- Autore: Johann Gabriel Doppelmayr
- Epoca: 1742
- Misure: 57,3 x 49,2 cm l'incisione; 62,2 x 53,3 cm il foglio
- Prezzo: 1200 euro
- Codice: (407)
La carta celeste “Systema Solare et Planetarium” del professore Johann Gabriel Doppelmayr è, se non la più affascinante, certamente tra le più belle delle sue tavole cosmologiche.
Dedicata al sistema solare secondo l'ipotesi copernicana e ad altri aspetti di astronomia, è tratta dall'Atlas coelestis in quo Mundus Spectabilis edito a Norimberga dagli eredi di Johanne Baptista Homann nel 1742.
Il cuore del “Systema Solare et Planetarium” consta nella raffigurazione, secondo le conoscenze di inizio settecento che includevano le osservazioni di Christiaan Huygens, del sistema solare disegnato seguendo la teoria di Niccolò Copernico, arricchito da precise e dettagliate notazioni su rivoluzione, rotazione, afelio, perielio di ogni pianeta; sono mostrate le orbite fino a Saturno, con i relativi satelliti conosciuti. Ai limiti del sistema solare, intervallati dai nomi dei mesi, appaiono le costellazioni dello zodiaco.
I quattro angoli del foglio sono dedicati all'approfondimento di alcuni aspetti di astronomia: in alto a destra immerse in cupe nubi fanno capolino varie stelle fisse con i loro sistemi planetarii e si comincia a comprenderne le distanze con un moto di orrore e sgomento (perceptu horrendum!). Più in basso vi è la spiegazione di quali circostanze siano necessarie affinché si realizzi un'eclissi di Luna; quindi trovano raffigurazione i tre sistemi astronomici più celebri, quello ormai rotto e superato di Tolomeo, ampiamente coperto dai nuovi strumenti scientifici che ne hanno dimostrato la falsità; quello di Tycho-Brahe, creato secondo le osservazioni -sic oculis- e quello di Copernico, studiato applicando con intelligenza le osservazioni -sic ratione-, protetto da Urania, musa dell'astronomia.
Nel lato opposto, in alto appare il Sole messo a confronto nelle dimensioni con gli altri pianeti e di alcuni di questi si disegna come si mostrino all'osservazione col cannocchiale. Più in basso si riferisce dell'eclissi di Sole del maggio 1706, matematicamente prevista, minuziosamente osservata, che interessò principalmente l'Europa. In particolare, l'emisfero australe del mappamondo è posizionato in modo da illustrare l'area di eclisse parziale nel momento in cui Norimberga, luogo natale e di lavoro del Doppelmayer, si trovava al culmine dell'eclisse.
Infine, poggiati su nuvole, numerosi putti calcolano, osservano, disegnano il cielo adoperando cannocchiali, sfere armillari, astrolabi, lenti, compassi, quadranti.
La carta celeste “Systema Solare et Planetarium” costituisce la seconda tavola delle trenta carte che formano nell'insieme l'Atlas Coelestis, opera più curata esteticamente in ambito astronomico del settecento e che ha dato fama al Doppelmayr.
La preparazione della lastra si fa risalire al 1706 e fu pubblicata per la prima volta nel “Neuer Atlas” di Johann Baptist Homann del 1707, quindi venne riusata più volte -nell'Atlas von hundert Charten del 1712 e nel Grossen Atlas del 1716 su tutti- prima di approdare nell'Atlas coelestis in quo Mundus Spectabilis nel quale per la prima volta tutte le incisioni disegnate da Doppelmayr vennero raccolte insieme.
L'Atlas Coelestis dopo il 1742 conobbe alcune ristampe col titolo modificato in “Atlas Novus Coelestis” e con l'aggiunta di sei tavole a dimostrazione dello stupore ed interesse che il tema suscitava nel settecento, un secolo nel quale le conoscenze scientifiche si amalgamano con meraviglia al lato artistico delle creazioni come si denota in questa carta del sistema solare di Johann Gabriel Doppelmayr, il quale ebbe ottimi e duraturi rapporti col concittadino Johann Baptist Homann, fino alla morte di questi nel 1724, ed i suoi eredi in seguito, tanto che fu sempre e solo la casa editrice Homann a pubblicare i suoi lavori.
Esemplare ottimamente conservato, foglio vergellato e filigranato privo di difetti. Magnifica coloritura assai incisiva, di sicuro rinforzata su una base dell'epoca.
Inseriamo gli ingrandimenti della sola parte incisa di questa spettacolare carta celeste del Dopperlmayr intitolata "Systema Solare et Planetarium":



