- Autore: Abraham Ortelius
- Epoca: 1595
- Misure: 48,2 x 34,5 cm l'incisione; 52,9 x 41,4 cm il foglio
- Prezzo: venduto
Carta geografico-storica della Magna Grecia, fra le più affascinanti tra quelle disegnate da Ortelio.
Magnifica per la forma dell'Italia meridionale, magnifica per le ricche cartelle tra cui quella col titolo “Itala nam tellus GRAECIA MAIOR erat”, magnifica per i decori nei testi, magnifica per l'armonia compositiva, questa carta geografica fu delineata da Abraham Ortelius per il suo Parergon nell'edizione latina del 1595.
Composto da sole carte storiche, tema caro ad Ortelio, il Parergon è un atlante in riferimento al quale lo studioso di cartografia Cor Koeman sottolinea come debba essere considerato un lavoro personale di Ortelio in quanto per quest'opera non copiò, come per il "Theatrum Orbis Terrarum", mappe di altri cartografi, ma le disegnò lui stesso dando spazio alle regioni e territori del mondo classico e biblico. Pertanto le carte geografiche del Parergon posso essere considerate l'impresa più originale dell'Ortelius e la più importante del genere nel XVI secolo.
I territori della Magna Grecia, corrispondenti all'attuale Puglia, Basilicata e Calabria, sono divisi con un leggero tratteggio e l'uso del colore tra la Apulia, la Calabria che per i Latini corrispondeva alla penisola Salentina, la Magna Grecia, il Bruzio e la Locride. Sono indicate le città esistenti nell'antichità con i nomi dell'epoca e sono delineati come un cordone gli Appennini da cui scendono, brevi, i fiumi. Evidenti sono i boschi con la foresta della Sila in risalto. Si leggono con chiarezza i nomi dei popoli che abitavano la regione ed una infinità di concise note che danno sapore alla lettura della carta geografica.
Tre mirabili cartigli occupano sapientemente gli spazi. In quello di sinistra vengono delineate le Tremiti o Isole Diomedee come le chiamavano gli antichi; in quello centrale appare il titolo “Itala nam tellus GRAECIA MAIOR erat” che riprende un passaggio del quarto libro dei “Fasti” di Ovidio; in quello a destra si può leggere la dedica a Ioachim Camerarius, celebre medico di Norimberga, amico sincero di vecchia data di Ortelio.
In una quarta cartella posta nell'angolo basso di sinistra Ortelio si indica quale autore ed aggiunge la data del 1595.
Completano la costruzione decorativa di questa carta geografica della Magna Grecia le eleganti volute che impreziosiscono i nomi dei mari e i velieri che ne solcano le acque.
Conservazione pressoché impeccabile: piega editoriale integra, così come i margini. Una lacerazione, impercettibile dal fronte, all'altezza della Basilicata in corrispondenza della scritta “Siritis regio” è chiusa nel retro. La coloritura, antica se non coeva del periodo, esalta al massimo l'effetto decorativo del foglio.
L'assenza di numero di pagina nel retro, unitamente alla struttura del testo latino, permettono di associare questo esemplare della “Itala nam tellus GRAECIA MAIOR erat” all'edizione del 1595 del Parergon dell'Ortelio.
Inseriamo due ingrandimenti della “Itala nam tellus GRAECIA MAIOR erat” di Abraham Ortelius:



