- Autore: Antonio Magini
- Epoca: 1620
- Misure: 46,9 x 37,7 cm l'incisione; 53 x 40,2 cm il foglio
- Prezzo: 370 euro
- Codice: (324)
Importante e meravigliosa carta geografica dell'Abruzzo citra et ultra disegnata da Antonio Magini agli albori del XVII secolo e pubblicata postuma a cura del figlio Fabio all'interno dell'atlante Italia, stampato a Bologna nel 1620 grazie al sostegno finanziario dei Gonzaga.
Le carte del Magini costituiscono una pietra miliare nella storia della cartografia italiana in quanto, per almeno un secolo dal loro apparire, furono adoperate come fonte per ogni altra raffigurazione dei territori della Penisola, sia nei lavori degli Olandesi, sia in quelli dei Francesi o dei Tedeschi, i quali riproponevano pedissequamente la toponomastica, l'idrografia, l'orografia e gli elementi di geografia politica dei disegni maginiani, adeguando la veste grafica ai gusti del loro tempo con un ammodernamento estetico ed una differente cura incisoria.
I territori abruzzesi sono divisi in Citra, di cui l'Aquila è la città principale insieme a Pescara, ed Ultra, separati dal fiume Pescara. La dorsale appenninica appare con grande evidenza con monti che si elevano aspri, ma costellati di piccoli centri; spicca il vasto lago di Celano.
Lo spazio nel mare Adriatico è occupato dal cartiglio col titolo “Abruzzo citra et ultra” composto da una elaborata fantasiosa cornice con putti e trombe e trecce di frutta. Nell'angolo opposto in piccolo si legge la dedica a Cesare II Gonzaga: “All'Ill.mo Ecc.mo mio S.r et Pron Col. il S.r D. Cesare Gonzaga Prencipe di Molfetta et Sig.r di Guastalla.”, quindi la firma di “Fabio di Gio. Ani. Magini”.
Per la preparazione di questa carta geografica dell'Abruzzo il Magini si avvalse del fondamentale lavoro di rilevazione compiuto tra il 1583 ed il 1594 da Niccolò Antonio Stigliola, erudito di Nola, in collaborazione con Mario Cartaro, disegnatore e cartografo di Viterbo, ma attivo a Roma e Napoli, i quali avevano ricevuto l'incarico ufficiale di delineare i territori del Regno di Napoli. Gli esemplari a stampa del loro lavoro giunti a noi sono posteriori all'atlante del Magini, pertanto si ritiene che egli abbia potuto disporre in via esclusiva di una elaborazione oggi perduta.
Nell'angolo basso di destra appaiono le iniziali B.W., firma dell'incisore inglese Benjamin Wright, che dovrebbe aver completato nel 1604 un lavoro di intaglio iniziato da altri.
Esemplare con eccelsa inchiostratura decisa e ricca di toni ed una meravigliosa coloritura antica, anche se non coeva. Unici difetti sono un foro di tarlo lungo la piega editoriale sopra Atri ed uno allungato a cavallo tra la battuta del rame ed il margine bianco nel basso, sempre lungo la piega editoriale.
Inseriamo due ingrandimenti della carta geografica dell'Abruzzo citra ed ultra del Magini:



