- Autore: Teodoro Vercruÿsse
- Epoca: 1724
- Misure: 62,1 x 53,7 cm il foglio
- Prezzo: 950 euro
- Codice: (161)
Grande carta geografica dell'Etruria antica e moderna, intitolata “Etruria vetus et nova”, incisa con minuziosa perizia e garbo da Teodoro Vercruÿsse nel 1724 per essere raccolta nella De Etruria Regali Libri VII, nunc primum editi. Ad monumenta etrusca operi dempsteriano addita explicationes et conjecturae, opera fondamentale nella crescita dell'interesse verso l'Etruscologia.
L'area raffigurata copre tutto il territorio dell'Etruria, intesa quale regione augustea, ossia quella parte dell'Italia centrale a sud della dorsale appenninica tosco-romagnola dal fiume Magra fino al Tevere, arrivando alle porte di Roma, tanto da inglobare l'intera Toscana, ampia parte del Perugino ed il Lazio settentrionale.
La finezza incisoria del Vercruÿsse, la cui firma con la data 1724 appare nell'angolo inferiore destro, è notevole, tanto da produrre una carta geografica dell'Etruria molto ricca di informazioni geografiche che accostano toponimi moderni ad antichi, e ciononostante pulita, leggibilissima e gradevole, nella quale molte città importanti sono illustrate in prospetto, l'orografia trova il giusto spazio e proporzione, l'idrografia è completa e con i fiumi accompagnati dai relativi nomi.
Il titolo “Etruria vetus et nova” è collocato assieme alla scala di miglia in una cartella rococò con conchiglia e mascherone, curiosamente cinto da fiori che lo rendono bizzarro.
Tuttavia, tale ottima realizzazione non si accompagna alla correttezza, tanto da dover ammettere che l'Etruria vetus et nova del Vercruÿsse sia una carta geografica imperfetta e che non lascerà il segno, presto dimenticata per la nascita di lavori più scientificamente moderni, approntati su basi trigonometriche.
Carta geografica rara a reperirsi, conservata in maniera discreta: l'angolo superiore sinistro è attraversato da una lacerazione restaurata, ma rimasta visibile anche dal fronte; il mare Toscano appare in parte macchiato da un fondo grigio causato forse da una non completa pulizia del rame in fase di stampa. Le pieghe editoriali sono state appianate, risultando pressoché invisibili, e rinforzata nel basso quella centrale.
L'inchiostratura è da buona ad ottima, solo un po' stanca a ridosso della cornice dei meridiani nella zona di Roma.
Inseriamo due ingrandimenti della Etruria vetus et nova di Teodoro Vercruÿsse:



