REGNO ET ISOLA DI SICILIA

carta geografica regno sicilia petrini
  • Autore: Nicola Petrini
  • Epoca: 1734
  • Misure: 54,3 x 43 cm l'incisione; 65,6 x 48,7 cm il foglio
  • Prezzo: venduto

Meravigliosa e non comune carta geografica della Sicilia, con impareggiabile coloritura dell'epoca, datata 1734 e firmata da Nicola Petrini, figlio di Paolo Petrini nonché prosecutore delle pubblicazioni paterne.
Venne raccolta all'interno dell'Atlante Partenopeo, opera che riunisce le carte geografiche di Paolo Petrini che il figlio ampliò.

Il titolo “Regno et isola di Sicilia Secondo lo Stato Presente” e la lunga dedica a “Michele Asmundo ed Andolina barone delli Freghi della Cisira Bunfala e scala d'Arangio de Regii Patritii” sono collocati in un sontuoso cartiglio con spighe, arance e tralci d'uva sormontato dallo stemma della famiglia Asmundo, nel cui scudo appare un leone e tre bande orizzontali, affiancato dalla personificazione della Gloria.

Nell'angolo opposto è collocata la spiegazione dei segni adoperati nella carta geografica assieme alle scale di miglia italiane e spagnole.

L'incisione non è firmata, ma si può supporre che sia stata fatta dal napoletano Francesco Sesone; effettivamente la sensazione è di un lavoro poco professionale e rigoroso, ma per questo più genuino. La lastra è intagliata con segni decisi e poco sfumati; i toponimi sono incisi senza le linee di supporto divenendo irregolari nelle spaziature, nell'allineamento e nelle dimensioni come fossero a mano libera.

La carta geografica della Sicilia risulta essere ripresa con fedeltà dalla analoga edita da Matthäus Seutter ad Augusta nel 1730. Il contorno costiero, la toponomastica, le coordinate geografiche sono le medesime. Anche la raffigurazione dell'Etna in eruzione, che spicca evidentissima grazie al tratteggio che circonda il vulcano elevando un'ampia area dalla pianura, è mutuata dalla mappa della Sicilia del Seutter, il quale tuttavia non fu il primo, ma si avvalse della carta geografica di Guillaume de l'Isle del 1714.

Foglio raro, molto ben conservato e con calda coloritura originale dell'epoca. La carta appare leggermente arrossata e con trascurabili macchie dovute al tempo; un restauro professionale ha richiuso alcuni strappi lungo il margine superiore e ricomposto l'angolo bianco alto di sinistra.


Le informazioni sulla biografia di Paolo Petrini sono molto scarne; si sa che fu attivo a Napoli nel periodo compreso tra il 1692 ed il 1748 prima come incisore di soggetti pittorici e di ritratti di illustri napoletani, quindi come piccolo editore e libraio nel 1713 con un volume sulle facciate delle chiese più cospicue di Napoli e nel 1718 con uno sulle facciate dei palazzi napoletani. Sua è una grande ed importante veduta prospettica di Napoli, che susciterà viva eco nell'editoria straniera, pubblicata una prima volta nel 1698, quindi riproposta nel 1718 e con modifiche nel 1748.
L'Atlante Partenopeo ovvero Raccolte di tavole geografiche degli autori più classici et accurati corrette et aumentate secondo le relationi più moderne si può indicare come il suo progetto più travagliato che si trascinerà per decenni, forse senza giungere ad una versione definitiva giacché non se ne conosce un indice a stampa, né tantomeno una datazione. Nacque come raccolta delle svariate decine di carte geografiche che il Petrini aveva delineato nell'ultimo decennio del seicento e che furono edite a Napoli ad iniziare dal 1700 dapprima come fogli sciolti, quindi raccolti in atlante che l'Almagià data al 1735 circa.
La diffusione delle carte prima e dell'atlante poi fu ristretta all'ambito del Regno di Napoli, da cui deriva oggi la assoluta rarità, e non godette di quel successo che avrebbe meritato. In effetti, il lavoro cartografico del Petrini è chiaramente debitore delle mappe di altri autorevolissimi cartografi a lui precedenti come i Sanson o contemporanei come il De Fer e, per le carte del sud Italia, il Magini attraverso il lavoro di Cantelli da Vignola, tuttavia egli apportò con uno stile personale alcune integrazioni e aggiornamenti.

Il figlio Nicola, la cui firma è leggibile all'interno del cartiglio col titolo “Regno et isola di Sicilia Secondo lo Stato Presente”, riprese il lavoro paterno, implementando ed arricchendo di nuove tavole l'Atlante Partenopeo, anche dopo la scomparsa del padre, fino ad oltre la metà del settecento.

Inseriamo due ingrandimenti della parte incisa del “Regno et isola di Sicilia Secondo lo Stato Presente” di Nicola Petrini:

carta geografica sicilia petrini

carta geografica sicilia petrini


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