- Autore: Paolo Petrini
- Epoca: 1700
- Misure: 62 x 45,1 l'incisione; 71 x 48,6 cm il foglio
- Prezzo: 1100 euro
- Codice: (463)
Preziosa carta geografica con l'alta e bassa Lombardia incisa da Antonius Dözel e stampata nel 1700 a Napoli da Paolo Petrini nella sede di San Biagio dei librai, quindi raccolta all'interno dell'Atlante Partenopeo, opera che riunisce le carte geografiche del Petrini.
Come viene espressamente scritto nel cartiglio dopo il titolo “Alta e Bassa Lombardia”, il disegno cartografico fu “cavato dalle memorie più recenti e carte più esatte da Giaccomo Cantelli da Vignola”. In realtà il Cantelli aveva diviso in due mappe la Lombardia: l'alta, corrispondente ai territori Piemontesi, al ducato di Milano, alla Repubblica di Genova ed al ducato di Parma, ossia l'antica Neustria Longobarda; la bassa, che comprendeva la Repubblica di Venezia, il ducato di Mantova e quello di Modena, ossia l'antica Austria Longobarda.
Di due carte geografiche il Petrini ne fa una, riducendo l'estensione verso est ad Udine e verso ovest a Torino, posizionando oltretutto l'ampio cartiglio sopra una parte del Milanese. Pertanto l'area descritta copre il nord Italia perdendo parte del Friuli e l'Istria e un'ampia sezione del Piemonte, estendendosi a nord alla Valtellina, al contado del Tirolo fino a Bolzano ed a tutto il Cadore e verso sud comprendendo integralmente la Romagna papalina e la Toscana fino a Firenze.
L'incisione è nitida e consente un'ottima leggibilità della carta geografica, favorita dai colori stesi all'epoca lungo i confini politici, malgrado l'aggiunta di un discreto numero di indicazioni topografiche rispetto alle mappe di Giacomo Cantelli, dimostrando di non essere una mera copia, ma un lavoro di ricerca ed approfondimento, in linea con le mappe disegnate dal Petrini.
Il fastoso cartiglio col titolo “Alta e Bassa Lombardia” è chiuso da una devotissima e reverendissima dedica a Vostra Eccellenza don Emanuel di Silva, Generale delle Galere del Regno di Sicilia, prestigiosa carica militare che prevedeva la conoscenza della geografia a cui Paolo Petrini nella dedica fa cenno.
La carta geografica è indubbiamente rara, come tutti i lavori del Napoletano, tanto da non essere catalogata nell'ottimo ed esaustivo “Terre di Langobardia”. Anche le informazioni sulla biografia di Paolo Petrini sono molto scarne; si sa che fu attivo a Napoli nel periodo compreso tra il 1692 ed il 1748 prima come incisore di soggetti pittorici e di ritratti di illustri napoletani, quindi come piccolo editore e libraio nel 1713 con un volume sulle facciate delle chiese più cospicue di Napoli e nel 1718 con uno sulle facciate dei palazzi napoletani. Sua è una grande ed importante veduta prospettica di Napoli, che susciterà viva eco nell'editoria straniera, pubblicata una prima volta nel 1698, quindi riproposta nel 1718 e con modifiche nel 1748.
L'Atlante Partenopeo ovvero Raccolte di tavole geografiche degli autori più classici et accurati corrette et aumentate secondo le relationi più moderne si può indicare come il suo progetto più travagliato che si trascinerà per decenni, forse senza giungere ad una versione definitiva giacché non se ne conosce un indice a stampa, né tantomeno una datazione. Nacque come raccolta delle svariate decine di carte geografiche che il Petrini aveva delineato nell'ultimo decennio del seicento e che furono edite a Napoli ad iniziare dal 1700 dapprima come fogli sciolti, quindi raccolti in atlante che l'Almagià data al 1735 circa.
La diffusione delle carte prima e dell'atlante poi fu ristretta all'ambito del Regno di Napoli, da cui deriva oggi la assoluta rarità, e non godette di quel successo che avrebbe meritato. In effetti, il lavoro cartografico del Petrini è chiaramente debitore delle mappe di altri autorevolissimi cartografi a lui precedenti come i Sanson o contemporanei come il De Fer e, per le carte del sud Italia, il Magini attraverso il lavoro di Cantelli da Vignola, tuttavia egli apportò con uno stile personale alcune integrazioni e aggiornamenti.
Foglio stampato su buona carta, priva di strappi nei margini che appaiono adeguati o sufficiente il superiore, con poche e trascurabili macchie visibili nel basso. Lungo la piega editoriale vi è un lavoro di tarlo che ha richiesto un rinforzo nel retro e che ha causato in due brevi tratti nella parte meridionale del ducato di Parma ed a sud del confine col Modenese la perdita di piccoli lembi di carta. Esemplare comunque ottimo impreziosito dai colori stesi all'epoca.
Inseriamo due ingrandimenti di questa interessantissima carta geografica con l'alta e bassa Lombardia del Petrini:



