- Autore: Placide de Sainte-Hélène
- Epoca: 1702-1704
- Misure: 72 x 51,2 cm circa ciascun foglio
- Prezzo: venduto
Nel settecento quasi fosse una moda, sono apparse alcune carte geografiche dedicate al corso del Po, solitamente composte da due, tre o più fogli, a volte di ampio respiro tanto da essere mappe di tutta l'Italia del nord, altre più specificatamente del solo Eridano.
Proponiamo la prima edizione di quella che resta la composizione più dettagliata e più lunga che si sia realizzata sul corso del Po disegnata dall'agostiniano Padre Placide de Sainte-Hélène ed incisa tra il 1702 ed il 1704 da Charles Amadeus de Berry su 5 lastre intagliate in modo tale da potersi eventualmente unire in un'unica composizione che diverrebbe lunga un po' più di 2,40 metri.
Ciascun foglio ha un suo titolo in alto che rimanda ai territori attraversati dal fiume in quel tratto, ma la suddivisione non è politica, sicché alcuni stati o ducati si trovano raffigurati su due fogli e spesso solo in parte, non allargandosi la descrizione del territorio molto a nord e sud del fiume.
- Primo foglio: “La SOURCE du PO, et les PASSAGES de FRANCE en PIEMONT.”
È il solo foglio che abbia la data del 1704, riportata in basso in un riquadro ove si indica che, per questa prima edizione, il Berry funse anche da stampatore a Parigi. Appare un'ampia parte dei territori francesi delle Alpi ed un ristretto tratto del corso del Po, dalla sorgente a poco oltre Saluzzo. Sono indicate le vie di comunicazione che attraversano le montagne tra lo Stato Sabaudo ed il Regno del Re di Francia, nonché i confini politici ed amministrativi.
Il foglio misura 72,8 x 51,5 cm, mentre l'incisione è 50 x 41,3 cm; ha il margine di destra integro, ma piegato mezzo cm dopo la battuta del rame.
- Secondo foglio: “Le COURS du PO dans le PIEMONT et le MONTFERRAT.”
In basso a destra è indicato il privilegio per 15 anni con la data del 1702, anno nel quale il progetto era evidentemente concluso, mancando l'incisione di parte dei rami. Il corso del Po si estende da Torino, che già appariva nel bordo del foglio precedente, fino al Naviglio Albonea nella Lomellina. In tutti i fogli molta attenzione è data ai canali di bonifica segnati in modo da potersi distinguere immediatamente dall'idrografia naturale.
Il foglio misura 72,3 x 51,2 cm, mentre l'incisione è 50 x 41,1 cm; i margini verticali sono integri, ma piegati un cm circa oltre la battuta del rame.
- Terzo foglio: “LE COURS DU PO dans le MILANEZ.”
Accanto al titolo appare la data del 1703 e sotto l'indicazione che il Berry a Parigi aveva la sede in rue Saint Jacques davanti la fontana di S. Severino. Se nel foglio precedente erano indicate le strade, in questo non appaiono, benché vi siano alcuni ponti, a dimostrazione della disparità di fonti adoperate dal Placide per disegnare un territorio così esteso e riguardante molteplici Stati quale è tutto il corso del Po, che in questo foglio si estende dall'ultimo tratto nella Lomellina fino al paese di Rocca Bianca nel Parmense.
Le misure sono 71,7 x 51,3 cm il foglio; 49,7 x 41 cm l'incisione. I margini verticali sono integri, ma piegati 1,5 cm circa oltre la battuta del rame.
- Quarto foglio: “LE COURS du PO, dans le DUCHE' de MANTOUE.”
Di seguito al titolo appare la data del 1703, chiaramente corretta su un iniziale 1702. Viene descritto il tratto del Po dalla confluenza col Taro fino a Stellata dove si stacca il ramo del Po morto che, si vedrà nel prossimo foglio, si dirige verso Ferrara. In questa tavola vi sono dei rimandi alle vicissitudini legate alla guerra di successione spagnola, argomento molto sentito nel primo settecento ed al quale saranno dedicate apposite carte geografiche. Sono indicati gli schieramenti in occasione dell'assedio di Mantova e della battaglia di Luzzara del 15 agosto 1702.
Il foglio misura 72 x 51 cm, mentre l'incisione 49,7 x 41,1 cm. I margini verticali sono integri, ma piegati 1,5 cm circa oltre la battuta del rame.
- Quinto foglio: “LE COURS du PO dans le DUCHÉ de FERRARE et les ETATS de VENISE.”
È il foglio con il cartiglio col titolo generale della composizione “Le Cours du Po dedié au roy” con la data del 1703, l'indicazione che Padre Placide degli agostiniani scalzi, geografo ordinario del Re, ne è l'autore, il Berry l'incisore e l'editore. Tutta la cartella del titolo e della scala di miglia porta riferimenti militari legati evidentemente alla guerra di successione spagnola che vedeva un'armata francese impegnata lungo il Po. Una figura a sinistra studia il corso del fiume, mentre un militare a destra attende la fine dell'analisi; in basso è posta una scena di battaglia campale e sotto ancora un assedio ove si legge “N. Guerard invenit fecit”. A chiudere i riferimenti vi è una palla di cannone nel momento dell'esplosione.
Per quanto concerne l'aspetto geografico, viene descritto l'ultimo tratto del Po con la foce, allargando al Po di Volana ed al Po di Arginta che si separano all'altezza di Ferrara.
Il foglio misura 72,2 x 51,1 cm, mentre l'incisione è 49,9 x 41 cm; ha il margine di sinistra integro, ma piegato 1,5 cm dopo la battuta del rame.
I fogli sono tutti stati stampati su carta di ottima qualità, consentendo una conservazione invidiabile. Le pieghe nei margini furono fatte per poter accostare tutte le incisioni così da formare visivamente un unicum, pur restando in cinque cornici, senza dover ricorrere ad un restauratore per unire in una composizione sola i cinque fogli. L'effetto complessivo è notevole, anche in virtù della bella coloritura dell'epoca con integrazioni successive, creando un corso del Po lungo circa 3 metri se lasciato in 5 fogli separati; 2,4 metri se uniti.
È noto un secondo stato della carta geografica del corso del Po, pubblicato nel 1734 con le iscrizioni rimaste invariate, ma nel cartiglio dopo il privilegio si trova l'indicazione del rinnovo per altri 15 anni dal 1734. In questo secondo stato fu raccolto in Cartes de Géographie par le R[évéren]d Père Placide, augustin déchaussé, géographe ordinaire du Roy, atlante privo di data che in "Les Atlas Français XVIe.-XVIIe. siècles” l'autrice Mireille Pastoureau data in prima edizione al 1714, altre fonti, invece, suggeriscono il 1704 mantenendo la datazione ultima delle carte geografiche contenute. Nella prima edizione dell'atlante dovrebbero essere contenuti questi cinque fogli del corso del Po.
Inseriamo l'immagine dei fogli del corso del Po del Placide accostandoli dopo aver richiuso le pieghe:







