- Autore: Antonio Magini
- Epoca: 1620
- Misure: 46,1 x 34,9 cm l'incisione; 53,1 x 41,7 cm il foglio
- Prezzo: 400 euro
- Codice: (500)
Carta geografica dell'Abruzzo ulterire, regione del Regno di Napoli, disegnata da Antonio Magini, quindi raccolta solo nel 1620, tre anni dopo la scomparsa del suo autore, nell'atlante Italia, opera concentrata sui soli territori italiani, destinata a segnare un punto fisso nel modo di raffigurare gli Stati della Penisola fino a settecento inoltrato.
Il Magini vi lavorò dall'ultima decade del cinquecento, ma la morte lo colse prima di poter dare alle stampe il lavoro, che sarà pubblicato postumo dal giovane figlio Fabio a Bologna grazie all'intervento economico dei Gonzaga coi quali la famiglia aveva conoscenza da anni.
Si ritiene che questa dell'Abruzzo ulteriore sia tra le prime carte geografiche alle quali Magini pose mano, certamente anteriore al 1597, epoca del suo rientro da Roma, decidendo in seguito di escluderla dal piano dell'opera. Morto il padre, sarebbe stato il figlio Fabio a reinserirla nel momento di predisporre le mappe, avendo egli seguito la struttura dell'atlante “Italia” risalente al 1604, quando l'Abruzzo ulteriore era ancora contemplato.
In effetti, il territorio è descritto secondo canoni diversi da quelli che Magini farà suoi nelle altre carte geografiche: i territori adiacenti sono lasciati quasi interamente in bianco; i riquadri non riportano indicazioni dei meridiani e paralleli; non discende da un lavoro inedito, ma da uno già apparso a stampa nel 1587.
L'area oggetto di rappresentazione spazia dal corso del Tronto a nord fino al fiume Pescara a sud, inoltrandosi nella catena degli Appennini da Amatrice all'Aquila a Popoli, paese collocato ai piedi della Maiella. L'Adriatico è raffigurato con quelle onde a zig-zag frequenti nelle cartografie del cinquecento, soprattutto del Mercatore. L'orografia conta quasi nessun nome di vette ed è strutturata secondo lo spazio disponibile nel foglio, piuttosto che l'importanza.
Senza averne la forza compositiva, la carta geografica dell'Abruzzo ulterire, regione del Regno di Napoli, venne disegnata da Antonio Magini basandosi sull'Abruzzo ulteriore pubblicato a Roma nel 1587 presso Nicolas Van Aelst e delineato da Natale Bonifacio, senza avere quel grado di accuratezza cartografica che possiamo riscontrare nell'Abruzzo citra et ultra che Magini stesso disegnerà in seguito, avvalendosi del fondamentale lavoro di rilevazione compiuto in loco da Niccolò Antonio Stigliola e Mario Cartaro.
Questa lastra, dunque, se non incompiuta, almeno dissimile da tutte le altre, soprattutto da quelle dei territori del Regno di Napoli, avrebbe dovuto essere scartata, essendo superata dall'Abruzzo citra et ultra che Magini disegnò agli albori del XVII secolo, tuttavia il figlio Fabio, aggiuntovi il cartiglio con la dedica ancora assente al condottiero Principe Alfonso d'Este, riunito il lascito paterno come era descritto nell’elenco del 1604 annesso alle “Tabulae Primi Mobilis”, la inserì quale cinquantesima carta geografica dell'atlante “Italia di Giovanni Antonio Magini”.
Il foglio di questa interessante carta geografica, documento che dimostra l'evoluzione del modo di lavorare del Magini, si presenta conservato adeguatamente, viziato da alcuni leggeri aloni di umido agli angoli e da due fori di tarlo di cui uno cade nella pineta disegnata lungo la costa tra la foce del Salino e Pescara. L'inchiostratura è generalmente buona; i margini sono proporzionati ed integri. Una macchia, forse di inchiostro, è visibile nel basso lungo la piega editoriale a cavallo del riquadro nero più esterno.

