed equilibrio tra gli spazi, ottenuti con una scelta di quali città segnare, raffigurate o in pianta, o con un castellino, o con un cerchietto a seconda della rilevanza; con l'essenzialità nei corsi dei fiumi; col sacrificio dell'orografia, indicata molto sporadicamente con montagnole nella Sardegna settentrionale, per un tratto dell'Appennino tosco-romagnolo e poco altro.
Due angoli opposti sono occupati da vignette incise probabilmente da Giuliano Giampiccoli. In quella inferiore è presente il titolo “Carta geografica generale dell'Italia” affiancato da una figura femminile, allegoria della Penisola, che indica oggetti legati alle arti, a ricordare i pregi e le virtù degli italiani, mentre in alto sono riconoscibili allusioni alla gloria militare.
Nell'angolo opposto dei pastori conducono il proprio gregge, passando accanto ad un antico busto, creando un contrasto tra la antica gloria trascorsa e la realtà rurale italiana.

La forma allungata della Penisola, che si stringe tra la Terra di Lavoro e l'Abruzzo; la Liguria stirata in senso est-ovest; la costa romagnola che forma un angolo retto sotto Ravenna; la Sardegna ruotata in senso orario; la necessità di creare un riquadro per poter rappresentare la Sicilia sono tutte caratteristiche che denotano il legame stretto tra questa carta geografica generale dell'Italia e la penisola delineata da Antonio Magini ai primi del seicento, che si rivela essere stata la fonte di riferimento. Pertanto, a dispetto dei numerosi esempi da decenni in circolazione di carte con una Italia notevolmente migliorata, Albrizzi preferì inserire nel 1751 all'interno della sua opera un disegno ampiamente arcaico per l'epoca, benché tenesse in maniera particolare alla sua collana “Lo Stato presente di tutti i Paesi, e Popoli del Mondo” perché questo era “il primo libro di viaggi […] che si sia proposto per iscopo la verità e non la meraviglia”. La fortuna della pubblicazione fu eclatante tanto che “arrivato a pubblicare appena l'ottavo tomo mi trovai ben tosto, per esito fortunato, privo d'ogni esemplare”.
Comunemente si attribuisce la carta geografica generale dell'Italia al Salmon in quanto i volumi dell'Albrizzi sono la traduzione in italiano del “Modern History: or, the Present State of all Nations” di Thomas Salmon, lavoro che apparve tra il 1725 e il 1739 a Londra in 32 volumi.

Come si diceva, esemplare con una inaspettata coloritura coeva nei toni decisi giallo, verde, rosso che segue i confini ed i corsi dei fiumi, comprendendo anche il riquadro esterno e la scena col titolo. Purtroppo erano andati perduti i margini bianchi, richiedendo un intervento di restauro per la completa ricostruzione.


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