LUCA

stampa antica lucca merian
  • Autore: Matthäus Merian
  • Epoca: 1640
  • Misure: 37,2 x 25,6 cm l'incisione; 40,3 x 33,7 cm il foglio
  • Prezzo: venduto

Se si desiderasse conoscere come si presentasse Lucca nel XVII secolo, questa stampa antica dal semplice titolo “Luca” edita da Matthäus Merian il vecchio nel 1640 nel suo Itinerarium Italiæ Nov-antiquæ sarebbe la più adatta.

Il punto di osservazione elevato, l'idea di allargare artificiosamente le vie, una capacità incisoria sopraffina, la cancellazione di qualsiasi elemento esterno alle magnifiche ed alberate mura di Lucca permettono di camminare per il centro come avrebbe fatto all'epoca un pellegrino od un viaggiatore che vi si fosse recato entrando per porta San Pietro, insieme a quella di San Donato e Santa Maria, le sole esistenti.

Si riconosce immediatamente la curiosa piazza dell'Anfiteatro, la centrale piazza San Michele, il periferico Duomo di San Martino con il campanile e la sua piazza, a nord la romanica Basilica di San Frediano con gli adiacenti giardini che diverranno di palazzo Pfanner, a ridosso della parte riservata agli orti dei semplici ed alle colture appare villa Bottini, non distante il convento di San Francesco ed il monastero di San Ponziano con la sua chiesa.

Il modello adoperato da Merian per la stampa antica di Lucca risale all'immagine della città che si ritrova nelle “Civitates Orbis Terrarum” di Georg Braun ed Frans Hogenberg a cui egli apportò aggiornamenti e soprattutto ci aggiunse quella qualità incisoria impareggiabile che contraddistingue le incisioni dell'Itinerarium Italiæ Nov-antiquæ.

Il foglio è conservato in maniera eccellente ed è privo di quella leggera brunitura diffusa che sovente si ritrova nelle stampe antiche di Lucca del Merian; i margini sono regolari e senza difetti; l'inchiostratura è contrastata e mancante di zone più flebili.

Matthäus Merian il vecchio (1593-1650) è stato un capace incisore svizzero nato a Basilea, ma affermatosi professionalmente a Francoforte sul Meno dove ebbe modo di lavorare nella bottega fondata da Theodor de Bry, incisore ed editore conosciuto soprattutto per la “Collectiones Peregrinationum in Indiam Orientalem et Occidentalem”, opera che occupa un posto importante tra le pubblicazioni di fine cinquecento principalmente per le illustrazioni circa i primi tentativi di colonizzazione del nord America da parte degli Inglesi.
Impiegato come incisore, Merian si segnalò, tanto da sposare Maria Magdalena de Bry, figlia di Johann Theodore de Bry, forse insieme al padre tra i migliori incisori a bulino olandesi, e dal 1625 circa da prendere in mano l'azienda, dandole un notevole incremento ed occupandosi in particolare dello sviluppo dei libri di topografia e di viaggi.
Nella bottega ora “Merian” lavorarono anche i figli Kaspar e soprattutto il quotato Matthaeus il giovane, i quali dopo la morte del padre proseguirono con immutato successo la gestione dell'attività che continuò fino al 1727. Tra le opere che furono edite da Merian troviamo titoli eterogenei relativi all'alchimia, agli emblemi, alla medicina, alle scienze naturali, alla teologia, all'arte militare, ma le più ragguardevoli concernono la geografia e l'illustrazione di città. In particolare nel 1638 stampò la "Neuwe Archontologia cosmica, das ist, Beschreibung aller Kaÿserthumben, Königreichen und Republicken der gantzen Welt" opera sulla descrizione del Mondo già uscita dieci anni prima con una veste modesta che Merian rivoluzionò arricchendola con 98 tavole alcune delle quali a doppio foglio.
L'Archontologia conobbe altre quattro edizioni fino al 1695 con testo o in latino o in tedesco, non omogenee per numero e tipologia di incisioni inserite.
Due anni dopo nel 1640 uscì da casa Merian l'Itinerarium Italiæ Nov-antiquæ scritto da Martin Zeiller il quale affiancò Matthäus il vecchio nella stesura della collana che costituì il maggior e più ambizioso sforzo tipografico del Merian e dei suoi eredi: le Topographiæ Germaniæ, sedici volumi descrittivi e profusamente illustrati sui territori del Sacro Romano Impero.
Nel 1688 l'Itinerarium Italiæ Nov-antiquæ fu ristampato col titolo Topographiæ Italiæ, vedendosi affiancato concettualmente, pur non facendone parte integrante, alla collana delle Topographiæ Germaniæ che vedrà col figlio Caspar Merian l'aggiunta dei volumi sulla Topographia Galliæ.


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