Rhetiæ alpestris descriptio, in qua hodie TIROLIS COMITATUS.

carta geografica tirolis comitatus ortelius
  • Autore: Abraham Ortelius
  • Epoca: 1608
  • Misure: 29,2 x 42,5 cm il foglio
  • Prezzo: venduto

Importante carta geografica della parte alpina della storica regione della Rezia, ossia del Trentino e di tutto il Tirolo, delineata da Abraham Ortelius per il suo Theatrum Orbis Terrarum, primo atlante della storia che per completezza e organizzazione possa definirsi tale, nell'edizione in italiano del 1608.
La mappa è tra le più antiche del territorio tirolese-trentino e si estende a sud fino a Brescia e Verona; ad ovest comprende tutta la Val Venosta e l'Oberinntal; a nord raggiunge la Baviera con Monaco e Wasserburg sull'Inn; ad est lambisce Salisburgo e Lienz.

Inserito in un nastro bifido svolazzante troviamo il titolo “Rhetiæ alpestris descriptio, in qua hodie Tirolis Comitatus”, mentre nell'angolo basso si legge “Ex Tabula Wolfgangi Lazii quam Joan Maior Viennensis Edidit”. In effetti, la carta geografica è una derivazione indiretta e migliorativa della carta del 1561 del viennese Wolfgang Laz, più noto col nome latino di Wolfgang Lazius, medico personale dell'Imperatore Ferdinando I d'Austria, relativa alla Rezia ed intitolata “Rhetiae Alpestris in qua Tirolis Com. descriptio”.

Ortelio semplifica la sua fonte con tagli ed omissioni a favore della chiarezza e garbo compositivo, tuttavia affidandosi alle necessità grafiche, quindi senza un esame critico delle scelte. Egli inoltre in questa “Rhetiæ alpestris descriptio, in qua hodie Tirolis Comitatus” riporta quelle forti distorsioni che già apparivano nella carta geografica del Lazius, tra le quali la più vistosa è il corso dell'Adige tra Trento e Verona che scorre in direzione sud-est, deformando anche il Benaco divenuto irriconoscibile. La toponomastica mescola termini italiani a tedeschi; l'orografia è sommaria, priva di differenziazioni tra cime e senza nomi, limitandosi a indicare la presenza di un territorio montuoso, in linea con le possibilità conoscitive dell'epoca. La ricca copertura boschiva è indicata da sproporzionati alberi raccolti in gruppi anche estesi a seconda dell'opportunità compositiva.

Il foglio presenta una ottima coloritura posteriore, ma una discreta conservazione. Tutto il margine bianco destro è composto da una aggiunta di carta la quale ricuce anche un taglio verticale che attraversa quasi integralmente la carta geografica, entrando all'altezza del fronzolo superiore del nastro per giungere nel basso al riquadro nero all'altezza del “Cum Gratia et Privilegio”. Nello stesso angolo alto di destra traspare leggermente l'alone di umidità meglio visibile nel retro dove il testo in italiano inizia con “Il Contado di Tirolo” e reca il numero di pagina 78.


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