- Autore: Nicolas de Fer
- Epoca: 1716
- Misure: 33,8 x 23,4 cm l'incisione; 45 x 25,5 cm il foglio
- Prezzo: 370 euro
- Codice: (374)
A dispetto del titolo “Les Estats de l'Eglise et de Toscane”, questa carta geografica si concentra sul centro Italia, non descrivendo compiutamente né il Granducato di Toscana, a cui mancano le enclavi settentrionali, né lo Stato della Chiesa, la cui raffigurazione termina con la Romagna meridionale.
La lastra fu incisa da Charles Inselin, datata 1705 ed edita a Parigi nel 1716-'17, come dimostra il numero "92" aggiunto in lastra nell'angolo superiore, da Nicolas de Fer all'interno dell'Atlas Curieux ou le Monde Réprésenté dans des Cartes Générales et Particulieres du Ciel et de la Terre, sua opera cartografica di maggior successo.
La carta geografica antica del centro Italia si presenta nitida e ben leggibile, ma grazie all'essenzialità e talvolta all'approssimazione. In effetti, modesto è il grado del dettaglio riservato agli elementi geografici, in particolare l'orografia è appena accennata; più ricca appare l'idrografia che, però, risulta imprecisa, malgrado la peculiarità di indicare i ponti, almeno sui fiumi maggiori. I centri più rilevanti sono raffigurati con un castellino sormontato da una croce se sede di Diocesi. Oltre ai confini politici tra Stato della Chiesa e Granducato di Toscana, si trovano indicati con leggeri puntini i confini territoriali.
Il foglio appare ottimamente conservato, privo di difetti; i margini non hanno strappi e sono sufficienti, benché più ampi verticalmente che orizzontalmente. È accluso il foglio di testo, spesso assente, che descrive “L'Etat de l'Eglise” e “La Toscane” dove si racconta anche della diversa pronuncia della lingua italiana tra Firenze e Roma, ricordando il proverbio “lingua toscana in bocca romana”.
Cartografo francese, nonché incisore, stampatore e commerciante di mappe, Nicolas de Fer (1646-1720) ereditò l'azienda di editoria geografica nel 1687 dopo la morte del padre Antoine de Fer prima e il ritiro per anzianità della madre Geneviève Hourlier poi, riuscendo a ridarle quello slancio che andava perdendo. In effetti, la pulizia delle sue creazioni cartografiche unitamente alla loro bellezza decorativa gli permisero un rapido successo culminato con l'ottenimento del ruolo di geografo ufficiale del Delfino di Luigi XIV dapprima e del secondogenito di quest'ultimo, futuro Filippo V re di Spagna, in seguito.
De Fer aveva sede a Parigi “dans l'Isle du Palais sur le Quai de l'Horloge” e l'insegna era “A la Sphère Royale” come ritroviamo con orgoglio specificato nelle sue carte geografiche, compresa questa del centro Italia.
La sua produzione fu vasta ed in alcuni casi venne copiata o scelta come fonte da altri cartografi anche fuori dei confini francesi. Possiamo ricordare per il successo che riscossero sicuramente il Petit et Nouveau Atlas stampato nel 1697 che diverrà il modello per il successivo Atlas Curieux ou le Monde Réprésenté dans des Cartes Générales et Particulieres du Ciel et de la Terre pubblicato tra il 1700 e 1705 in sei sezioni, con ristampe nel 1716-'17 e 1725; Les Forces de l'Europe, ou Descriptions des principales villes avec leurs fortifications opera di carattere militare edita a Parigi dal 1705; Atlas ou Recueil de Cartes Geographiques dressées sur les nouvelles observations de Mrs. de l'Academie Royale des Sciences atlante più volte stampato dal 1709 nel quale sono raccolte le mappe in-folio di De Fer databili nella maggior parte tra il 1700 ed il 1720.
Nicolas de Fer ebbe tre figlie, due delle quali, Marguerite-Geneviève De Fer e Marie-Anne De Fer, dopo la sua morte nel 1720 ereditarono l'attività, gestendola assieme ai rispettivi mariti Guillaume Danet, morto nel 1732, ed il fratello Jacques-François Bénard Danet, scomparso nel 1751.

