- Autore: Matthäus Merian
- Epoca: 1640
- Misure: 71,8 x 30,5 cm l'incisione; 75,9 x 33,8 cm il foglio
- Prezzo: venduto
Meravigliosa stampa antica di Venezia della massima importanza storica incisa da Matthäus Merian il vecchio in due lastre, quindi raccolta nell'Itinerarium Italiæ Nov-antiquæ, opera scritta da Martin Zeiller ed edita dallo stesso Merian a Francoforte sul Meno nel 1640.
In essa si fondono la grande abilità artistica del Merian, capace di un intaglio preciso, nitido e ricco di chiaroscuri, ed il formato allungato che si presta ottimamente alla forma della città; il risultato fu una stampa antica di Venezia destinata ad immensa fortuna ben oltre i confini della Germania e che influenzò per più di un secolo l'iconografia della città di San Marco, diventando il modello di riferimento tanto apprezzato che perfino il cartiglio sarà copiato. Merian ebbe l'intuizione di rispolverare la famosissima pianta di Venezia del De' Barbari del 1500 − che malgrado l'eccezionale importanza non aveva avuto seguito come modello, superata da altre raffigurazioni − ammodernandola al gusto della sua epoca ed aggiornandola alla fine del '500 in alcuni elementi architettonici tra i quali va segnalato il ponte di Rialto, ora in pietra, o la Giudecca illustrata in tutto il suo sviluppo.
La sorprendente varietà di navigli con il Bucintoro in primo piano; la grande profondità verso la terra ferma che, spaziando fino a Murano, Mazorbo, Torcello e Burano, arriva a disegnare Marghera, Mestre, Treviso ed a segnare Serravalle; l'evidente fantasiosa cartella che cinge il leone di San Marco sormontata dal Corno ducale sono gli elementi che completano la stampa antica di Venezia del Merian decretandone l'indiscutibile successo e l'estrema rilevanza nella storia dell'iconografia veneziana.
Il foglio è conservato in maniera molto buona; non è viziato da quelle arrossature frequenti nelle carte di area tedesca usate dal Merian; l'inchiostratura è ottima e priva di aree stanche. Da segnalare solamente un lieve increspamento della carta che dal bacino di San Marco sale verticale all'arsenale causando un salto dell'inchiostro visibile come una sottile linea bianca. I margini sono equilibrati e sani.
Matthäus Merian il vecchio (1593-1650) è stato un capace incisore svizzero nato a Basilea, ma affermatosi professionalmente a Francoforte sul Meno dove ebbe modo di lavorare nella bottega fondata da Theodor de Bry, incisore ed editore conosciuto soprattutto per la “Collectiones Peregrinationum in Indiam Orientalem et Occidentalem”, opera che occupa un posto importante tra le pubblicazioni di fine cinquecento principalmente per le illustrazioni circa i primi tentativi di colonizzazione del nord America da parte degli Inglesi.
Impiegato come incisore, Merian si segnalò, tanto da sposare Maria Magdalena de Bry, figlia di Johann Theodore de Bry, forse insieme al padre tra i migliori incisori a bulino olandesi, e dal 1625 circa da prendere in mano l'azienda, dandole un notevole incremento ed occupandosi in particolare dello sviluppo dei libri di topografia e di viaggi.
Nella bottega ora “Merian” lavorarono anche i figli Kaspar e soprattutto il quotato Matthaeus il giovane, i quali dopo la morte del padre proseguirono con immutato successo la gestione dell'attività che continuò fino al 1727. Tra le opere che furono edite da Merian troviamo titoli eterogenei relativi all'alchimia, agli emblemi, alla medicina, alle scienze naturali, alla teologia, all'arte militare, ma le più ragguardevoli concernono la geografia e l'illustrazione di città. In particolare nel 1638 stampò la "Neuwe Archontologia cosmica, das ist, Beschreibung aller Kaÿserthumben, Königreichen und Republicken der gantzen Welt" opera sulla descrizione del Mondo già uscita dieci anni prima con una veste modesta che Merian rivoluzionò arricchendola con 98 tavole alcune delle quali a doppio foglio.
L'Archontologia conobbe altre quattro edizioni fino al 1695 con testo o in latino o in tedesco, non omogenee per numero e tipologia di incisioni inserite.
Due anni dopo nel 1640 uscì da casa Merian l'Itinerarium Italiæ Nov-antiquæ scritto da Martin Zeiller il quale affiancò Matthäus il vecchio nella stesura della collana che costituì il maggior e più ambizioso sforzo tipografico del Merian e dei suoi eredi: le Topographiæ Germaniæ, sedici volumi descrittivi e profusamente illustrati sui territori del Sacro Romano Impero. Nel 1688 l'Itinerarium Italiæ Nov-antiquæ fu ristampato col titolo Topographiæ Italiæ, vedendosi affiancato concettualmente, pur non facendone parte integrante, alla collana delle Topographiæ Germaniæ che vedrà col figlio Caspar Merian l'aggiunta dei volumi sulla Topographia Galliæ.
Inseriamo due ingrandimenti della stampa antica di Venezia incisa e pubblicata da Matthäus Merian:



