La Veneta Laguna antica e moderna, nuovamente delineata

carta geografica antica laguna venezia
  • Autore: Alvise Grandis
  • Epoca: 1820
  • Misure: 63,1 x 46 cm l'incisione
  • Prezzo: venduto

Superlativa, e molto rara in questo secondo stato, carta geografica antica della laguna di Venezia, incisa basandosi su disegni dell'ingegnere Alvise Grandis, attivo certamente nell'ultimo ventennio del XVIII e i primi anni del secolo seguente.
Il lavoro di bulino ed acido fu affidato ad Antonio Sandi, bellunese di nascita, ma trasferitosi ben presto a Venezia ove svolse una intensa attività incisoria, dimostrando eccellente professionalità, ma scarsa inventiva. A pubblicarla ci pensò nel 1799 Teodoro Viero, noto nell'ambiente veneziano di fine settecento per la condotta non sempre cristallina e onesta.
Il nostro esemplare è un secondo stato della lastra, più raro del primo e quasi mai menzionato dalle bibliografie a cominciare dal Marinelli. Si differenzia dalla prima edizione per la soppressione della dedica a Gian Pietro Grimani, forse deceduto, e per il cambio della data al 1820. Tutto il resto è rimasto invariato, compreso il nome dello stampatore Teodoro Viero, defunto l'anno prima.

La bellezza della carta geografica antica di Venezia è indiscutibile sia per la felice mano del Sandi, sia per l'idea di riempire il bianco dell'Adriatico con una rosa dei venti e la scala di miglia a destra e a sinistra con un rotolo raffigurante dei murazzi. La parte centrale è colmata con un secondo rotolo di carta tenuto aperto da quattro puttini sul quale è mostrata la laguna in origine e l'immediata pianura prima che Attila vi giungesse. Sono indicate varie città quali Adria, Altino da cui si dà inizio la via Emilia, Musestre, Jesolo, Eraclea. La parte cartografica della stampa antica della laguna, sfruttando anche le buone dimensioni, è un elogio alla precisione e al dettaglio. La laguna è messa a nudo: sono svelati i suoi passaggi per secoli segreti, le via d'acqua celate che sole permettono di attraversarla. Sono mostrate in piante corrette non solo Venezia, ma pure Chioggia, Murano, Mazorbo, Burano, Torcello. Ogni valle è indicata.
L'entroterra è impietosamente solcato dai tagli e canali che nei secoli i Veneziani hanno costruito per deviare ed organizzare le acque, lasciando sfociare in laguna solo qualche ruscello. La campagna solamente è un po' trascurata, divisa com'è in una selva di campi indistinti, di certo invenzione grafica del Sandi, tuttavia dove non mancano le indicazione anche delle frazioni più insignificanti, accanto ai paesi maggiori per primo Forte Marghera. Una carta geografica antica di Venezia di tal portata non avrebbe mai avuto seguito in stampa sotto il governo dei Dogi, perché avrebbe significato rendere notori i passaggi sotterranei dei bastioni che per secoli avevano protetto San Marco. Se tale pubblicazione ha avuto luce è a causa dell'arrivo di Napoleone, probabilmente unico aspetto positivo del 1797.


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