- Autore: Giacomo Lauro
- Epoca: 1630 ca.
- Misure: 26 x 19,3 cm l'incisione; 26,8 x 20,7 cm il foglio
- Prezzo: 950 euro
- Codice: (37)
Stampa antica di Reggio Emilia della massima rarità incisa da Giacomo Lauro intorno al 1630 avendo come modello la “Reggio di Lombardia” di Justus Sadler pubblicata verso il 1619. Rispetto al solo esemplare che è stato possibile consultare, conservato nella Biblioteca Panizzi, si tratta del primo stato della lastra, antecedente all'inserimento in alto del titolo “Reggio” e del numero 33 nell'angolo superiore destro.
La scelta del bulino del Sadler quale riferimento non poteva essere più felice, in quanto all'epoca era il migliore documento disponibile e lo resterà fino ai primi dell'ottocento.
La raffigurazione del tessuto urbano di Reggio Emilia è completa, mentre appare non finito il lavoro di incisione negli angoli inferiori e della legenda. In effetti, quest'ultima si ferma alla voce “17 S. M.a dele Gra[zie]”, mentre le righe di costruzione proseguono per tutto il lato inferiore, pronte per accogliere i restanti rimandi fino al numero 72, così come presente nel modello di riferimento del Sadler. I numeri completati 1-17 non sono distribuiti all'interno di Reggio Emilia.
Nella “Reggio di Lombardia” di Justus Sadler negli angoli appaiono quattro stemmi, nella stampa antica del Lauro sono copiati i due superiori, rimanendo vuoto lo spazio per i restanti.
A sinistra appare la miracolosa Madonna di Reggio, la quale ricorda l'episodio della guarigione dell'adolescente sordomuto Marchino nel 1596 mentre pregava rivolto all'immagine della Madonna, affrescata da Giovanni Bianchi, detto Bertone, su disegno del pittore Lelio Orsi, nella raccolta cappella appositamente costruita lungo il muro dell’orto dei frati, al “Canton dei Servi”, posta dietro l’abside della chiesa conventuale della SS.ma Annunziata, destinata a divenire nel seicento la Basilica della Madonna della Ghiara.
A destra è collocato lo stemma di Cesare d'Este, duca di Modena e Reggio in seguito alla devoluzione di Ferrara del 1598, composto nel palo centrale dall'aquila della famiglia estense sovrapposta alle chiavi di San Pietro ed alla Tiara papale, mentre nei cantoni sono posti i gigli d'oro di Francia e le aquile imperiali nere legate a Borso d'Este. Lo scudo è sormontato dalla corona ducale e circondato dal collare del Toson d'oro.
Nel corrispettivi spazi inferiori sono visibili alcuni segni di incisione, testimonianza di un lavoro in itinere, che rimandano ad un disegno di campi e non alla costruzione degli stemmi visibili nella stampa antica del Sadler.
La rappresentazione di Reggio Emilia è una pianta in alzato col sud in alto, al contrario di quanto solitamente si sceglieva, pertanto est ed ovest sono capovolti, sicché porta San Pietro appare a sinistra e porta Santo Stefano a destra; la cittadella in basso a destra e la Basilica della Vergine della Ghiara a destra. La presenza dell'importante edificio religioso nella stampa antica del Sadler, la cui edificazione fu completata nel 1619, permette la datazione del modello di riferimento usato da Giacomo Lauro.
Il Lauro è stato un incisore ad ampio respiro, capace di affrontare temi diversi, ma è nella produzione di vedute, piante e scorci di città che ha dato il meglio di sé, trovando notorietà. Nelle creazioni l'intento è suscitare meraviglia ed esaltare la grandiosità dei luoghi descritti, senza preoccuparsi di farne unicamente una fedele ricostruzione.
Tra le sue opere possiamo ricordare la Antiquae Urbis Splendor, dedicata alle vestigia romane divisa in quattro parti edite in momenti diversi tra il 1612 e il 1628, opera che gli ha dato massima fama; i Palazzi diversi nel'Alma cità di Roma et altre, opera poco conosciuta edita da Giovanbattista de Rossi la prima volta nel 1638; l'Heroico splendore delle Città del Mondo, apparsa la prima volta a Roma nel 1639, quindi riproposta accresciuta di dieci incisioni di città nel 1642.
Questa estremamente rara stampa antica di Reggio Emilia fu ragionevolmente inserita in principio in uno degli opuscoli che Lauro pubblicò negli anni tra il 1630 ed il 1645 dedicati ciascuno ad una città. Un buon numero di queste confluì nelle due edizioni dell'Heroico splendore delle Città del Mondo, ma dubitiamo che, almeno in questo stato senza il titolo “Reggio” e il numero “33”, questa stampa antica di Reggio Emilia del Lauro possa esservi stata inserita.
Lo stato di conservazione del foglio è buono in virtù anche di un lavoro di restauro. È stato chiuso un breve lavoro di tarlo posto in corrispondenza del numero 1 della legenda e colmata una mancanza di carta nel margine superiore al centro che entrava oltre il riquadro nero, senza coinvolgere l'inciso, sopra porta Castello. Sono rimasti quattro fori di tarlo, insignificanti. La coloritura è parziale, stesa da vecchia mano, in maniera da evidenziare il fossato difensivo e le parti a verde della città.

