- Autore: Giambattista Albrizzi
- Epoca: 1753
- Misure: 44,4 x 34,8 cm il foglio
- Prezzo: 250 euro
- Codice: (148)
Carta geografica dell'Istria pubblicata da Giambattista Albrizzi a Venezia nel 1753 all'interno del XX volume de Lo Stato presente di tutti i Paesi, e Popoli del Mondo naturale, politico, e morale, opera comunemente attribuita al Salmon in quanto i volumi dell'Albrizzi sono la traduzione in italiano del “Modern History: or, the Present State of all Nations” di Thomas Salmon, lavoro che apparve tra il 1725 e il 1739 a Londra in 32 volumi.
Questa carta geografica dell'Istria è da considerarsi una rappresentazione nuova del territorio istriano, che segna un certo progresso rispetto alle produzioni precedenti ispirate ai lavori maginiani o mercatoriani. Fu delineata probabilmente su fonti manoscritte venete non pienamente identificate.
Tuttavia, pur essendo una raffigurazione innovativa, non è esente da imperfezioni. Seguendo la tradizione del Magini, l'Istria è presentata col nord in alto a sinistra, ma ha un asse meno preciso di quanto non fosse nel disegno maginiano. Al contrario, la linea costiera riflette abbastanza bene la situazione reale.
Anche l'orografia e l'idrografia lasciano a desiderare, alternando corrette indicazioni ad errori; ma è nel numero di sedi umane, consistentemente aumentato, che sta il maggior pregio della carta geografica dell'Istria edita dall'Albrizzi, la quale offre pure la possibilità di individuare la relativa funzione.
In effetti, i toponimi preceduti da una V maiuscola alludono alle comunità rurali più grandi ed antiche, dotate pertanto di una certa autonomia; appaiono i mulini e le chiese isolate, a volte identificate da una croce. Una novità è costituita dalle annotazioni relative ai domini feudali esistenti in Istria, quali Mumiano de C[onti] Rota; Piemonte de Contarini; Vicinata de Grimani; Barbana degli Ecc[ellentissi]mi Loredani ed altri ancora.
Nell'immediato retroterra di Trieste sono segnate alcune strade, benché con tracciato impreciso, lungo le quali i toponimi “Muta” alludono ai luoghi di confine e dazio.
Infine, va evidenziata la qualità incisoria e la varietà nei caratteri che rendono amabilissima questa carta geografica dell'Istria edita dall'Albrizzi, il cui titolo è leggibile nel foglio che pende dal riquadro superiore accanto all'idilliaco paesaggio bucolico con rovine romane, inciso da Giuliano Giampiccoli, che ingentilisce la mappa.
Giambattista Albrizzi teneva in maniera particolare alla sua collana “Lo Stato presente di tutti i Paesi, e Popoli del Mondo” perché questo era “il primo libro di viaggi […] che si sia proposto per iscopo la verità e non la meraviglia”. La fortuna della pubblicazione fu eclatante tanto che “arrivato a pubblicare appena l'ottavo tomo mi trovai ben tosto, per esito fortunato, privo d'ogni esemplare”.
Esemplare ben inchiostrato e conservato, benché abbia il margine superiore formato da una aggiunta di carta, così come parte di quello di destra, ove un tassello ferma un accenno di lacerazione che entrava nel riquadro dei paralleli all'altezza del numero 40.
Le numerose pieghe editoriali utili a richiudere la carta geografica all'interno del volume in-8° sono integre e poco visibili.

